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L'estate del riccio

L'accoppiamento dei riccio avviene durante tutto il mese di luglio e finirà in agosto. Eccoci catapultati nell'estate di questo piccolo animale selvatico, stagione contraddistinta dalla prepazione del nido e dal superamento di tutte quelle insidie che può riservargli un ambiente urbano. 

  • Paola Viviana Trovò
  • Giugno 2022
  • Venerdì, 1 Luglio 2022
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Foto Pixabay Foto Pixabay

Eravamo rimasti, qualche articolo fa, al periodo dell'accoppiamento che, iniziato a maggio, si prolunga per tutto il mese di luglio e finirà ad agosto. La maggior parte dei piccoli di riccio sono nati a giugno ma altri ancora arriveranno ad agosto e addirittura a settembre! Questi ultimi però avranno bisogno del nostro aiuto per superare l'inverno, ma questo ve lo raccontiamo più avanti.

L'estate del riccio

Con il periodo dell'accoppiamento continuano le migrazioni notturne dei maschi in cerca di femmine. Con questi spostamenti, che possono essere lunghi anche qualche chilometro, inevitabilmente gli esemplari attraversano delle strade e il rischio diinvestimento è molto alto. Per questo è bene andare adagio in auto, sempre, ma la sera e la notte soprattutto: è infatti con il calare del buio che più si spostano gli animali, eccezione fatta per i rettili.

Dovendo ancora nascere i ricetti, le femmine sono alle prese della prepazione del nido per accoglierli. Fatto foglie, rametti ed erba accumulata, ad esempio, tra le radici di un albero o sotto una catasta di legna, o ancora fra cumuli di pietre. Mamma riccia preferisce i luoghi un po' rialzati - così che il nido possa restare sempre all'asciutto - e riparato da luci e rumori. Se però mamma riccio viene disturbata, è capace di abbandonare i cuccioli, o addirittura di divorarli o, se sono già un po' grandini, cercare di trasportarli in un nuovo rifugio più improvvisato. Anche questa è un'operazione non priva di pericoli, quindi: attenzione quando si procede con le "pulizie" del proprio giardino.

I riccetti

Dopo 35 giorni di gestazione, nascono i primi riccetti. Di solito sono dai 2 ai 7 piccoli e la mamma dovrà allattarli per circa 6 settimane, sino a quando raggiungono la "maggiore età" e abbandonano il nido. Questo è un momento critico perché devono imparare a cavarsela da soli e a cercare il cibo in autonomia. Fortunatamente, già a quattro settimane avranno incominciato a fare le prime uscite dal nido, sotto il controllo e gli insegnamenti della mamma, e quindi a prepararsi per una vita adulta.

Le insidie dell'ambiente urbano

Il riccio è un animale selvatico che si è abituato a vivere, per svariati motivi, anche in ambiente urbano. Non è difficile infatti trovare un riccio nei nostri giardini. Tuttavia, se questi 'più domestici' possono essere un'alternativa agli ambienti naturali, spesso nascondo pericoli a cui il riccio non si è ancora abituato.

Pensiamo alla carenza d'acqua! Per questo può essergli d'aiuto lasciare sempre una ciotola piena in giardino: un gesto che sarà gradito a tutti gli animali del giardino, impollinatori e uccellini inclusi. Meglio se la ciotola è posta rasoterra, con qualche rametto a "uso rampa", ideale per gli animali più piccini o le lucertole.

Da sapere che il latte per i ricci è tossico, così come tutti i latticini. Meglio non lasciarlo mai fuori, perché il riccio ne va ghiotto ma gli farebbe male.

Decespugliatore: attenzione a quando lo si usa! Non è raro ferirli a morte o mutilare l'animale non visto. 

Attenzione anche ad altre "trappole ecologiche", come una rete o un tombino. Anche le piscine possono diventare una condanna a morte per i nostri animaletti selvatici: spesso vi muoiono annegati perché i bordi sono sempre ripidi e non riescono più a uscire, una volta caduti dentro. Se lo si scorge nuotare in difficoltà, meglio portalo fuori dall'acqua perché da solo non riesce ad uscire dalla vasca.

Infine, anche i nostri fedeli amici a quattro zampe possono causare ferite ai ricci: se per caso un cane aggredisce un riccio, meglio portare quest'ultimo in un Centro di Recupero di Fauna Selvatica - CRAS così come se lo si vede vagare di giorno. Probabilmente è un riccio con un problema ed è meglio affidarlo a una struttura che potrà prendersene cura. 

Un aiuto per la sua tana

Per aiutare mamma riccia lasciamo sempre acqua a disposizione e, in un angolo del giardino, abbondanti foglie e rametti indispensabili per la costruzione del nido. Un giardino troppo "pulito" piace solo a noi umani: i ricci si sentono a loro agio nei giardini soprattutto se sono variegati di flora e habitat. 

 

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