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Sembra un ragno, ma è un opilione

Andiamo alla scoperta di una curiosa tipologia di aracnidi, gli opilioni, di cui esiste un'enorme variabilità in natura, con morfologia e colori molto diversi.

  • Testo e foto di Federico Crovetto
  • - Marzo 2022
  • Lunedì, 10 Ottobre 2022
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Primo piano di Opilione - Foto F. Crovetto Primo piano di Opilione - Foto F. Crovetto

Qual'è la differenza fra un opilione e un ragno? Anche se appartengono entrambi alla classe degli Aracnidi, gli opilionidi non sono ragni, benchè gli somiglino moltissimo: hanno entrambi otto zampe, ma mentre i ragni rientrano nell'ordine degli Araneae, gli opilionidi fanno invece parte di quello degli Opiliones.

A differenza dei ragni, che hanno il corpo diviso in due parti, gli opilioni presentano prosoma (torace) ed opistosoma (addome) uniti e nella maggior parte dei casi delle zampe molto lunghe; hanno al massimo due occhi disposti lateralmente su un cosiddetto oculario e due cheliceri, simili a due piccole pinzette.

Nonostante siano animali molto schivi, li avrete sicuramente già visti in qualche casa di campagna, di solito sui muri o nascosti negli angoli più bui. Attenti a non confonderli con i Pholcidi, una famiglia di ragni con lunghe zampe, che li ricorda molto.

L'ecologia degli opilionidi è molto varia, sia per quanto riguarda l'habitat sia per la dieta. Difatti possiamo trovarli un po' ovunque: sotto le pietre, nella lettiera dei boschi, dentro le grotte, sui muri di casa e sotto la corteccia di alberi marcescenti. Alcuni possono nutrirsi di funghi, feci di animali e sostanza organica in decomposizione, altri invece sono predatori attivi e cacciano afidi, mosche, lumache, lombrichi, altri opilioni e persino ragni.

Sono circa 5.000 le specie presenti in natura: proprio per questa enorme variabilità, ne esistono di molte forme e colori diversi. Come i Trogulidae, caratterizzati da zampe corte, corpo appiattito e una tasca dove vengono tenuti i cheliceri; spesso si "vestono" con della terra per essere ancor più mimetici ed evitare così i predatori. Data la loro morfologia si deduce che vivano nel terreno, dove è molto difficile scovarli. Gli esponenti della famiglia dei Ischyropsalididae, invece, presentano cheliceri molto robusti e lunghi, in certi casi anche doppi rispetto al corpo, con zampe di lunghezza media. Sono predatori temibili, e vivono in zone molto umide, in prossimità di torrenti o addirittura in grotte.

Ma gli opilioni che la maggior parte di noi di solito vede fanno parte della famiglia dei Phalangiidae, rappresentata da specie piuttosto diffuse, come l'Opilio canestrinii, presenza comune nelle abitazioni di campagna e nelle cantine o il Phalangium opilio che frequenta habitat aperti e dove è facile vederlo anche di giorno perché attivo anche nelle ore diurne.

Sullo stesso argomento:

Ragni, che passione (Piemonte Parchi, 28 febbraio 2020)

Bioblitz, benevnuti nel mondo dei ragni! (Piemonte Parchi, 18 ottobre 2021)

 

Partcolare delle zampe di un opilione
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aracnidi ragno insetti

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