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L'inesorabile avanzata del pesce barometro

Dalla Cina con furore. Così potrebbe essere sintetizzata l'avanzata del pesce barometro che, dalle regioni temperate e tropicali del Sud – Est asiatico dove è originario, è stato introdotto in tutto il mondo per le sue proprietà mediche/organolettiche, oltre a essere una specie apprezzata in acquariofilia, cioè l'allevamento di pesci ornamentali. 

  • Stefano Bovero
  • Giovedì, 1 Aprile 2021
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Cobite comune | Foto M. Nocciola Cobite comune | Foto M. Nocciola

Il cobite di stagno orientale, Misgurnus anguillicaudatus, noto anche come misgurno o pesce barometro è un pesce di piccole dimensioni appartenente alla famiglia Cobitidae: si riconosce per il corpo allungato, quasi serpentiforme, di sezione cilindrica, le presenza di cinque paia di barbigli tattili, macchia scura prima del peduncolo caudale. La dimensione massima è 28 cm.

L'appellativo di pesce barometro deriva dal fatto che questa specie, che ha abitudini fossorie, diventa estremamente attiva durante i temporali e le piogge torrenziali che caratterizzano i climi monsonici.

L'area di distribuzione originale del cobite di stagno orientale comprende le regioni temperate e tropicali del Sud – Est asiatico, come Cina, penisola coreana, Giappone, Cambogia, Laos, India,Thailandia, Taiwan, Vietnam e alcuni tributari dei Fiumi Amur e Tugur in Siberia.

Questo pesce viene largamente utilizzato nella cucina asiatica per le sue proprietà mediche/organolettiche e pertanto allevato in maniera intensiva, oltre a essere una specie apprezzata in acquariofilia, motivi che hanno indotto la sua introduzione a livello mondiale.

Questa specie è stata introdotta in tutto il mondo e si è acclimatata con successo in Australia, Germania, Italia, Messico, Palau, Filippine, Spagna, Turkmenistan e negli Stati Uniti comprese le Hawaii.

In Italia dalla fine degli Anni '90

In Italia è stata rilevata per la prima volta in Italia nel 1997 nei dintorni di Pavia, probabilmente introdotta per fini commerciali e per acquariofilia anche se non si escludono introduzioni dirette da parte della comunità asiatica.

Il cobite di stagno orientale, specie tipica delle risaie del Sud - Est asiatico, ha trovato il proprio habitat favorevole nelle aree risicole della Pianura padana e in pochi anni ha attuato una vera e propria invasione biologica, che mette gravemente a rischio la sopravvivenza di diverse specie locali.

La coltivazione di diverse varietà di riso ha comportato e tuttora comporta la costruzione di una fitta rete di canali artificiali per l'irrigazione e l'utilizzo di sostanze fertilizzanti, fattori che hanno portato un grande sviluppo agricolo e maggiori rese di raccolto ma hanno anche compromesso la condizione naturale di questo comprensorio dell'Italia settentrionale; in particolare la cultura risicola si è insediata e sovrapposta agli ambiti di risorgiva, che costituiscono una delle tipologie ambientali tipiche del distretto ittiogeografico del padano – veneto, rare e di fondamentale importanza per il ciclo vitale delle specie endemiche, quali ad esempio la lampreda padana, Lethenteron zanandreai (Vladykov, 1955) e il cobite mascherato, Sabanejewia larvata (De Filippi, 1859).

L'alterazione degli ecosistemi acquatici originari ha comportato la loro evoluzione in ambienti subottimali per le specie autoctone a bassa valenza ecologica, favorendo nel contempo l'insediarsi di specie aliene più adattabili a tipologie ambientali instabili, caratterizzate dai ciclici sbalzi di temperatura e battente, tra le quali si distingue certamente il misgurno. Infatti questa specie, nell'arco di pochi decenni ha colonizzato numerosissimi ambienti acquatici planiziali lungo l'intero bacino del Po.

Le ragioni della sua espansione

Il motivo di questa rapida espansione del pesce barometro risiede nelle sue caratteristiche fisiologiche che sono tipiche di un invasore di successo. Questa specie ha una gamma molto ampia di tolleranza termica che varia tra i 2°C e i 30°C che permette di sopravvivere in diversi contesto continentali.

Oltre a questa caratteristica, la capacità di questi pesci di utilizzare l'ossigeno atmosferico può consentire loro di sopravvivere in ambienti ipossici, come aree di acqua ferma e alta eutrofizzazione, paludi e a trascorrere molte ore fuori dall'acqua. Questa specie è in grado di sopravvivere a lunghi periodi di siccità infossandosi nel fango e trascorrere gli inverni nel terreno gelato in una sorta di ibernazione.

Un altro fattore di vantaggio è che i misgurni sono onnivori generalisti capaci quindi di adattarsi a diversi tipi di cibo con facilità e le loro abitudini fossorie e notturne li rendono poco vulnerabili alla predazione.

La riproduzione e la crescita degli avannotti avviene generalmente in acque basse, con temperatura maggiore di 20 C°, substrato molle e ricche di vegetazione sommersa, come le aree risicole e la canalizzazione relativa. Nella fasi di colonizzazione la prole può essere generata attraverso un processo riproduttivo dioico oppure tramite fenomeni di ginogenesi, in cui si generano cloni di sesso femminile; questo meccanismo consente di occupare velocemente nuovi territori a partire da pochi individui femmina.

In Piemonte diversi monitoraggi effettuati nelle aree risicole del Vercellese hanno confermato popolamenti costituti esclusivamente da femmine adulte e questo fa sospettare che anche in questo comprensorio si siano instaurati fenomeni di riproduzione asessuata di questo tipo.

Una questione di competizione

Il misgurno compete per le risorse trofiche e ambientali con le altre specie di Cobitidae autoctoni, come il cobite mascherato - Sabanejewia larvata e il cobite comune - Cobitis bilineata, e la lampreda padana - Lethenteron zanandreai grazie a eventi riproduttivi ripetuti più volte durante l'anno, dominando con popolamenti massivi i corsi d'acqua (Riina et al., 2016); inoltre, in uno studio condotto su esemplari di questa specie in Illinois (USA), Norris (2015) sostiene si possa nutrire di stadi larvali e ovature di specie autoctone.

Il cobite di stagno orientale è inoltre noto per essere vettore di parassitosi: Wang e colleghi (2017) hanno individuato due specie di ciliofori ectoparassiti del genere Trichodina, organismi in grado di parassitare anche l'ittiofauna autoctona, causando la tricodiniasi; il misgurno è soggetto anche a parassitosi indotte dal trematode Massaliatrema misgurni n. sp., in grado di infettare una vasta varietà di vertebrati terrestri, compreso l'uomo.

Questa specie potrebbe rivelarsi in un futuro prossimo molto più pericolosa di quanto si possa al momento pensare perché la sua straordinaria capacità di adattarsi molto velocemente a ambienti diversificati, anche alterati e dinamici, la rende assolutamente in grado di affrontare con successo gli scenari futuri indotti sia dal riscaldamento globale che dalla continua banalizzazione ambientale operata dall'uomo.

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