#piemonteparchi

Salta al contenuto
Logo Piemonte Parchi
  • Home
  • Parchi Piemontesi
  • Parchi nel mondo
  • Territorio
  • Natura
  • Ambiente
  • cerca
  • facebook
  • twitter
  • instagram
  • rss

Piemonte Parchi

Rain gardens, ovvero giardini della pioggia

Ecco una buona pratica di pianificazione del paesaggio che, se diffusa, potrebbe alleviare le conseguenze di piogge abbondanti e improvvise che caratterizzano spesso i periodi di fine estate. 

  • Raffaella Amelotti
  • Sabato, 29 Agosto 2020
  • Stampa
Alcuni esempi di rain gardens Alcuni esempi di rain gardens

 

Ci lasciamo alle spalle un mese di agosto alquanto movimentato dal punto di vista meteorologico: le città del nostro Paese sono state colpite da eventi atmosferici improvvisi e spesso furiosi.

Abbiamo imparato nomi complicati di fenomeni oscuri, come il downburst che ha sradicato alberi e danneggiato i tetti più esposti alle raffiche. Le coperture strappate dalla furia del vento erano in lamiera o peggio in eternit: sono volate in strada lastre metalliche o di fibrocemento di dimensioni considerevoli, con tutti i rischi del caso.

Le precipitazioni abbondanti su un suolo pressoché totalmente impermeabilizzato hanno causato fiumi d'acqua sulle strade e l'allagamento del pianoterra e del seminterrato degli edifici. Inoltre, durante la pioggia, l'acqua accumulata ha trasportato con sé sostanze inquinanti depositate sulla superficie delle strade, con la conseguenza di convogliarla nei corpi idrici.

E' evidente dunque la necessità di contenere il rapido deflusso delle acque meteoriche per evitare gli allagamenti e la contaminazione delle aree naturali: le soluzioni sono da ricercarsi nella creazione nelle aree urbane dei cosiddetti giardini pluviali, i rain gardens, o nell'utilizzo dei tetti verdi. Ma se la realizzazione di questi ultimi è limitata alle nuove costruzioni, i rain gardens sono di più semplice attuazione.

Cos'è un giardino della pioggia 

La struttura è molto semplice: sono bacini depressi, a un livello massimo dal piano di calpestio di -50 centimetri che, sfruttando la pendenza, raccolgono l'acqua che si accumula sulle superfici impermeabili adiacenti (strade, parcheggi, ma anche tetti).

La superficie dei giardini pluviali deve essere pari almeno al 10 % della superficie impermeabile di riferimento.

La struttura si basa su di una sorta di bacino costituito da un livello più profondo in ghiaia, uno strato intermedio a grana più fine e uno superficiale composto per il 50-60% da sabbia, per il 20-30% da compost organico, e per altri 20-30% da terreno del sito.

Essi consentono all'acqua meteorica di defluire gradualmente nel terreno evitando così di congestionare il sistema fognario urbano: attraverso il lento e continuo assorbimento, l'acqua è filtrata dal terreno che la rilascia nel corpo idrico ricettore depurata naturalmente. Si parla di una riduzione del 30 % delle sostanze inquinanti!

Un elemento progettuale molto importante riguarda la scelta delle piante da mettere a dimora che saranno distribuite, in base al livello di umidità del terreno, collocando al centro le piante igrofile, con intorno specie mesofile e lungo il perimetro esterno le xerofite.

E' fondamentale, a livello progettuale, stimare i tempi di svuotamento dell'invaso del giardino pluviale in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti: un periodo troppo prolungato di allagamento andrebbe infatti a danneggiare gli apparati radicali delle piante messe a dimora.

E' possibile inserire un sistema di recupero delle acque di deflusso e il loro riutilizzo per l'irrigazione durante i periodi siccitosi.

La biodiversità urbana

L'utilizzo di specie autoctone favorisce inoltre la biodiversità anche in ambienti urbani: i giardini pluviali diventano l'habitat ideale per ospitare farfalle, insetti impollinatori e avifauna.

Le piante autoctone poi sono resistenti: si adattano con più facilità delle specie esotiche alle trasformazioni stagionali del clima locale, e contrastano gli attacchi di parassiti e specie infestanti.

I rain gardens svolgono così il loro ruolo di abbellimento e decoro urbano ma anche di sensibilizzazione della popolazione verso le tematiche ambientali. 

E proprio per la loro semplicità di esecuzione sono di facile applicabilità anche nei giardini privati per convogliare piccole quantità di acqua provenienti, per esempio, dal tetto dell'abitazione. In fase progettuale è comunque necessario tenere conto di alcuni fattori determinanti quali la superficie del tetto, il numero di pluviali, il tipo di suolo, la sua pendenza e il valore statistico medio di quantità di pioggia riversata per evento (che, ahimè, dovrà essere previsto in aumento).

In contesti fortemente urbanizzati, la gestione dei grandi volumi di acqua piovana che cadono al suolo spesso in tempi ridotti, richiede un giardino pluviale molto esteso oppure composto da un substrato ad elevata capacità drenante.

Purtroppo questa pratica non ha trovato ancora larga diffusione in Italia, ma chissà che dalla necessità non nasca un'opportunità e che, gli effetti disastrosi delle forti piogge estive non convincano i nostri amministratori a mettere in atto soluzioni virtuose e sostenibili per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici!

Per saperne di più

http://bim.acca.it/progettazione-di-un-rain-garden-la-guida-tecnica/ 

https://www.12000raingardens.org/ 

 

Altro sull'argomento

“Geopoeta, nelle terre della percezione”, una peregrinazione tra paesaggio poetico, memoria e nuove visioni

“Geopoeta, nelle terre della percezione”, una peregrinazione tra paesaggio poetico, memoria e nuove visioni  

Il paesaggio, cos'è e perché occorre tutelarlo

Il paesaggio, cos'è e perché occorre tutelarlo  

Paesaggio, una storia lunga un secolo

Paesaggio, una storia lunga un secolo  

I pascoli visti dal cielo

I pascoli visti dal cielo  

Tags

paesaggio pianificazione territoriale

Potrebbe interessarti anche...

Le antiche “passeraie” del Castello di Casalgrasso

Le antiche “passeraie” del Castello di Casalgrasso Le antiche “passeraie” del Castello di Casalgrasso  
Un approfondito sopralluogo svolto sulle torri del "Castello" del bel borgo di campagna tra Cuneo ...

Il forte di Fenestrelle nel cuore di Parigi

Il forte di Fenestrelle nel cuore di Parigi Il forte di Fenestrelle nel cuore di Parigi  
Fu Napoleone a voler portare in Francia moltissime opere d'arte, fra cui alcune raffigurazioni tr ...

Il faro di San Michele, tra angeli e pellegrini

Il faro di San Michele, tra angeli e pellegrini Il faro di San Michele, tra angeli e pellegrini  
Simbolo del Piemonte e testimone di mille anni di storia, la Sacra di San Michele è un important ...

Paesaggio, una storia lunga un secolo

Paesaggio, una storia lunga un secolo Paesaggio, una storia lunga un secolo  
Un secolo fa la "Legge Croce" stabiliva per la prima volta in Italia che il paesaggio è un bene ...
Tutti gli articoli

Iscriviti a Piemonte Parchi News

Ogni settimana, nella tua posta elettronica, l'informazione sui parchi del Piemonte (e molto di più!)
Per te, il numero speciale 'A piedi nella natura piemontese - Nuova edizione!' (formato pdf) subito scaricabile.

 

Iscriviti gratis

Tutte le categorie

  • Agricoltura
  • Alimentazione
  • Ambiente
  • Animali
  • Archeologia
  • Architettura e Paesaggio
  • Arte
  • Biodiversità
  • Biologia
  • Boschi e Foreste
  • Clima
  • Divulgazione
  • Ecologia
  • Ecomusei
  • Educazione ambientale
  • Enogastronomia
  • Etnografia
  • Fotografia
  • Geologia
  • Giardini botanici
  • Itinerari
  • Il Segna-Libro
  • Microcosmo
  • Miti, leggende, racconti
  • Musei
  • Musei delle Meraviglie
  • Natura
  • Natura 2000
  • Outdoor
  • Paleontologia
  • Parchi da gustare
  • Parchi nel mondo
  • Parchi piemontesi
  • Photostory
  • Piante
  • Ricerca
  • Salute
  • Scienze della Terra
  • Sentieri provati
  • Storia
  • Sviluppo sostenibile
  • Territorio
  • Turismo
  • Personaggi
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Pubblicazioni
  • Archivio
  • Copyright
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Privacy Policy e Cookie
  • Trattamento dei dati
Editore Regione Piemonte - Piazza Piemonte, 1 - Torino | Registrazione Tribunale di Torino n. 5944 del 17/02/2006
Creative Commons
I contenuti del sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia eccetto dove diversamente ed espressamente specificato.
Torna su