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Appennino piemontese, tra presente e passato

Dal sentiero del castagno al Museo contadino di Voltaggio: così si svela la cultura materiale che racconta l'Appennino piemontese

  • Lorenzo Vay
Venerdì, 15 Febbraio 2019
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Interno del Museo contadino di Voltaggio (Foto arc. Ente parco) Interno del Museo contadino di Voltaggio (Foto arc. Ente parco)

Voltaggio è un piccolo comune, dell'Alta Val Lemme, che fa parte del Parco Capanne di Marcarolo, immerso tra boschi e castagneti da frutto, il cui aspetto è quello di antico borgo appenninico abbellito da numerosi palazzi in stile genovese, fatti costruire dalle nobili famiglie liguri che vi trascorrevano la villeggiatura estiva.

Uno dei palazzi storici più belli è Palazzo Gazzolo, nel quale ha sede il Centro di documentazione per la Storia e la cultura locale, istituito nel 1995 e successivamente, nel 2010, rinnovato con l'allestimento della Biblioteca delle Aree protette dell'Appennino Piemontese e del Museo della Civiltà contadina .
La biblioteca è suddivisa in due sezioni: una tecnico-scientifica con testi di approfondimento delle tematiche naturalistiche, delle Aree protette italiane, della storia e della cultura locale; l'altra, dedicata ai più piccoli, con una raccolta di fiabe e favole classiche e della tradizione popolare italiana, l'opera completa di Rodari, i testi bilingue della sezione "intercultura" e quelli che affrontano i temi attuali: l'acqua, il suolo, gli organismi geneticamente modificati e altri ancora.

Il Museo contadino di Voltaggio

Ma la vera attrattiva del Centro di Documentazione è il Museo contadino che ci introduce nel mondo antico dei mestieri tradizionali locali, con un percorso didattico organizzato a sale tematiche: il lavoro nei campi e la fienagione, il taglio del bosco, la coltivazione dei castagneti e dei frutteti, la cucina, gli antichi mestieri del caregà (l'impagliatore di sedie) e del ferà (il maniscalco).

Un museo ricco di attrezzi e materiali di uso quotidiano che raccontano storie di uomini e donne di quest'angolo di Appennino; che ci guida nella conoscenza e nella comprensione di una civiltà secolare e del suo rapporto con l'ambiente; che descrive la cultura di questo mondo antico oggi messo in discussione ma forte ancora della consapevolezza dei propri valori e della propria identità.
L'indagine conoscitiva delle attrezzature agricole e degli altri oggetti di uso quotidiano, sulla loro destinazione e sul loro utilizzo passato, è avvenuta attraverso le testimonianze degli anziani locali intervistati, che hanno così delineato uno spaccato di vita passata, sugli usi degli strumenti agricoli, sul loro utilizzo, sulla loro modalità di costruzione, sui nomi dialettali e su curiosità legate alle feste, ai giochi e più in generale alla vita contadina.
Di quella "Civiltà Contadina" oggi si stanno perdendo le tracce ed il lavoro di recupero della memoria storica è diventato quanto mai urgente se vogliamo impedire che un patrimonio di conoscenze e di esperienze vada irrimediabilmente perduto.

Il Museo ha poi anche la funzione importante di "interprete del territorio", ponendo attenzione all'intreccio, non sempre immediatamente percepibile, fra natura e cultura, fra storia dell'uomo e storia dell'ambiente, aspetti naturalistici e vicende dei lavoro contadino, problemi di conservazione e sviluppo sostenibile.

L'ospitalità in Ostello e i sentieri del luogo

Grazie alla collaborazione con il gestore dell'Ostello, che è ospitato all'ultimo piano di Palazzo Gazzolo, dal 2018, il Centro di documentazione ha avuto anche la possibilità di programmare e organizzare un calendario di iniziative (proiezioni di film, conferenze, presentazioni di libri, mostre, visite guidate) con l'obiettivo di coinvolgere sia i residenti sia i turisti, con particolare attenzione alle scuole.
L'Ostello può essere inoltre la base di partenza per la scoperta del territorio del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. Da Voltaggio per esempio parte il bellissimo sentiero che in poco più di due ore di camminata arriva alla vetta del Monte Tobbio (1092 m s.l.m.) una delle cime più visitate e panoramiche dell'Appennino piemontese.

In alternativa è possibile fare il "sentiero del castagno", un itinerario ad anello che passa nella parte alta del paese attraversando un bellissimo castagneto, con la possibilità di visita ai ruderi dell'antico castello medievale e all'essiccatoio di Cascina Vignola, l'ultimo essiccatoio di castagne funzionante della provincia di Alessandria.

L'essiccatoio è un fabbricato a due piani : al piano inferiore viene mantenuto un piccolo fuocherello con la brace per circa 30-40 giorni, mentre al piano superiore vengono stese le castagne su di un graticcio di listelli di legno, leggermente distanziate fra loro, per permettere al calore e al fumo di salire ed essiccare i frutti.

Dal DVD "Cabanè" pubblicato nel 2004 a seguito della realizzazione dello studio "Capanne di Marcarolo: un percorso audiovisivo" con le interviste agli abitanti della frazione Capanne di Marcarolo (cabanè) registrati dall'arch. Elisa Ravarino nell'ambito della borsa di studio "Valorizzazione del patrimonio rurale e storico-ambientale del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo".

 

 

Per informazioni

Aree Protette Appennino Piemontese

tel. 0143-877825 ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ostello di Palazzo Gazzolo

tel. 0143-642794 ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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