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Sulle tracce dei cercatori d’oro nell’Appennino Piemontese

Preparatevi a vivere un'avventura alla scoperta delle antiche miniere d'oro del Parco Capanne di Marcarolo, sulle orme degli antichi cercatori. Oggi è possibile grazie alle visite guidate e regolamentate dall'Ente di gestione che consentono di avvicinarsi a questa realtà antica e affascinante.

  • Lorenzo Vay
  • Marzo 2025
Martedì, 25 Marzo 2025
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DA SX in alto in senso orario: Diga e Lago infer. Lavagnina, interno grotta, ragno con bozzolo, ingresso miniera M1 - Foto arch. EGAP Appennino Piemontese DA SX in alto in senso orario: Diga e Lago infer. Lavagnina, interno grotta, ragno con bozzolo, ingresso miniera M1 - Foto arch. EGAP Appennino Piemontese

Le miniere delle Valli Piota e Gorzente sono considerate, a livello nazionale, tra le più importanti dal punto di vista mineralogico, geologico e naturalistico.

Di importanza addirittura mondiale sono gli affioramenti delle brecce serpentinitiche silicizzate con presenza di oro, indicati nella letteratura internazionale con il nome di "listwaeniti".

I primi tentativi di sfruttamento del prezioso minerale risalgono al 1400, sotto i duchi di Mantova, in cui si inizio a costruire una galleria che venne presto abbandonata a causa di un crollo.

Intorno alla metà dell'800 ci fu un nuovo interesse per la presenza dell'oro della zona che portò ad una intensa attività di scavo di gallerie che si concluse tra la fine dell''800 e l'inizio del '900

Nel 1852 venne addirittura costruito uno stabilimento metallurgico, per la preparazione dei lingotti, che oggi è sommerso dall'invaso del Lago "nuovo" della Lavagnina la cui diga è stata terminata nel 1917.

In seguito tutte le miniere passarono sotto il controllo della Societe Anonyme des Mines d'or du Gorzente con sede a Lione, in Francia ma, nel 1913, si esaurì anche l'ultima miniera.

Il definitivo abbandono dell'attività estrattiva ha consentito una graduale rinaturalizzazione delle miniere, trasformandole in un vero scrigno di biodiversità con habitat assimilabili alle grotte naturali le quali ospitano oggi una importante fauna troglofila (che vive anche in ambienti ipogei come le grotte) con diverse specie di interesse comunitario.

La fauna delle miniere è, allo stato attuale delle conoscenze, costituita da 5 specie di invertebrati (un crostaceo Adroniscus sp, due aracnidi Nesticus eremita e Meta menardi, un insetto Gryllomorpha dalmatina e un mollusco Oxychilus sp) e da 5 specie di vertebrati (un anfibio Speleomantes strinatii, endemismo dell'Italia nord occidentale e quattro mammiferi Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Myotis daubentoni e Plecotus austriacus).

Le visite guidate

A partire da aprile l'ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese offrirà l'opportunità di vivere una giornata da vero cercatore d'oro.

Il calendario delle visite 2025 prevede 7 date: 27 aprile, 18 maggio, 15 giugno, 12 luglio 30 agosto, 14 settembre e 3 ottobre. 

Il programma di massima prevede la visita alle miniere del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo con la possibilità di cimentarsi anche in un laboratorio dimostrativo di ricerca dell'oro nelle acque incontaminate dei torrenti Piota e Gorzente con l'ausilio della tradizionale battea.

L'escursione è di circa 7 km, con un dislivello di 200 m, scoprendo lungo il percorso anche le antiche aurifodine, gli estesi cumuli di ciottoli testimoni dell'attività estrattiva al tempo dei Romani.

Superata la diga del Lago Lavagnina, si incontrerà la miniera M1 dove inizierà l'affascinante racconto della storia dei lavori dei minatori e delle attività estrattive, ma anche la scoperta della "speleofauna" come il geotritone, piccolo esemplare endemico di salamandra terrestre.

L'escursione continuerà sulla "Strada delle Ferriere" per raggiungere la miniera M13 nelle pertinenze della cascina Ferriere Superiori. La visita in tutto durerà circa 5 ore.

Regolamentazione per la fruizione delle miniere

Al fine di ottemperare gli obblighi comunitari in materia di conservazione delle specie e degli habitat, l'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese ha adottato un Regolamentazione per la fruizione delle miniere che prevede la possibilità di visita, su prenotazione, in comitive di 8 persone al massimo, accompagnati da una guida specializzata che può essere una guida naturalistica o un guardiaparco.

I visitatori devono essere dotati di stivali in gomma mentre l'Ente fornirà un caschetto da speleologia, una pila frontale a luce fredda rossa e un gilet arancione ad alta visibilità.

Progetto di studio e gestione della biodiversità in ambiente appenninico

A partire dal 2000, il Parco Capanne di Marcarolo ha avviato un programma a lungo termine di studi denominato "Progetto di studio e gestione della biodiversità in ambiente appenninico", che ha consentito nel tempo di arrivare a dati fondamentali sulle specie e gli habitat dell'Area protetta, in particolare presenza e assenza di specie protette, stato di conservazione, vocazionalità ambientale.

Questa mole di dati ha portato nel dicembre 2009 alla redazione del Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria "Capanne di Marcarolo", che comprende tre Piani di Azione, i primi redatti e approvati in Piemonte.

Quello sui chirotteri è stato elaborato con la collaborazione del chirotterologo Roberto Toffoli, esperto nello studio di questi animali in Italia e all'estero.

Nel 2009 è stato approvato inoltre il "Piano stralcio delle aree aurifodine" con due finalità: una, prioritaria, di carattere conservazionistico delle peculiarità biologiche del contesto territoriale sul quale insistono le ex miniere, l'altra culturale e socio economica, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio realizzato tramite il lavoro quotidiano e l'esperienza delle genti del territorio e alla promozione di uno sviluppo economico sostenibile a favore delle comunità locali, creando nel tempo nuove opportunità di impiego, soprattutto nel campo del turismo naturalistico.

Attualmente gli studi scientifici a scopo gestionale e i monitoraggi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, comprendono tutte le Aree Protette dell'Appennino Piemontese e i Siti della Rete Natura 2000 gestiti dall'ente gestore.

Per informazioni e prenotazioni:

Ester Polentes, Guida escursionistica abilitata L.R. 33/2001
email esteregaia.piemonte.it 

cell. +339.7288810

Per approfondimenti:

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Video "Alla scoperta delle miniere delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese

Libro "I chirotteri del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo", testi e foto Roberto Toffoli

Piano Stralcio delle Aree Aurifodine (D.C.R. n. 307-52921 del 10 dicembre 2009)

Il Parco "geologico" delle Capanne di Marcarolo - G.Pipino / La Provincia di Alessandria 1990

Gruppo Italiano Ricerche Chirotteri 

Bat Conservation Trust 

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aree protette dell'appennino piemontese

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