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L'overtourism nel Parco del Monviso

L'overtourism, vale a dire l'"eccesso di turismo", è riconosciuto a livello globale come un problema per l'ambiente e la biodiversità. Le scioccanti immagini della località sciistica abruzzese di Roccaraso invasa, lo scorso 26 gennaio 2025, da oltre 20mila persone in poche ore, non sono per ora destinate a ripetersi nelle aree naturali protette italiane, anche se qualche criticità esiste. 

  • Alessandro Paolini
  • Dicembre 2025
Mercoledì, 4 Febbraio 2026
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Auto d'estate a Pian del Re - Foto da Wikiloc Auto d'estate a Pian del Re - Foto da Wikiloc

Secondo Legambiente, nel 2023 la crescita dei flussi turistici ha causato un aumento del 38% di rifiuti nei parchi naturali italiani, soprattutto nelle Cinque Terre e alle Dolomiti, due hotspot che stanno sperimentando soluzioni per gestire i flussi turistici eccessivi e limitarne l'impatto sul territorio e sugli ecosistemi.
Ma qual è la situazione nelle aree protette piemontesi? In Piemonte le situazioni di affollamento dei parchi regionali sono fortunatamente sporadiche e limitate ad aree e periodi dell'anno circoscritti. Con questo articolo iniziamo un viaggio in alcune delle aree protette per scoprire se vi sono criticità, le loro cause e le possibili soluzioni.
Partiamo Parco del Monviso, dove le località "supergettonate" dagli escursionisti sono principalmente le zone di Pian del Re e Pian della Regina, nel Comune di Crissolo in alta Valle Po e, sul versante della val Varaita, il Bosco dell'Alevè.

Pian del Re, la montagna a portata di mano

La facilità di accesso in auto al Pian del Re è, al tempo stesso, la sua fortuna ma anche una potenziale fonte di problemi. Per tutta l'estate, soprattutto nei fine settimana, il pianoro che ospita le sorgenti del Po è preso d'assalto dalle auto, benché il parcheggio sia a pagamento e vi sia la valida alternativa di un servizio di navetta da Crissolo. È in prevalenza un turismo di prossimità, "mordi e fuggi", che si svolge in giornata ed è composto da escursionisti non esperti, che si limitano ad arrivare ai vicini laghi Fiorenza o Chiaretto senza spingersi oltre. "Il Pian del Re è uno dei punti di partenza per il Giro del Monviso e per tante impegnative escursioni intorno al Re di Pietra, ma è elevata anche la componente di escursionisti intenzionati a fare passeggiate brevi. Pur non volendo generalizzare, molti di questi ultimi sono male equipaggiati, con abbigliamento e soprattutto calzature inadatti. Una minima parte, ma pur sempre purtroppo presente, si lascia dietro tanti piccoli rifiuti che poi devono essere raccolti: a fine della scorsa stagione estiva abbiamo organizzato un'attività escursionistica specifica, finalizzata proprio alla raccolta di questi rifiuti" raccontano dall'Ente di gestione delle Aree protette del Monviso, che ha evidenziato una crescita nella frequentazione della zona. "Gli oltre duemila visitatori della mostra fotografica "Nel mondo fluttuante. Fotografie di Ghigo Delfiume lungo il corso del Po, dalle aree naturali protette del Monviso ai confini del Piemonte", esposta la scorsa estate al Centro visita del Parco al Pian del Re, ci consentono di affermare che nel periodo compreso fra luglio e settembre 2025 le presenze sono aumentate almeno del 36% rispetto al 2024".

La situazione al Rifugio Quintino Sella

"La stagione estiva 2025 è stata eccezionale in termini di presenze" spiega Silvia Balocco, che con il marito Alessandro Tranchero gestisce il Rifugio Quintino Sella al Lago Grande di Viso. "Soprattutto ad agosto abbiamo avuto tantissimi turisti, tra cui molti stranieri. I motivi? Probabilmente le belle giornate che hanno contraddistinto l'estate ma anche il fatto che abbiamo comunicato di più e meglio, con il rifacimento del nostro sito internet dove ora è più facile e intuitivo trovare le informazioni importanti. L'affluenza massiccia per noi è una buona notizia, dato che viviamo di turismo, ma è importante che chi arriva si renda conto del grande lavoro che c'è dietro all'accoglienza che offriamo, che è prima di tutto un servizio. Ci troviamo infatti a 2.640 metri di altitudine, il rifugio è raggiungibile a piedi da Pian del Re in circa 2 ore e 40', con un dislivello di 600 metri. Ciononostante quest'estate abbiamo servito migliaia di pasti. La nostra cucina è aperta dalle sei del mattino alle dieci di sera e il numero di chi si ferma a mangiare non è sempre prevedibile, a differenza dei pernottamenti. L'acqua la ricaviamo in loco e ci serve anche a produrre l'elettricità con i generatori. Le vettovaglie e i materiali in arrivo e partenza dal rifugio (compresa una enorme mole di spazzatura) li dobbiamo movimentare con l'elicottero, a costi molto alti. Tra gli aspetti più positivi della stagione appena conclusa c'è il fatto che la maggior parte delle persone si è dimostrata rispettosa del nostro lavoro e dell'ambiente e, tutto sommato, abbastanza preparata alla fruizione di un ambiente con le sue regole e i suoi limiti. Sempre più gente sembra ricercare una montagna "autentica" e, per questo, è disposta a rinunciare a qualche comodità. Ad esempio accettamdo la connessione internet instabile e la mancanza di stanze singole o doppie. Aumenta la consapevolezza di non poter avere i servizi di un albergo di pianura. Un aspetto negativo? Sia la struttura che l'ambiente circostante hanno dei "limiti" di capienza oltre i quali non è possibile andare. Di qui, ad esempio, la difficoltà nel conciliare i flussi di persone in arrivo, soprattutto di quelli che hanno prenotato il pernottamento, con i tanti turisti di giornata che la sera ridiscendono a valle intasando il parcheggio e la strada di accesso. Su questo e altri aspetti ci stiamo confrontando con le istituzioni, il parco in primis, con cui c'è un dialogo e una collaborazione costanti." conclude Balocco.

Il Rifugio Bagnour in val Varaita

Al rifugio Bagnour, sul versante opposto del Monviso, in val Varaita, si arriva agevolmente dopo un'ora di cammino dal parcheggio gratuito. Anche qui sono molti i turisti "di giornata" attirati dalla buona cucina del rifugio.

"Dopo vent'anni di gestione abbiamo constatato come, in seguito al lockdown per il covid, il turismo sia aumentato molto" spiega Livio Martino che con la moglie, Elisa Tosco, gestisce il "Bagnour" da circa vent'anni. "Sono aumentati soprattutto gli avventori non abituati alla montagna, che a volte pretendono di trovare in quota i servizi e le comodità degli alberghi o dei ristoranti di fondovalle, alcuni dei quali si autodefiniscono impropriamente "rifugi" ingenerando confusione fra i clienti. Noi siamo una piccola realtà, con una ventina di posti letto, autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ai pannelli fotovoltaici e con un'offerta di prodotti freschi che trasportiamo da soli in rifugio. C'è una grande differenza fra gli avventori di giornata e quelli che salgono alla sera per pernottare, composti al 70/80 per cento da stranieri, preparati ed esperti, che partono da qui per escursioni più impegnative, come il "Giro del Viso". A differenza di altri rifugi noi siamo facilmente raggiungibili grazie alla buona viabilità della Val Varaita e dei posti auto gratuiti, condizioni di favore che però rischiano in alcuni periodi di trasformarsi in un problema. A Ferragosto, ad esempio, il parcheggio gratuito crea un vero e proprio intasamento in valle. Le istituzioni competenti dovrebbero regolamentare questi flussi ma al tempo stesso occorre informare la gente su regole e limiti della montagna, per favorire un turismo più consapevole e rispettoso" conclude Martino.

Le ragioni di un boom e i rimedi

Alla base dell'eccesso di turismo c'è spesso l'eccessiva promozione di un territorio ad opera di influencer che tendono a "spettacolarizzarlo" sui social, senza fornire informazioni utili e omettendo volutamente di soffermarsi su tematiche come l'affollamento.

Per ovviare al problema si studiano formule per gestire al meglio le presenze e regolamentare gli accessi, promuovere il turismo fuori stagione, introdurre misure di programmazione basate sulla prenotabilità delle destinazioni e sensibilizzare i visitatori sull'importanza di un turismo informato e sostenibile.

Il Parco del Monviso si è mosso da tempo in questa direzione. "Cerchiamo di comunicare l'importanza di non andare sempre nei luoghi più frequentati, promuovendo invece località meno note ma altrettanto interessanti e all'interno delle aree naturali protette. Sul nostro sito esiste un'apposita sezione informativa da dove si possono scaricare e stampare le mappe e i tracciati esistenti, tra cui un dépliant sui più bei sentieri nel Parco del Monviso senza andare al Pian del Re. Si tratta di un tentativo riuscito di dire al pubblico, "carta alla mano", che non è necessario raggiungere le sorgenti del Po per fruire in modo appagante del territorio di Crissolo e dell'alta valle Po: proponiamo in quel materiale informativo escursioni su sentieri che sono poco battuti anche durante la piena stagione estiva. A volte, basta solo sapere qualcosa che prima non si conosceva per apprezzarla. Sul sito si trovano anche alcune indicazioni per la corretta fruizione delle aree protette, come appunto il non lasciare rifiuti a terra e altri buoni comportamenti. In ultima analisi il lavoro da fare è quello di sensibilizzare e informare i visitatori, un compito assolto quotidianamente anche dai nostri guardiaparco in servizio sul territorio, sempre disponibili nell'incontro con il pubblico. La montagna ha le sue regole e chi la frequenta deve rispettarle: non è però un compito gravoso" spiegano ancora dal Parco del Monviso.

Come muoversi

Durante la stagione estiva, il parcheggio di Pian del Re è a pagamento (10€ al giorno): quando raggiunge la massima capienza disponibile, l'accesso dei veicoli privati viene bloccato a valle. È possibile raggiungere Pian del Re anche grazie a un servizio navetta, che va prenotato in anticipo rivolgendosi all'ufficio turistico di Crissolo, aperto stagionalmente. In alternativa, esiste un sentiero che risale la valle senza intersecarsi con la strada provinciale: percorrerlo a piedi, da Crissolo al Pian del Re, richiede circa 2 ore e il dislivello positivo è di circa 750 metri.

Dal Pian del Re, seguendo il Sentiero n. V13, con un dislivello 620 metri, in circa 2h e 40' si arriva al Rifugio Quintino Sella.

L'escursione al lago e al rifugio Bagnour comporta una camminata di circa 1 ora e mezza, con dislivello di poco superiore ai 400 metri. Sono diversi i punti di accesso che conducono alla meta: oltre alla partenza dalla frazione Castello di Pontechianale già ricordata, è possibile salire dalla borgata Villaretto di Pontechianale o, con itinerario leggermente più lungo, dalla borgata Alboin nel Comune di Casteldelfino.

 

Per approfondimenti

Sito delle Parco del Monviso

 

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