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Le Alpi della luce e del sorriso

Non solo vette, ma anche siti minerari, paesaggi terrazzati e monitoraggi: così le Aree protette dell'Ossola sviluppano forme di turismo sostenibile improntate alla conservazione delle proprie specificità.

  • Denise Giusto
  • Febbraio 2023
Mercoledì, 1 Marzo 2023
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Vedute del Parco Alpe Veglia (in alto) e dell'Alpe Devero (sotto) - Foto T. Farina Vedute del Parco Alpe Veglia (in alto) e dell'Alpe Devero (sotto) - Foto T. Farina

L'Alpe Veglia è definita "l'alpe della luce" per la dimensione solare dei suoi pascoli; l'Alpe Devero, "l'alpe del sorriso" per l'esplosione di colori delle fioriture estive: collocate nell'Alto Verbano, tra i Parchi dell'Ossola e della Valle di Binn, insieme formano il Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero, l'area naturale più settentrionale del Piemonte, incuneata nelle valli ossolane. Dal 2009 anche il Parco Naturale dell'Alta Valle Antrona, dal paesaggio decisamente più alpino, si è aggiunto alle Aree protette dell'Ossola.

Negli ultimi anni, complice anche il Covid-19 e il vivace dibattito che ne è scaturito sulle potenzialità turistiche della montagna, le Aree protette dell'Ossola hanno continuato a perseguire la strada del turismo sostenibile, avviando o portando avanti alcuni progetti e iniziative mirate. Le diverse peculiarità dei due Parchi richiedono però due approcci diversi.

"I Parchi Naturali Veglia Devero e Alta Valle Antrona sono due territori molto diversi, sia dal punto di vista ambientale, sia di quello della fruizione", spiega Daniele Piazza, direttore da marzo 2020 dell'Ente di gestione delle Aree protette dell'Ossola. "Il Veglia Devero è molto frequentato durante il periodo estivo per la grandiosità dei paesaggi, per gli ambienti alpini molto impattanti dal punto di vista scenografico, ma anche facilmente accessibili: escursioni semplici, dislivelli contenuti, che permettono di godere di paesaggi alpini appaganti con sforzi fisici modesti. La Valle Antrona invece ha un carattere più alpino, che si presta a lunghe escursioni con grandi dislivelli. Ha una frequentazione ridotta, un po' perché è parte di recente formazione, un po' perché più impegnativa. La Valle Antrona comprende anche gli unici territori stabilmente abitati delle nostre Aree protette, ossia il Comune di Borgomezzavalle con alcune frazioni. Nel Veglia Devero non ci sono insediamenti stabili".

Il monitoraggio della fruizione nell'Alpe Veglia e Devero

L'Alpe Devero e l'Alpe Veglia, insieme, realizzano un discreto numero di presenze: circa 220, 230 mila persone all'anno: "Il Devero è accessibile anche d'inverno, ad esempio si presta alle escursioni con le ciaspole, e c'è una piccola stazione sciistica con due seggiovie e uno skilift, che attira unn piccolo bacino di utenza locale. L'Alpe Veglia, nella stagione invernale, è invece sommersa dalla neve, si risveglia in primavera" prosegue Piazza.

Pertanto, dato il turismo consolidato nel Veglia Devero, in questi territori ci si sta concentrando soprattutto su attività di monitoraggio e gestione della fruizione, con cadenza biennale: "Cerchiamo di raccogliere non solo il numero delle presenze, ma realizziamo anche una discreta quantità di interviste alla gente che frequenta il Parco. Forniamo agli utenti un questionario standard con alcune domande per capire da dove arrivano i turisti, quali attività fanno, dove vanno, se si fermano a dormire, se sì per quanti giorni, se sono gruppi, e chiediamo anche indicazioni e suggerimenti per migliorare".

Si punta così sulla gestione dei flussi turistici consolidati, anche con regole e raccomandazioni di tipo comportamentale, perché i numeri sono consistenti. "Nel 2021 abbiamo adottato un regolamento di fruizione che al momento è in attesa di approvazione da parte di Regione Piemonte. Per quanto riguarda l'area del Veglia Devero abbiamo terminato nel 2022 un progetto iniziato nel 2019 sulla sensibilizzazione e regolamentazione delle attività ricreative, che comprende l'escursionismo sia di tipo estivo sia invernale. In particolare, abbiamo dedicato ampio spazio al delicato equilibrio tra frequentazione invernale della montagna e disturbo alla fauna, in una stagione particolarmente delicata per gli animali che svernano in quota. Si tratta del Progetto RESICETS, realizzato in partenariato con CIPRA Italia e co-finanziato dalla Fondazione Cariplo".

Siti minerari, centrali idroelettriche e paesaggi terrazzati in Valle Antrona

In Valle Antrona, si punta invece su un'offerta di attrattive anche di tipo culturale per valorizzare le risorse presenti. Su tratta di progetti più mirati e tematici, suggeriti anche dalle comunità locali, che mirano a incentivare un turismo di media-valle e di mezza stagione.

Come il progetto Interreg Italia-Svizzera Mineralp che va a conclusione nell'aprile 2023 dedicato alla valorizzazione di alcuni siti minerari dismessi: "Siti estrattivi in cui fino agli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento si estraeva oro e che adesso vengono riconvertiti alla possibilità di fruizione e visita. Abbiamo concluso la messa in sicurezza e la valorizzazione del sito Taglione, che è già stato fruito attraverso iniziative pilota e sarà aperto al pubblico dalla primavera 2023 e per tutta l'estate. Il sito non può essere fruito durante i mesi tardo autunnali, invernali e all'inizio della primavera, per questioni ambientali perché potrebbe ospitare chirotteri durante lo svernamento. Si tratta di un progetto in collaborazione con il Comune e la gestione la abbiamo noi".

A questo si aggiunge un accordo con Enel per la visita alle centrali idroelettriche. "L'idroelettrico caratterizza molto il paesaggio della Valle Antrona. Ed è una cosa che vogliamo affiancare alle visite in miniera".

Infine, sempre in Valle Antrona e sempre con il progetto Interreg Italia-Svizzera InTERRACED-net, l'Ente Parchi Aree protette dell'Ossola sta lavorando dal 2016 anche alla promozione del paesaggio terrazzato, "caratteristica tipica della Valle che, d'accordo con la comunità locale, abbiamo deciso di valorizzare sotto diversi punti di vista: della gestione, della ricostruzione di alcuni ambiti, della produzione agricola, della narrazione di questi versanti terrazzati enormi che hanno un interesse turistico-culturale decisamene affascinante".

Le Aree dell'Ossola partner del progetto Healps2 sui legami tra montagna e salute

Il Covid-19 ha poi creato un vivace dibattito sul legame tra turismo alpino e salute. È nato così il progetto Healps2, di cui è capofila l'Università Paracelsus con sede in Austria, che mira a favorire il riconoscimento dello spazio alpino come luogo di promozione della salute a livello globale per lo sviluppo sostenibile delle regioni alpine. Quella delle Aree Protette dell'Ossola è una delle aree pilota del progetto, in cui si verificherà sul campo l'utilità concreta del modello innovativo sviluppato e la sua capacità di accogliere le esigenze dei portatori di interesse locali. "Nel 2020, con l'allentamento delle misure restrittive, la montagna visse una stagione incredibile: grazie ai grandi spazi aperti poteva assicurare distanziamento e sicurezza. Nell'ambito di questo progetto, abbiamo provato ad avviare iniziative innovative: ad esempio, finesettimana allungati dedicati a gruppi di visitatori accompagnati da guide alpine e psicologi. Non era un'attività rivolta a persone con disagio, era un'attività nuova in cui si affiancava la parte sportiva alle riflessioni sul perché queste attività abbiano dei impatti positivi sulla psiche. Le risposte non le abbiamo ancora, le avremo nei prossimi anni".

 

Immagine del progetto Healps 2 - Foto arch. EGAP Ossola
Visita in miniera nell'ambito dell'iniziativa Mineralp - Foto arch. EGAP Ossola
Manifestazione Lo pan ner - Foto arch. EGAP Ossola
Immagine del progetto Transboundary Park - Foto arch. EGAP Ossola

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turismo sostenibile aree naturali protette valle d'ossola

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