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Giornata europea dei parchi, com'è andata al Parco del Ticino e Lago Maggiore

Quest'anno, l'Ente Parco del Ticino e del Lago Maggiore ha festeggiato la ricorrenza unendo il quarantesimo anniversario della creazione del Parco del Ticino e del Parco delle Lame del Sesia.
Molte sono state le iniziative, gli eventi, le visite guidate e le lezioni di educazione ambientale organizzate dall'Ente, tutte con un unico filo conduttore: il prezioso lavoro dei guardiaparco.

  • Redazione
  • Giugno 2018
Mercoledì, 6 Giugno 2018
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Giornata europea dei parchi, com'è andata al Parco del Ticino e Lago Maggiore

Festa dell'Europa, ma soprattutto dei parchi, quella che ricorre ogni anno, il 24 maggio, per ricordare il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco nazionale in Europa. Proclamata dalla Federazione Europea dei Parchi (Europarc), si festeggia naturalmente in tutto il Continente, e anche il Piemonte raccoglie ogni anno l'invito.

Quest'anno, l'Ente Parco del Ticino e del Lago Maggiore ha festeggiato la ricorrenza per un'intera settimana - dal 19 al 27 maggio scorsi - anche in ragione del quarantesimo anniversario della creazione del Parco del Ticino e del Parco delle Lame del Sesia.
Molte sono state le iniziative, gli eventi, le visite e le lezioni di educazione ambientale organizzate dall'Ente parco, tutte con un unico filo conduttore: i lavoro dei guardiaparco.

Molto di più di semplici eventi

Un laboratorio di ceramica Raku nella sede di Albano Vercellese; un incontro dedicato all'apicoltura al Ticino; una visita guidata archeologica-naturalistica ai Lagoni di Mercurago e alle fioriture del Parco Burcina; una proiezione sulle migrazioni e le attività di inanellamento del parco; un'uscita notturna per ascoltare i richiami dei rapaci alle Lame del Sesia, una visita al Museo ornitologico e un'altra uscita notturna a Villa Picchetta per ascoltare le melodie notturne, passeggiando alla ricerca del pelobate fosco.
Queste sono solo alcune delle attività che si sono svolte nella settimana europea dei parchi nel Parco del Ticino e del Lago Maggiore, insieme a una sessione pubblica di inanellamento presso le Paludi di Casalbeltrame, innumerevoli lezioni di educazione ambientale e l'occasione di far conoscere la Riserva della Biosfera Valle del Ticino, realtà importante nell'ambito della sensibilizzazione ambientale.

Attività differenti in aree protette con peculiarità differenti ma tutte raccontate con passione per il territorio, per la biodiversità e la natura in generale, accompagnate da laboratori didattici per bambini e adulti, che hanno impegnato tutti i guardiparco dell'ente.

I guardiaparco, filo conduttore dei parchi

Questo il filo conduttore di una professione, o sarebbe meglio dire di una vocazione, che nella figura del guardaparco racchiudfe la sopravvivenza stessa dei parchi e delle riserve naturali, soprattutto in questi anni dove il ricambio generazionale negli enti di gestione è venuto meno. Proprio loro, conoscendo le aree protette come nessun altro, hanno guidato gli avventori in percorsi fisici e didattici nel settore in cui sono specializzati e a quella 'professione' cui hanno dedicato una vita, fatta di passione e dedizione, in un connubio che salda l'ambiente alla cultura.

Quella del guardiaparco regionale è una figura un po' anomala nella pubblica amministrazione, e ha differenti profili nelle varie regioni. In Piemonte, alla competenza prioritaria di polizia ambientale, il profilo affianca mansioni tecniche in ambito naturalistico e culturale (divulgazione, didattica, promozione). A seconda della formazione specifica e dell'esperienza maturata, nonchè per vocazione personale, i singoli guardiaparco sono impegnati su molteplici fronti. Negli ultimi anni, nel Parco del Ticino, i compiti tecnici naturalistici sono diventati più preponderanti, in termini di impegno, sulle attività promozionali. Ma anni di esperienze e competenze in ambito didattico e divulgativo, hanno fatto sì che questo aspetto non sia mai stato del tutto abbandonato e, non appena possibile, si propongono al pubblico con attività sempre molto apprezzate dall'utenza. Al parco della Burcina, in particolare, l'ente è riuscito finora a mantenere un guardiaparco regolarmente impegnato in attività didattiche con le scolaresche, sempre molto contente di una gita a contatto con la natura.
Attualmente, i guardiaparco in servizio presso l'Ente Parco del Ticino e del Lago Maggiore sono diciassette e vigilano su 14 aree protette sparse su quattro province e più di 15.000,00 ettari di superficie. Cerchiamo di nominarli tutti, senza dimenticare nessuno: Angelo Ongaro, Giovanni Innocenti, Chiara Sibille, Danilo Vassura, Ivan Romano, Pino De Santo, Giovanni Liberini, Agostino Pela, Alessandro Re, Leonardo Picchianti, Paola Trovò, Marisa Fonio, Erica Zuffi, Fabio Baglioni, Mario Borando, Guido Leonardi, Pietro Cassone. 

Gli umori raccolti durante la festa dei parchi

Benedetto Franchina, direttore dell'Ente di gestione delle AA.PP. del Ticino e del Lago Maggiore: "Dopo la riforma di accorpamento dei parchi del 2016, per la prima volta il programma culturale dell'ente è riuscito a coinvolgere una seria di iniziative su tutte le aree protette gestite che risponde all'esigenza di creare un unico filo conduttore di valorizzazione. Le aree che hanno avuto una ruolo minore durante questo primo periodo dell'anno, verranno maggiormente coinvolte nella stagione autunnale. Considerato l'esito positivo dell'iniziativa nel suo complesso, sicuramente prevederemo una riedizione l'anno prossimo".

Adriano Fontaneto, presidente dell'Ente di gestione delle AA.PP. del Ticino e del Lago Maggiore: "I guardaparco hanno coinvolto tutte le nostre aree protette da Biella a Vercelli e da Verbania a Novara. Abbiamo pensato di proporre le iniziative proprio in concomitanza con la giornata europea dei Parchi: cerimoniando la ricorrenza con un'offerta imperdibile e sempre più rara. Durante la settimana dal 19 al 27 maggio ogni area protetta è stata aula didattica e sito di educazione ambientale aperto a tutti con lezioni e visite curate proprio dai nostri guardaparco e/o tecnici che mediante la loro esperienza e specificità (dall'archeologia, alla cultura, dalla natura sino all'apicoltura) hanno guidato il pubblico alla scoperta dei nostri preziosi tesori verdi. E' da considerarsi l'inizio di una ricorrenza annuale che magari cercheremo di ampliare, chiaramente compatibilmente alle esigenze di servizio dei guardaparco."

 

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