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Crocchette gratis per i cani dei pastori che non sono ostili al lupo

Con il progetto "Farmers&Predators", Almo Nature - in collaborazione con l'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese - dona 900 chilogrammi di mangime ai cani da guardiania delle aziende zootecniche della zona

  • Lorenzo Vay, Monica Lodi
Mercoledì, 27 Febbraio 2019
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Crocchette gratis per i cani dei pastori che non sono ostili al lupo
Consegna mangime cani guardiania agriturismo Sereta di Fraconalto
Foto L. Vay
Onda, cane guardiania agriturismo Sereta di Fraconalto
Foto L. Vay
Automobile con sacchi di mangime per cani guardiania - Andrea Signori di Dernice
Foto L. Vay
Foto del gruppo di lavoro che ha consegnato il mangime: Presidente APAP, Resp Almo Nature, Sobrero responsabile operativo, allevatori Rocchetta Ligure
Foto L. Vay

Un buon connubio. Così si potrebbe sintetizare la collaborazione tra l'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese e Almo Nature - azienda specializzata nella produzione di pet food - dalla quale è nato un accordo che prevede la fornitura di crocchette per il sostenimento dei cani da guardiania impiegati dalle aziende zootecniche dell'Appennino per la difesa del bestiame, al fine di ridurre il conflitto tra uomo e lupo.

La collaborazione assicurerà il mantenimento alimentare gratuito dei cani da guardiania delle aziende del territorio, grazie al progetto europeo di Almo Nature, denominato "Farmers&Predators" che si compone di due azioni: "Reduce the conflict" e "A possible alliance" e coinvolge Piemonte, Liguria, Toscana, Calabria e Veneto.
Obiettivo, incidere sul rapporto tra uomo e predatori, offrendo strumenti concreti per la riduzione dei conflitti nell'ambito delle attività agricolo/zootecniche con uno sguardo alla valorizzazione dei piccoli produttori e del loro operato virtuoso.

Con l'azione "Reduce the conflict", l'azienda s'impegna infatti a donare circa 500 grammi di pet food al giorno per ciascun cane, per tutto il 2019. Le aziende coinvolte in questa prima fase del progetto sono sei, con quattordici cani da guardiania, tutti di razza maremmano-abruzzese e si tratta di: "Sereta" di Fraconalto, "Garscei" di Voltaggio, "Punginelli" di Capanne di Marcarolo, "Franzoia" e "Signori" di Rocchetta Ligure e "Albareto" di Molare che hanno beneficiato della prima consegna, avvenuta martedì 26 febbraio. 

L'intervento del parco, ha stimolato le aziende locali, affinchè gli allevatori non intraprendano alcun atto di ostilità nei confronti dei predatori e che i cani siano tenuti e addestrati con rispetto. Tra l'uomo e l'animale esiste un partenariato preciso dove il cane, svolgendo un ruolo di alleato fedele, merita un trattamento e cure conseguenti.

Il punto di vista del parco

"La presenza del lupo sull'Appennino piemontese - spiega Dino Bianchi, presidente dell'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese –  è accertata dagli Anni '80 ed è stata oggetto di monitoraggio scientifico a partire dal 2004 con il progetto europeo "Lupo Piemonte". La collaborazione con Almo Nature fa parte di un progetto di sostegno all'allevamento di montagna nei territori appenninici, in cui è documentata la presenza del lupo, finalizzata anche alla promozione di un rapporto più benevolo tra allevatori e predatore.

L'Ente parco - che gestisce il Parco naturale – Zona Speciale di Conservazione Capanne di Marcarolo, la Riserva del Torrente Neirone e la Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Massiccio dell'Antola, Monte Carmo, Monte Legnà, per un totale di 15.636 ettari - ha anche un ruolo attivo nella gestione regionale di specie animali selvatiche tutelate, in quanto riconosciuto dal Settore regionale Biodiversità e Aree Naturali quale Associato al Centro di referenza denominato "Grandi Carnivori" che ha sede presso il Parco delle Alpi Marittime.

Nell'ambito delle attività del Centro "Grandi Carnivori", le Aree protette dell'Appennino hanno organizzato il primo corso di formazione per operatori addetti al monitoraggio del lupo, rivolto ai soggetti istituzionali competenti sul protocollo di gestione coordinato nel corridoio di connessione tra le popolazioni di Alpi-Appennino, per la costituzione di un network, ossia un gruppo di lavoro, attivo già dal 1 gennaio 2018.

Il punto di vista dell'Azienda

"È necessario far capire che imbracciare i fucili non è una soluzione valida per proteggere il gregge dagli attacchi dei predatori, spiega Camila Arza Garcia, responsabile dell'area aLmore di Almo Nature. Attraverso il nostro progetto "Farmers&Predators" ci schieriamo dalla parte del lupo e di tutti quegli allevatori che guardano alla biodiversità come una ricchezza da preservare e che, in quest'ottica, adottano un metodo naturale e alternativo di difesa del bestiame: l'impiego dei cani da guardiania. Vogliamo far passare il messaggio che è importante un nuovo patto degli umani con tutte le altre vite perchè crescere nelle diversità e in armonia con la natura è un valore aggiunto per il territorio e per le attività agricole stesse".
Un impegno, quello verso la natura, che ha portato gli azionisti di Almo Nature a scegliere di donare il 100% delle azioni della società Almo Nature spa, e delle sue filiali, a una Fondazione. A partire dal 2018 tutti i profitti generati dalla vendita dei suoi prodotti sono unicamente utilizzati a favore degli animali e dell'ambiente. Con questa donazione, gli animali e la natura saranno i veri proprietari di Almo Nature.

 

 

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