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Ibridazione e sbarramenti sui fiumi, la trota marmorata è a rischio scomparsa

Andiamo alla scoperta di questo splendido pesce d'acqua dolce, purtroppo a rischio e per questo inserito nella Lista Rossa dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.

  • Martina Tartaglino
  • Maggio 2024
  • Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Trota marmorata - Foto di L. Piovesan – Wikimedia Commons Trota marmorata - Foto di L. Piovesan – Wikimedia Commons

Per chi li sa osservare sotto il pelo dell'acqua, i fiumi piemontesi nascondono storie di battaglie per amore e di sopravvivenza.

Le trote, protagoniste di questo dramma naturale, si contendono il dominio dei corsi d'acqua, e il loro comportamento durante il periodo riproduttivo è tanto affascinante quanto combattivo. Appartenenti alla famiglia Salmonidae, svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi fluviali. Come predatori, controllano la popolazione di invertebrati acquatici e piccoli pesci. Le trote del Piemonte, con le loro sfumature cromatiche e la loro straordinaria agilità, sono strettamente legate agli ambienti fluviali che chiamano casa. Ogni specie ha le sue preferenze e adattamenti specifici, riflettendo la diversità degli habitat presenti nella regione.

La trota marmorata, regina dei torrenti

Ma quando parliamo di questi pesci, che nell'immaginario collettivo sono legati ai torrenti di montagna, la regina è senza dubbio la trota marmorata. Questa specie endemica del bacino del Po ha tra le sue caratteristiche una livrea marmorizzata che ne ha suggerito il nome e che le consente di mimetizzarsi con le rocce del fondale, offrendole un camuffamento perfetto.

Il suo nome scientifico è Salmo marmoratus, specie ittica di notevole interesse sia ecologico che conservazionistico. Questo pesce si distingue per il suo aspetto unico e per le sue abitudini di vita particolari. Ciononostante, negli ultimi decenni è soprattutto la prospettiva del declino delle sue popolazioni a far parlare di lui (Fonte: Parco del Po piemontese). Ma iniziamo a inquadrarla da un punto di vista biologico. La Trota Marmorata ha nel bacino padano-veneto il proprio areale di diffusione: si trova principalmente negli affluenti alpini del Po, nel Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia, nonché in Slovenia. La specie è stata introdotta in altri bacini idrografici, ad esempio in Centro Italia e in Germania, ma senza riuscire a stabilire popolazioni pure vitali. Dal punto di vista morfologico, la Trota Marmorata presenta un corpo allungato con una livrea caratteristica che ricorda il marmo. Questa specie predilige acque fredde, ben ossigenate, con temperature estive non superiori ai 16-18 gradi centigradi. Gli habitat ideali sono rappresentati da fiumi e torrenti montani e pedemontani, dove la corrente è sostenuta e gli alvei sono ricchi di anfratti e buche profonde.

La Trota Marmorata è una specie stanziale e territoriale, che si stabilisce in tratti ben definiti dei corsi d'acqua, dove trova rifugio e cibo. Gli esemplari più giovani tendono a essere gregari, mentre quelli adulti sono più solitari e difendono il proprio territorio. Durante il periodo riproduttivo, gli esemplari lacustri risalgono gli immissari per raggiungere le aree di frega dove avviene la deposizione delle uova.

Un pesce a rischio

Purtroppo, la Trota Marmorata è classificata come "In Pericolo Critico" nella Lista Rossa IUCN, l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Le cause sono essenzialmente l'alterazione dell'habitat, l'introduzione di specie competitive come la Trota fario e la pesca sportiva. La preoccupazione è che sia a rischio scomparsa fino all'80% delle popolazioni native. Per questo motivo, sono state adottate misure di conservazione, come l'inclusione nella direttiva Habitat 92/43/CEE e nel piano d'azione generale per la conservazione dei pesci d'acqua dolce italiani.

A conferma dei rischi che corre la specie, a inizio 2024, è stato condotto un monitoraggio della stessa nel tratto del Torrente Pellice tra Vigone e Villafranca Piemonte. Su circa 70 deposizioni di uova individuati in 7 km di fiume, i risultati hanno confermato il declino della popolazione in atto ormai da tempo (Fonte: Parco del Monviso).

I fattori di pericolo per la specie

Come accennato, un enorme impatto sulle specie locali è causato dall'introduzione, volontaria o accidentale, nei corsi d'acqua dolce di pesci provenienti da altri Continenti, o da altre parti d'Italia o d'Europa (Fonte: Piemonte Parchi). Un fenomeno che negli anni ha portato con sé una serie di problemi che mettono a rischio le trote autoctone. Le semine frequenti di Trota fario, introdotta per la pesca sportiva, hanno portato all'ibridazione tra questa e la marmorata. Questi ibridi fertili minacciano la purezza genetica della Trota marmorata, mettendola a rischio di estinzione. Le specie alloctone inoltre competono con le trote autoctone per le risorse trofiche e gli habitat. Ad esempio, la carpa, nutrendosi anche di piante, riduce la presenza di macrofite acquatiche necessarie per la riproduzione di altre specie autoctone come il luccio o la tinca. Inoltre, alcune specie invasive possono alterare profondamente gli habitat, rendendoli meno idonei per le trote indigene. E mentre il rimescolamento genetico intraspecifico è un bene per la salute di una popolazione, al contrario l'ibridazione interspecifica tra trote autoctone e specie alloctone compromette l'assetto genetico delle popolazioni selvatiche. Questo indebolisce la capacità di reagire ai cambiamenti ambientali e può portare alla scomparsa di popolazioni pure (Fonte: IUCN).

Inoltre, la sopravvivenza delle trote è minacciata dalla perdita di habitat e dall'inquinamento. La conservazione dei corsi d'acqua e la tutela delle zone ripariali sono essenziali per preservare le trote e la biodiversità locale. La principale minaccia deriva dalle alterazioni degli habitat, che possono certamente derivare dal cambiamento climatico, ma più a breve termine dall'inquinamento delle acque dolci e dalla frammentazione dei corpi idrici causata da sbarramenti e dighe. La riduzione della qualità dell'habitat influisce negativamente sulla capacità delle trote di sopravvivere e riprodursi. La captazione eccessiva delle acque per usi diversi, insieme alla pesca intensiva, rappresentano inoltre una minaccia diretta, così come l'inquinamento da sostanze chimiche, rifiuti industriali e agricoli. Va infatti tenuto presente che l'ossigenazione inadeguata e l'esposizione a sostanze tossiche influiscono negativamente sulla loro vitalità e capacità riproduttiva.

Lo spettacolo della riproduzione

Il pericolo che la specie scompaia mette a rischio la perpetuazione di uno degli spettacoli più avvincenti messi in scena da una specie durante il periodo riproduttivo. Durante la stagione degli amori, in primavera, le trote maschio combattono tra loro per il diritto di fecondare le uova. Queste lotte sono spettacolari e spesso violente, con i maschi che si inseguono, si mordono e si sfidano per il territorio definito "di frega", ovvero il fondo dove verranno deposte le uova. La riproduzione dei salmonidi è stato studiato soprattutto da etologi americani; le specie di trota esistenti in Italia adottano comportamenti del tutto simili. Le femmine scavano nidi nella ghiaia assistite da un maschio dominante che difende il nido dagli altri esemplari dello stesso sesso. Quando la femmina depone le uova, il maschio dominante rilascia lo sperma quasi simultaneamente per garantire la fecondazione. Maschi più giovani o di dimensioni più ridotte, rimasti nelle vicinanze, tentano a loro volta una fecondazione avvicinandosi furtivamente (Fonte: ETPI). I dominanti difendono il nido da queste incursioni rapide, rendendo l'intero processo riproduttivo un dramma avvincente.

Dopo la deposizione, la femmina copre le uova con ghiaia per proteggerle dai predatori. Le uova rimarranno nascoste sul fondo del fiume fino a quando non si schiuderanno in piccoli avannotti. Predatori fin da subito, si nutriranno inizialmente di insetti fino a quando, raggiunta la maturità, la loro dieta sarà principalmente composta da altri pesci. Non è inusuale però che la trota marmorata catturi piccoli vertebrati come anfibi e roditori che hanno la sventura di nuotare in acqua (Fonte: Lifegraymarble).

 

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