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Beth, una grande tragedia alpina

Il 19 aprile sono ricorsi 120 anni dalla tragedia del Beth: nel 1904 la "morte bianca" si portò via 81 minatori che lavoravano nelle miniere del Colle del Beth situate fra la Val Germanasca e la Val Troncea nelle Alpi Cozie.

  • Bruno Usseglio
  • Aprile 2024
  • Venerdì, 19 Aprile 2024
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La stazione di monte della funicolare del Beth dove rimasero sepolti i minatori - Foto arch. EGAP delle Alpi Cozie La stazione di monte della funicolare del Beth dove rimasero sepolti i minatori - Foto arch. EGAP delle Alpi Cozie

Risuona strano leggere che così tanti minatori siano morti perché travolti dalla neve, ma questa è la storia della sciagura mineraria più drammatica avvenuta nell'arco alpino.

La storia industriale delle miniere del Colle del Beth situate fra la Val Germanasca e la Val Troncea nelle Alpi Cozie a circa 2.700 metri di quota inizia nel 1863 con la concessione acquisita da Pietro Giani, noto imprenditore torinese, e termina nel 1910. Una storia travagliata sotto il profilo economico, ma anche occasione di sperimentazione di nuove tecniche estrattive: la grande valanga del 1904 fu il dramma che accompagna inevitabilmente il ricordo di questa esperienza.

Cronaca di una morte annunciata

Martedì 19 aprile 1904 gli operai delle miniere del Beth "Si trovavano sul monte a quota 2.700 m, impressionati certamente dal continuo cadere della neve, dai rumori e dal pericolo imminente in cui si trovavano, decisero di scendere al basso".

Secondo la testimonianza del maestro Guiot: "Il pericolo era previsto e qualcuno dei sopravvissuti asserì che quelli del paese, che meglio dei forestieri conoscevano l'insidia delle nevi, proposero di ricoverarsi nelle vicine gallerie portando gli attrezzi, da dove sarebbero poi usciti quando la valanga fosse passata. Non furono ascoltati". Il geomerta Maurizio Basile, capocantiere, riuscì a ottenere che i minatori si dividessero in squadre. Così iniziarono la discesa.

D'un tratto, tra le 12 e le 12.30, la catastrofe: "Un colpo di tuono, fortissimo, si fece udire e prima ancora che gli operai si fossero riavuti e pensato alla difesa, essi vennero come fuscellini trasportati nel vallone da una massa enorme di neve, che nel loro linguaggio espressivo gli scampati dicevano parere una montagna. Ad una ad una le squadre furono travolte nell'abisso".

Mercoledì 20 aprile giunsero sul luogo del disastro i primi soccorsi: valligiani, compagnie di artiglieri dal vicino Forte di Fenestrelle, Guardie Forestali e Carabinieri. Si riuscì così a salvare una trentina di minatori.

Il 25 aprile, nel piccolo cimitero di Laval, furono inumate le prime 40 salme in una grande fossa comune, ma prima che questa fosse richiusa si dovette attendere il 28 giugno, quando sotto la neve che aveva invaso il canalone del Gourée, venne alla luce il corpo ormai decomposto dell'ultimo minatore. In totale i morti risultarono 81, di cui 74 furono inumati nel cimitero di Laval.

La più giovane fra le vittime era originaria di Salza, in val Germanasca: aveva solo 16 anni.

La solidarietà e il ricordo

Fin da subito vi fu un forte moto di solidarietà verso i familiari dei minatori coinvolti e come ricorda Gio. Battista Bert, parroco di Ruà, in quegli anni: "Si ricavarono dalla beneficenza pubblica oltre 70.000 £; £ 1.500 si raccolsero nelle chiese della Diocesi".

Il 6 maggio di quell'anno si fece nella chiesa di Ruà una solenne funzione commemorativa, alla presenza del Vescovo di Pinerolo Monsignor Rossi e - il 15 agosto 1904 - Luigi Facta, futuro Presidente del Consiglio dei Ministri, inaugurò la lapide commemorativa tutt'ora presente in val Troncea in località Gourée; qui vennero recuperati i corpi della maggior parte delle vittime.

Da lungo tempo il 19 aprile è ricordato attraverso la presenza e la testimonianza di molte persone, autorità ed enti: Don Pasqualino Canal Brunet è sicuramente l'anima delle celebrazioni, insieme al compianto Maggiorino Passet Gros e a molti familiari di ex minatori e al personale dei Parchi Alpi Cozie. Quest'anno il Comune di Pragelato ha voluto ricordare quanto successo intitolando una piazza alle vittime della valanga con la realizzazione di un pannello illustrativo realizzato in collaborazione con il personale delle aree protette e con il patrocinio della Fondazione G. Guiot Bourg e della borgata Plan.

Il ricordo di quella tragedia si è tenuto venerdì 19 aprile 2024 alle ore 11.00 presso la frazione Plan di Pragelato. Nel corso dell'estate l'Ente Parchi Alpi Cozie organizzerà degli eventi che consentiranno di approfondire la conoscenza di questi aspetti.

 

 

Per approfondimenti:

Sito Aree protette delle Alpi Cozie

Itinerario "Sentiero del Beth"

 

Foto arch. EGAP delle Alpi Cozie
La locandina dell'iniziativa organizzata dal Comune di Pragelato

 

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