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Piemonte Parchi

Una rotonda per il parco

Lunedì 19 gennaio, alla presenza dell'Assessore ai Parchi e alle Aree protette della Regione Piemonte Alberto Valmaggia, si è inaugurata la rotatoria sulla SP 1 che consentirà un nuovo ingresso nel Parco La Mandria

  • Toni Farina
  • Gennaio 2015
Martedì, 20 Gennaio 2015
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Il taglio del nastro Foto Toni Farina Il taglio del nastro Foto Toni Farina
Taglio del nastro al nuovo ingresso
Foto Toni Farina
Il muro de La Mandria
Foto Toni Farina
Il nuovo ingresso
Foto Toni Farina
Il Borgo Castello
Foto Toni Farina
In bici nel parco
Foto Toni Farina
Visite in trenino
Foto archivio Parco La Mandria
Ambiente
Foto archivio Parco La Mandria
Inverno nel parco
Foto archivio Parco La Mandria

L'ingresso è posto sul lato nord del parco, èd è possibile grazie a una nuova apertura nello storico muro che cinge la parte principale dell'area protetta. Da questo lato il muro fiancheggia la citata Strada Provinciale 1, la direttissima che collega Torino a Lanzo. Una strada ad intenso traffico, sulla quale per consentire un accesso in sicurezza, è stata realizzata la nuova rotatoria con annesso passaggio pedonale. L'apertura dell'ingresso è prevista per la primavera, periodo in cui si auspica che diverrà operativa la struttura di servizio Cascina Oslera, a pochi passi dall'ingresso. Struttura ora pienamente accessibile, con funzioni di presidio e accoglienza del pubblico, di ristoro e ricettività.

Il muro

Lo conoscono bene il muro de La Mandria i pendolari che percorrono la SP 1 fra Torino e Lanzo (detta appunto "Mandria"). Un tramezzo famigliare ai pendolari della settimana che lo fiancheggiano nel loro via vai quotidiano casa-lavoro-casa. Ma soprattutto il muro è famigliare ai pendolari della domenica: se lo vedono sfilare a fianco, elemento architettonico che attenua la loro ansia di lasciare la città per beneficiare dell'aria salubre delle valli (le tre Valli di Lanzo).
Il muro. Fa ormai parte del paesaggio del circondario di Torino, come la Basilica di Superga o la Palazzina di Stupinigi. Ma soprattutto separa storicamente due mondi, un "al di qua" e un "al di là" profondamente diversi.
Al di qua i paesi, le strade, il traffico, i ritmi usuali del vivere quotidiano. Al di là le ville, i parchi, i green del golf, un mondo "negato" dove gettare occhiate furtive dalla cabina di un camion, o rizzandosi sui pedali di una bicicletta. Ma anche un "al di là" fatto di boschi, radure, animali selvatici, frammenti di miracoloso silenzio. Dal 1976 a disposizione della collettività.
Ed è questo "al di là" che il nuovo varco rende accessibile sia agli abitanti dei paesi che si affacciano sulla Stura di Lanzo, nel tratto pedemontano del torrente, sia agli abitanti dei paesi del basso Canavese.
Per loro il nuovo varco schiude un'allettante prospettiva: andare in Mandria in bicicletta. Cosa ad oggi possibile solo rischiando di essere arrotati sulla citata SP1, oppure con lungo giro nella Valle del Ceronda.
Poco? Tanto? Rivoluzionario, quasi. Tanto da evocare il crollo di quell'altro Muro, la cui ricorrenza è stata festeggiata pochi mesi or sono. Blasfemia? Niente affatto. Tanto da suggerire a Roger Waters, la mente dei Pink Floyd, una edizione locale di The Wall...

Un nuovo corridoio

Correva l'anno 1976. L'anno prima, l'ancor giovane Regione Piemonte aveva approvato la prima legge in materia di aree protette (LR 43/75). La tutela della natura, dell'ambiente e del paesaggio rientravano fra le priorità, e prioritaria fu considerata l'acquisizione di una parte della tenuta de La Mandria, alle porte di Torino. Un provvedimento importante: lo scopo era di sottrarre alla lottizzazione un lembo di Piemonte significativo sotto il profilo naturale e storico e al contempo di renderlo fruibile ai cittadini, in particolare ai cittadini dell'area metropolitana.
L'acquisizione fu il primo atto che, attraverso una serie di provvedimenti, avrebbe portato decenni più tardi all'istituzione del Parco naturale La Mandria.
Oggi, il nuovo ingresso prefigura un nuovo corridoio di fruizione, rivolto in questo caso ai cittadini dell'area a nord del parco. Un nuovo corridoio "turistico", turismo sostenibile si intende, sulla sella di una bici o mulinando i bastoncini da nordic walking...
Posto all'interno di Corona Verde, il corridoio collega aree naturali protette fin qui scollegate. Si potrà ad esempio andare in Mandria in discreta sicurezza dalla Riserva naturale della Vauda, oppure dalla Riserva naturale del Ponte del Diavolo, scendendo lungo le piste ciclabili e ciclostrade della Stura di Lanzo e del Banna.
Punto di incontro dei percorsi è il paese di Robassomero, dove imboccando via del Verde (stradina campagnola "verde" di nome e di fatto) si giungerà allo stradone che ne attraversa la area industriale. Da dove, con mezzo chilometro poco allettante ma anche poco trafficato, si giungerà alla nuova rotatoria.
A pochi metri dall'ingresso, in posizione "strategica", si trova la Cascina Oslera, (a breve distanza si trova la zona della Villa Laghi, accessibile solo con visite organizzate), presso la quale si svolta a sinistra lungo Rotta Oslera che, fiancheggiando "dall'interno" il muro, conduce al Rondò del Due. Svoltati a destra su Strada del Due si passa la Cascina Fornaci raggiungendo la base di Rampa Ciuchè, a breve distanza dal Borgo Castello.

Info

Parco naturale La Mandria

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