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Piemonte Parchi

La valutazione d'incidenza

Il delicato rapporto tra la conservazione della biodiversità e l'uso del territorio

  • Massimiliano Ferrarato, Elisa Malenotti
  • Dicembre 2014
Martedì, 13 Gennaio 2015
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Intervento di ingegneria naturalistica foto arc. Regione Piemonte Intervento di ingegneria naturalistica foto arc. Regione Piemonte
Intervento di ingegneria naturalistica
foto archivio Regione Piemonte

Non aree protette in senso stretto - anche se talvolta coincidono con parchi e riserve naturali - ma spazi aperti la cui biodiversità, ovvero la varietà di specie e habitat, deve essere preservata. Questa è la Rete Natura 2000 del Piemonte (costituita da ZSC, SIC e ZPS) che si presenta come un insieme di aree di varie dimensioni che comprendono buona parte delle zone di maggior pregio naturalistico della regione. Ogni sito è identificato da un codice e da un nome, e per ognuno sono state individuate le specie e gli ambienti meritevoli di un certo grado di tutela.

Ma come si concretizzano gli obiettivi di conservazione dei SIC e ZPS? La gestione dei siti che costituiscono la Rete Natura 2000 è di competenza della Regione, che può delegarla ad altri enti (soprattutto gestori di Aree protette), ed avviene attraverso apposite misure di conservazione, valide per tutta la Rete o sito-specifiche, e Piani di gestione, redatti per i singoli siti, che stabiliscono gli obiettivi per il mantenimento delle specie e degli habitat per i quali i siti sono stati individuati. Inoltre, l'art. 6 della Direttiva Habitat prevede la Valutazione d'Incidenza (VI): un procedimento tecnico-amministrativo attraverso il quale viene valutata la compatibilità di un'opera, un'attività, un progetto o un piano, che si intende realizzare all'interno o in prossimità di un sito Natura 2000. E' una sorta di mediazione, di carattere preventivo, tra gli obiettivi di sviluppo economico-sociale e quelli di conservazione della biodiversità. A livello nazionale la Valutazione d'Incidenza è stata recepita dall'art. 5 del D.P.R. 357/1997 e in Piemonte è disciplinata dall'art. 43 della L.r. 19/2009.
L'oggetto della valutazione è il possibile degrado che un'attività antropica può arrecare alle specie e agli habitat di un SIC/ZPS o alla funzionalità ecologica dell'intera Rete. Nel corso del procedimento, la potenziale incidenza viene "misurata" in termini di distruzione/sottrazione di habitat, di impatto diretto sulle popolazioni animali e vegetali (decremento numerico e spostamento) e, talora, di frammentazione ecologica.

Per esempio, nel caso di un impianto idroelettrico che interferisce con specie o ambienti tutelati dalle Direttive "Habitat" ed "Uccelli" occorre valutare i possibili effetti dell'opera sulla comunità ittica e sulla vegetazione ripariale presenti nel tratto sotteso l'opera. Oppure per la realizzazione di una nuova infrastruttura lineare si analizza la possibile incidenza sugli ambienti attraversati dal tracciato, su eventuali stazioni di specie floristiche di pregio e su aree importanti per il ciclo biologico di specie faunistiche. Un altro aspetto importante che viene sempre valutato riguarda la fase di cantiere necessaria per la realizzazione degli interventi proposti, che, talora, è quella che porta le maggiori minacce per la conservazione di specie ed habitat, ad esempio per il disturbo arrecato alla fauna in periodi dell'anno biologicamente sensibili, il possibile insediamento di specie alloctone nelle aree disturbate e l'interferenza dalle opere provvisionali (piste di cantiere, aree di deponia, ecc.) con habitat tutelati.
L'iter si conclude con un giudizio positivo o negativo, eventualmente accompagnato da prescrizioni progettuali, misure di mitigazione e interventi di compensazione finalizzati a salvaguardare l'integrità del SIC/ZPS. Si può pertanto affermare, come riportato sul sito del ministero dell'Ambiente, che "la valutazione di incidenza, se correttamente realizzata e interpretata, costituisce lo strumento per garantire, il raggiungimento di un rapporto equilibrato tra la conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie e l'uso sostenibile del territorio da parte dell'uomo".

Mentre la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) riguarda tutte le componenti potenzialmente interessate da un progetto (uomo, fauna, flora, suolo, acque superficiali e sotterranee, aria, paesaggio, ecc.), l'ambito di applicazione della VI (contestuale alla VIA per i progetti ad essa sottoposti che interessano siti della Rete Natura 2000), riguarda esclusivamente i potenziali effetti sulle specie e gli ambienti presenti in un determinato sito. Per questo sono assoggettati a VI anche molte tipologie di intervento "minori" non oggetto di VIA, quali, ad esempio, interventi selvicolturali, difese spondali o attività turistico-sportive come l'eliski e le gare motonautiche. Anche gli strumenti di pianificazione sono assoggettati a VI se interessano solo parzialmente la Rete Natura 2000. Alcuni esempi sono i Piani Regolatori e i Piani Esecutivi Comunali, i Piani di Assestamento Forestale, i Piani Faunistico-Venatori e i Piani di governo del territorio (Piano Paesaggistico e Piano Territoriale). La VI degli strumenti di pianificazione viene condotta all'interno del più ampio procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

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