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Europa, un continente pieno di vita!

La tutela della biodiversità nell'Unione Europea ha radici profonde. Un itinerario virtuale alla scoperta dell'ampia offerta informativa disponibile in Internet

  • Enrico Massone
  • Dicembre 2014
Martedì, 13 Gennaio 2015
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Saxifraga valdensis foto D. Rosselli Saxifraga valdensis foto D. Rosselli
Saxifraga valdensis
foto D. Rosselli

La biodiversità è un bene naturale di grande valore. Oggi ne siamo tutti convinti, ma la consapevolezza di quanto sia importante tutelarla, è frutto di un processo culturale maturato lentamente nella seconda metà del Novecento. Fino ad allora, l'uomo credeva nella capacità illimitata della natura di autogenerarsi, di riprodurre le sue risorse all'infinito. Di qui l'uso scriteriato di materie preziose come il suolo o l'acqua, che portava a irreversibili trasformazioni territoriali, al degrado e spesso alla distruzione di interi ecosistemi, con gravi danni a specie animali e vegetali. Una strada senza sbocco, diffusa in tutto il mondo industrializzato, che ora si tenta di riparare orientando i trend economici verso modelli gestiti e controllati. Il Rapporto sui limiti dello sviluppo (Club di Roma, 1972) quello sul nostro comune futuro (Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite, 1987) e soprattutto la Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro (Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite, 1992), segnano le tappe fondamentali nel percorso sullo sviluppo sostenibile e riflettono quel cambiamento di mentalità che considera l'uomo non più come padrone assoluto, ma come parte integrante di un ecosistema di dimensioni globali. Il nuovo approccio riconosce alla popolazione umana la possibilità di influenzare le sorti del pianeta, ma richiama la responsabilità dell'uomo di oggi nel mantenere le risorse naturali e l'equilibrio ambientale per le nuove generazioni. Se la coesistenza di tutte le forme di vita è considerata un patrimonio comune da non disperdere, la salvaguardia della biodiversità diventa un impegno irrinunciabile.

La risposta dell'Unione Europea non si fa attendere. Con l'approvazione della Direttiva Habitat (1992) realizza un sistema coerente per la conservazione della biodiversità, un mosaico di aree individuate per "mantenere o ripristinare uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie a rischio (rare, minacciate o vulnerabili), nella loro area di ripartizione naturale": è la cosidetta Rete Natura 2000. In ciascuna regione biogeografica del continente s'individuano i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) a tutela di specie e habitat e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) per garantire la conservazione delle popolazioni di uccelli stanziali e migratori. Rete Natura 2000 è un programma ambizioso e complesso, un progetto in progress che coinvolge numerosi enti e istituzioni (Stati, Regioni, Province, Enti di gestione delle Aree protette, università, centri di ricerca e associazioni). Il piano d'azione originario che interessa il 18% del territorio dell'Unione Europea, è stato recentemente aggiornato, con l'obiettivo di arrestare il deterioramento degli ecosistemi e l'ulteriore perdita della biodiversità, accrescendo così il contributo dei 28 Stati dell'Unione alle iniziative di carattere mondiale.

Le decisioni politico-amministrative e le operazioni tecnico-scientifiche, sono accompagnate da un'intensa attività di comunicazione e divulgazione, con produzione di una vasta documentazione curata da molteplici soggetti. Nel corso degli anni l'Unione Europea sviluppa una serie di norme ambientali rigorose, raccolte nella Sintesi della legislazione e ordinate per argomenti: gestione delle risorse naturali, fauna, flora, foreste. Nel rispetto del Messaggio di Malahide (2004) che richiama i portatori d'interesse dei diversi settori produttivi ad intensificare concretamente lo sforzo per "sostenere la vita, sostenere le economie", l'Unione Europea elabora il Piano di azione a favore della biodiversità, evidenziando le misure già adottate per arginare la perdita di biodiversità e successivamente la Strategia sulla biodiversità fino al 2020 per rendere note le iniziative di miglioramento programmate nel prossimo futuro. In Italia, lo strumento specifico che permette di raggiungere l'obiettivo di conservazione e uso sostenibile della biodiversità è la Strategia nazionale per la biodiversità.

In Internet si trova un'imponente cartografia tematica che permette di localizzare gli ambiti territoriali dei singoli luoghi tutelati e di affinarne la conoscenza in sequenze sempre più dettagliate sia a livello geografico, sia per singole specie protette interessate da particolari progetti di conservazione, come ad esempio la lince o il gipeto. Per approfondimenti di carattere ambientale e territoriale è utile consultare il geoportale nazionale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La Regione Piemonte, oltre alla cartografia di SIC e ZPS, presenta una ricca documentazione di tipo gestionale e normativo (Misure di conservazione, Valutazione d'incidenza, ecc.), tecnico-scientifico (Banche dati naturalistiche, Zone umide, Colline del Basso Monferrato, Archivio vertebrati subalpino, Centro regionale chirotteri) e divulgativo (recensioni di pubblicazioni tematiche riferite al territorio piemontese).

 

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