Una delle più recenti problematiche sopraggiunte negli ultimi tempi sul tema della preservazione della biodiversità è quella relativa alla eccessiva proliferazione e diffusione della specie di avifauna nota come Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), una specie alloctona invasiva originaria dell'Africa subsahariana, Iraq e anticamente Egitto.
Una specie alloctona e invasiva
Uccello di grandi dimensioni (peso corporeo fino a 1,5 kg e apertura alare dai 112 ai 124 centimetri), corpo piumato di bianco, collo, testa e coda di colore nero e lungo becco nero ricurvo, è facilmente rinoscibile nei nostri campi e risaie ma anche nei parchi cittadini.
L'ibis sacro mina l'equilibrio del nostro ecosistema in quanto provoca danni all'agricoltura e ad altre specie di avifauna, sia indirettamente, sottraendo ad altri uccelli risorse alimentari, che direttamente, ad esempio predando le uova deposte da uccelli di altre specie.
Un'espansione eccessiva da fronteggiare
L'ingente espansione dell'Ibis sacro, dovuta a vari fattori tra cui l'essere una specie priva di predatori naturali, ha fatto nascere l'esigenza di provvedimenti tesi a limitare questa proliferazione. In particolare l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), su incarico ministeriale, ha approvato un Piano di gestione nazionale (approvato dalla conferenza Stato-Regioni) che prevede, oltre al necessario controllo numerico e costante monitoraggio, anche la riduzione del numero di esemplari in circolazione tramite cattura, abbattimento e sterilizzazione delle uova, compiti delicati che devono essere svolti da personale qualificato e appositamente formato.
Sulla base del Piano di gestione nazionale della specie è stato predisposto e approvato (previo parere di ISPRA e Regione Piemonte), il Piano di gestione e controllo demografico della specie ibis sacro nel territorio di competenza dell'Ente di Gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore.
Il corso attivato al Parco del Ticino e Lago Maggiore
In attuazione al suddetto Piano, L'EGAP Ticino e Lago Maggiore ha organizzato, all'inizio del mese di novembre, presso la propria sede di Albano Vercellese, due giornate di corso di abilitazione in presenza per coadiutori al Piano di controllo numerico delle popolazioni di tale specie invasiva, corso rivolto prevalentemente al proprio personale (guardiaparco) ma anche ad operatori esterni adeguatamente individuati e selezionati dall'EGAP stesso.
Il corso ha trattato aspetti normativi in tema di controllo di fauna selvatica e gestione delle specie alloctone invasive (Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, Regolamento europeo 1143/2014, Decreto Legislativo 230/201), questioni riguardanti la biologia dell'ibis (distribuzione nell'area di introduzione, selezione dell'habitat, abitudini alimentari e biologia riproduttiva), suo impatto sull'ambiente e danni agli ambienti naturali e al resto dell'avifauna locale, metodi e tempistiche di monitoraggio della specie nonchè tecniche di abbattimento e gestione delle carcasse degli animali abbattuti con relative indicazioni sanitarie.
"Ci riteniamo soddisfatti per l'adesione e l'affluenza al corso, l'abilitazione dei coadiutori e la formazione di personale qualificato ci permetterà in tempi brevi di adempiere a quanto previsto dal citato piano di gestione e controllo demografico" ha dichiarato Stefania Poma, Responsabile del Servizio Conservazione, Gestione Ambientale e Faunistica dell'EGAP Ticino Lago Maggiore, al termine dell'esperienza formativa.
Per approfondimenti:
Il paradosso dell'ibis sacro (Piemonte Parchi del 5/11/2024)
