In Italia, il Siluro è stato introdotto intorno al 1950 e sempre più velocemente si è diffuso nel bacino del Fiume Po e poi nell'Italia peninsulare (grazie alla diffusione volontaria da parte dell'uomo).
Allo stato attuale la specie sta vivendo in Italia una vera e propria esplosione demografica, grazie alle acque con temperature più miti rispetto ai bacini d'origine ed all'assenza di competitori. È difficile stabilire dove e come siano stati liberati i primi siluri in Italia. Sembra tuttavia certo che il siluro sia stato prima immesso nei laghi per la pesca sportiva e successivamente liberato in natura perché si nutriva delle specie d'interesse alieutico con un conseguente danno economico per i gestori. Oggi è apprezzato dai pescatori più per il divertimento che offre piuttosto che per la sua carne, molto ricercata invece nei paesi di origine. In Italia, in particolare lungo il Po, vengono organizzati addirittura tour di pesca al siluro.
Il Siluro è un vorace predatore e in molti ambienti causa una drammatica perdita di biodiversità. L'areale originario si estende dall'Europa dal bacino del Fiume Reno, fino a tutta l'Asia Occidentale ed è particolarmente abbondante nel bacino del Danubio e nei grandi fiumi dell'Europa Centrale. Il Siluro è specie autoctona anche in Svizzera. In alcune aree d'origine è specie minacciata o estinta (in Danimarca, ad esempio).
E' in grado di occupare tutti gli habitat disponibili quindi può entrare in competizione con le specie autoctone per i rifugi e i siti riproduttivi. Ha un metabolismo molto veloce e una dieta prevalentemente ittiofaga, ed è quindi sia competitore con altri predatori che un pericolo per alcuni pesci di cui si nutre.
Morfologia
Corpo siluriforme con testa grande e piatta e bocca molto ampia. La mascella superiore è munita di due lunghi barbigli, quella inferiore è munita di 4 barbigli corti; l'occhio è piccolo e il corpo è privo di scaglie. La pinna dorsale è piccola e posta in posizione anteriore; pinna anale lunga; colorazione bruno nera sul dorso, marmorizzata sui fianchi, bianca sul ventre. Gli adulti sono simili ai giovani e non esiste dimorfismo sessuale.
Modalità di riconoscimento
Inconfondibile osservando la morfologia. In particolare lo distinguono la pinna anale lunga e la livrea dei fianchi marmorizzata.
Dimensioni
Può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza e i 250 kg di peso.
Specie simili e caratteri diagnostici distintivi
Soprattutto da giovane, si può confondere con individui appartenenti al genere Ameiurus o Ictalurus (pesci gatto). I pesci gatto tuttavia hanno la pinna adiposa, la pinna anale corta e non hanno marmoreggiatura.
Alimentazione
Carnivoro opportunista di abitudini notturne. L'attività alimentare diminuisce in inverno e varia con la crescita passando da una dieta essenzialmente zooplanctofaga per gli avannotti, ad una prevalentemente a base di invertebrati bentonici per i giovani sino a diventare ittiofago ed onnivoro da adulto (non disdegna uccelli, anfibi, rettili e piccoli mammiferi).
Riproduzione
Per la deposizione necessita di una temperatura di almeno 20 – 22 °C e la presenza di ricca vegetazione. La femmina può arrivare a deporre 20-30.000 uova per kg di peso corporeo. I piccoli appena nati ricevono cure parentali e queste sono un altro motivo del successo riproduttivo della specie. I maschi raggiungono la maturità sessuale a 3 anni mentre le femmine a 4-5. Specie a rapido accrescimento.
Ecologia, comportamento
Può vivere più di 60 anni. Ha una elevata percezione acustica e chimica che utilizza per localizzare le prede. Nei grandi laghi ha spesso un comportamento pelagico.
Habitat
Vive sia nei corsi d'acqua con portata abbondante sia nei laghi fino a medie altitudini.
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