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L'Europa vara il 'modello Fratino'

Forse i più ne hanno sentito parlare in occasione dei Jova Beach Party, ma il fratino (Anarhynchus alexandrinus), uccello che nidifica a terra, rigorosamente protetto in Europa e anche in Italia è in declino dal 1980, con una continua diminuzione dei parametri di popolazione dal 2001. Per questo ha preso il via il progetto Life Alexandro, che intende prevenire le cause di mortalità diretta per il fratino, ma anche prevenire il conflitto nella gestione e nella fruizione degli ambienti costieri, tramite l'adozione di un Modello Fratino. Vi raccontiamo di cosa si tratta. 

  • Laura Gola, Chiara Spadetti
  • Aprile 2026
  • Giovedì, 21 Maggio 2026
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Foto p.g.c. M. Fratis Foto p.g.c. M. Fratis

Il primo Jova Beach Party - cioè il tour musicale ideato da Jovanotti e concepito come un'intera giornata di festa sulle spiagge italiane in cui i litorali si trasformano in villaggi musicali - è stato messo in scena nel 2019, ma il nostro fratino (Anarhynchus alexandrinus) patisce di minacce, come dicevamo, da diverso tempo prima. Tra i fattori legati che mettono a repentaglio la specie, e uno su tutti, la frequentazione umana dei suoi habitat di nidificazione: turismo, pulizia delle spiagge, rifiuti marini, predazione, degrado degli habitat, erosione costiera.

Per questo è nato il progetto Life24-Nat-It-Alexandro con l'intenzione di contrastare il declino della specie nelle coste italiane e croate, agendo in 57 siti della Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) inclusi in aree protette nazionali e regionali, distribuiti su 10 regioni italiane e 1 regione croata, interessando per una superficie totale di circa 2.400 chilometri quadrati con più di 500 km di coste.
Per saperne di più sul progetto e sullo stato di salute di questo piccolo volatile limicolo (trampoliere) che nidifica su spiagge sabbiose, lungo tra i 15 e i 17 cm, abbiamo intervistato Marco Lucchesi, biologo della fauna dell'Istituto di Ecologia Applicata, nonchè project manager di Alexandro. Ecco cosa ci ha raccontato in una lunga intervista. 

Perché il fratino è una specie considerata un importante indicatore ambientale?

Il fratino, come molte tra le specie in declino, è estremamente legato ad un ambiente d'elezione, in questo caso le zone costiere caratterizzate da substrati sabbiosi e ghiaiosi (spiagge) con aree umide retrodunali, più o meno vicine alla linea di costa, dove svolgere le proprie attività di foraggiamento. La sua decrescita è quindi un'indicazione del degrado, della frammentazione e dell'artificializzazione di questi ambienti e ne fa un'ottima specie sentinella.

Ci sono possibilità di una sua ripresa? Quali sono le cause del declino della specie e su quali si può intervenire?

Purtroppo, i dati ci mostrano come il declino del fratino sia stato lento e costante: in Europa, dal 1980, è stata osservata una diminuzione demografica e distributiva di almeno il 20% con un continuo calo osservato dal 2001. Secondo le ultime rendicontazioni dell'articolo 12 della Direttiva "Uccelli", la tendenza della popolazione riproduttiva dell'UE (6.600-14.000 coppie) è in calo sia nel breve che nel lungo termine. BirdLife International (2015) ha stimato che la popolazione europea diminuirà almeno del 25% entro 15 anni (quindi entro il 2030!). In Italia la sua popolazione riproduttiva è in calo da decenni: da circa 1.500-2.000 (Brichetti & Fracasso, 2004; Biondi & Pietrelli, 2011) a 600-700 (Comitato Nazionale Conservazione Fratino, 2018), fino a un'ulteriore diminuzione con una stima di circa 500 coppie (Gustin et al. 2021).

Il parametro chiave che attesta la diminuzione del fratino è lo scarso successo riproduttivo: perdite del 50-90% tra uova e pulcini in Italia (Puglisi et al., 2015; Pietrelli et al., 2016). La specie è minacciata da diversi fattori legati alla frequentazione umana dei suoi habitat di nidificazione:

Presenza turistica, con calpestio "caotico" degli ambienti retrostanti la battigia e delle dune, presenza di cani liberi di vagare sulla spiaggia, in particolare da aprile a luglio-agosto. Ciò comporta disturbo della specie durante i periodi più sensibili, calpestamento di uova e pulli, predazione da parte del domestico.Pulizia meccanica o pulizia manuale eseguita da molte persone non addestrate durante la stagione riproduttiva, ovvero disturbo e artificializzazione delle spiagge.Presenza di rifiuti marini, in particolare materie plastiche, che, se da una parte sono utilizzati per la costruzione del nido o come rifugio da parte dei pulli, dall'altra comportano rischi di ingestione che possono influire su sopravvivenza e riproduzione. Inoltre, lenze e ami da pesca possono intrappolare o ferire gli uccelli.Predazione da parte di corvidi e di altri predatori opportunisti (ad esempio volpi, ratti, gatti, gabbiani). Anch'essa è mediata dall'uomo, tramite la semplificazione degli habitat e l'attrazione rappresentata dall'abbandono di residui alimentari.Degrado degli habitat costieri: urbanizzazione costiera, sfruttamento delle spiagge a fini turistici e ricreativi con processi di erosione, alterazione della morfologia dunale, della struttura e della composizione delle comunità vegetali delle dune embrionali e delle dune mobili, che portano a riduzione/degradazione/frammentazione degli habitat di foraggiamento e riproduzione.Erosione costiera mediata da strutture antropiche (porti turistici, moli, porticcioli, ecc..), che può ridurre la quantità di sedimenti e la larghezza delle spiagge rendendole inadatte alla specie, con i nidi che possono essere distrutti dalle onde.

L'erosione costiera è una minaccia sulla quale il progetto Alexandro non potrà intervenire, a causa dei molti fattori biotici e abiotici sui quali è difficile agire. Si intende comunque lavorare con l'obiettivo, a lungo termine, del raggiungimento della Minima Popolazione Vitale (MVP), stimata in circa 500 coppie in Italia?

Innanzitutto, il Progetto vuole creare le condizioni per fermare il declino della specie, agendo sulla tutela della stessa nel periodo di nidificazione, in modo da massimizzare il tasso d'involo, e, soprattutto, creare un "ambiente sociale" favorevole oltre a mettere in rete le numerose esperienze di tutela che negli anni si sono sviluppate nella nostra penisola. I censimenti stagionali ci diranno se l'obiettivo del raggiungimento delle MVP sarà possibile durante il LIFE o nel post-LIFE.

Cosa sappiamo dei Fratini che nidificano sulle spiagge italiane? Qual è il quadro di conoscenze da cui prende avvio il progetto? E ci sono dati di inanellamento che indichino da dove vengono quelli che verranno monitorati?

Ci sono popolazioni che nidificano in Nord Europa che in autunno spariscono totalmente da quei Paesi per svernare più a sud, e popolazioni mediterranee stanziali. Come si comportano i fratini in Italia lo sappiamo grazie all'inanellamento, e soprattutto agli anelli colorati che possono essere letti a distanza da chiunque. La popolazione italiana è parzialmente migratrice: alcuni individui che si riproducono in Italia rimangono infatti nelle vicinanze del luogo di nidificazione per tutto l'anno, mentre altri effettuano degli spostamenti verso il luogo di svernamento di diverse centinaia di km. Sappiamo che alcuni nostri fratini hanno svernato lungo le coste africane (es. Marocco, Mauritania), mentre altri si spostano semplicemente da una regione italiana all'altra. Inoltre, tra i fratini svernanti in Italia sono stati avvistati spesso individui inanellati che hanno nidificato in altri Paesi Europei, ad esempio l'Ungheria. La responsabilità che abbiamo nel proteggere gli habitat del fratino non si limita dunque alla popolazione italiana (con la collaborazione dei Simona Imperio, ISPRA).

Si intende intervenire dove la popolazione nidificante è più stabile (Alto Adriatico) oppure nelle aree dove è più a rischio (Sud, Isole)?

L'area di progetto comprenderà 57 siti della Rete Natura 2000 (Zone di Protezione Speciale e Zone Speciali di Conservazione), coinvolgendo più di 20 parchi e riserve su 10 regioni (Toscana, Lazio, Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia), sviluppandosi su più di 400 km di costa. Verranno coinvolte sia le zone di nidificazione più "stabile" sia quelle dove la presenza del fratino come nidificante è più problematica.

Qual è il periodo più critico per la specie e perché? Quali i rischi relativamente agli ambienti che la specie frequenta al di fuori della stagione riproduttiva?

Il periodo più critico è ovviamente la stagione riproduttiva, il periodo primaverile-estivo, che si sovrappone con la maggior frequentazione turistica delle coste. È però vero che ad influenzare la demografia della specie è anche il degrado e la frammentazione delle aree di foraggiamento, che comprendono anche le zone umide costiere (stagni, lagune, paludi retrodunali).

Tra le minacce, c'è il disturbo antropico nelle spiagge in cui la specie nidifica: in Italia sono sempre più rari tratti di costa protetti integralmente. Si intende agire anche su questo con il Progetto?

L'azione del Progetto sarà sia puntiforme che globale: si creeranno, nei siti di progetto e replicazione, delle aree di "esclusione", ovvero dei tratti di spiaggia e duna recintati (con recinzioni di diverso tipo, spesso a basso impatto paesaggistico) che andranno a costituire delle piccole riserve integrali per la specie, sia per quanto riguarda la nidificazione, sia per quanto riguarda la rimessa e il riposo, oltre naturalmente a preservare uova e pulli dal calpestamento da parte di persone e cani e gli habitat sabbiosi da fenomeni di erosione causati dai sentieri dunali incontrollati. Globalmente si lavorerà con le amministrazioni locali (comuni, regioni e parchi) per l'adozione di buone pratiche di gestione delle spiagge ("Patti per il Fratino") e per il rafforzamento delle RN2000 tramite l'istituzione di nuove ZPS o l'ampliamento di siti già esistenti e di presenza accertata o potenziale del fratino come nidificante.

Altra problematica è il randagismo canino per la predazione sui nidi: cosa si intende fare nei siti di nidificazione?

In realtà non si tratta di "randagismo" canino, ma solo di cattive abitudini, maleducazione e ignoranza: agiremo per far capire ai proprietari dei cani, che il loro animale ha un impatto su specie e ambienti naturali, che la spiaggia è un ambiente naturale e che il fratino è il suo simbolo, la cui presenza è messa a repentaglio dalla miope e "innocente" usanza di utilizzare le spiagge come sgambatoi di sfogo per cani di proprietà. Produrremo del materiale informativo specifico per questo target sociale e organizzeremo dei webinar educativi che veicoleremo tramite le Associazioni animaliste e di tutela degli animali di affezione, per cercare di eradicare o comunque limitare queste pratiche dannose.

È possibile approfondire le conoscenze sulle risorse trofiche ed, eventualmente, intervenire?

Il Progetto prevede, tra le "Azioni preparatorie" che verranno svolte nei primi due anni, una campagna volta allo studio e all'identificazione delle aree di foraggiamento durante i periodi riproduttivi e non riproduttivi, tramite tracciamento GPS di un massimo di 90 uccelli con mini GPS-logger. In questo modo verranno valutate le aree (tratti di spiaggia o zone umide) utilizzate per il foraggiamento e l'entità degli spostamenti che gli individui debbono compiere per raggiungerle, così da pensare a specifiche misure di tutela. Inoltre, e specificatamente per la comprensione della dieta della specie, verrà effettuata una raccolta di feci degli uccelli adulti e dei pulcini durante la manipolazione per l'apposizione del logger, per identificare le fonti alimentari durante il periodo riproduttivo. La composizione della dieta sarà rilevata mediante tecniche di analisi genetica basate sull'utilizzo del DNA barcoding.

Ci sono già stati studi sulla protezione dei nidi sui litorali: come reagiscono gli adulti quando si trovano il nido recintato da "gabbie di protezione"?

Nel Progetto sarà valutata, caso per caso, considerando le peculiarità ambientali del sito di nidificazione, l'apposizione sul nido di specifiche gabbie protettive a rete metallica (Deblinger et al. 1992). L'attenta valutazione di questa misura è di fatto necessaria perché, nonostante essa porti indubbiamente a un aumento del successo di schiusa, è stato altresì dimostrato (Gaines et al. 2020) come possa diminuire la sopravvivenza degli adulti, rendendone più difficoltosa la fuga e, in alcuni casi, attraendo predatori terrestri come le volpi (Biondi et al 2020).

Ci racconta in cosa consiste il monitoraggio?

Il monitoraggio demografico del fratino è previsto dal progetto nel primo anno (monitoraggio ex-ante), nell'ultimo anno (monitoraggio ex-post) e negli anni intermedi. Esso consiste nella valutazione quantitativa della popolazione svernante (n. individui svernati, n. aggregazioni di più individui) e della popolazione riproduttiva (n. coppie riproduttive, n. nidi prodotti, successo di schiusa, successo di involo). I parametri che più interessano sono il numero di coppie e il successo di involo, ovvero il numero di nuovi nati che si è involato, andando ad accrescere lo stock riproduttivo. Le indagini che vengono condotte da professionisti e volontari formati, consistono nel pattugliamento di tratti di spiaggia, con attenta osservazione degli esemplari presenti, dei loro comportamenti, di eventuali anelli che li possono identificare individualmente (con uno specifico colore e codice alfa-numerico). Il monitoraggio invernale viene svolto da dicembre a gennaio-febbraio, il monitoraggio riproduttivo da metà marzo a fine giugno, con estensioni nei mesi di luglio e agosto per la valutazione delle eventuali covate successive alla prima. Al monitoraggio ovviamente è accoppiata la sorveglianza dei nidi da parte delle Kentish plover Task Forces, costituite da volontari formati e preparati a interagire con i frequentatori della spiaggia.

Quale può essere la densità dei nidi, in un ambiente idoneo? Il carattere dei Fratini e la loro tendenza a essere territoriali, quanto incidono, ad esempio, sulla distanza tra un nido e l'altro?

Non è una specie coloniale ma in condizioni molto favorevoli le coppie possono (e anzi, sembrano preferire) nidificare anche a poca distanza l'una dall'altra, fino a poche decine di metri. Infatti, la presenza di conspecifici e di altre specie di uccelli nidificanti (es. corriere piccolo, fraticello) nella stessa spiaggia ha una funzione antipredatoria, sia perché la presenza di un predatore viene segnalata immediatamente, sia perché le altre specie hanno comportamenti di contrasto al predatore più aggressive del fratino stesso (con la collaborazione dei Simona Imperio, ISPRA).

È una specie monogama o poligama? Entrambi i genitori si occupano della cova, della difesa del nido e di nutrire i piccoli, oppure no?

Nel fratino sia il maschio che la femmina possono, nella stessa stagione riproduttiva, accoppiarsi con più partners, ma è osservata anche una certa "fedeltà" di coppia, legata alla conoscenza dei medesimi siti riproduttivi. La femmina può lasciare al maschio la cura della prole e le uova sono incubate da entrambi i genitori, che tendono a covare in diversi periodi del giorno.

Quanto dura l'incubazione delle uova e dopo quanti giorni dalla schiusa i pulli sono in grado di volare?

Il fratino nidifica su spiagge e banchi di fango affiorante di stagni salmastri e lagune, in aree con vegetazione rada o assente, con un nido formato da una semplice buchetta scavata nella sabbia o nel terreno. Il periodo riproduttivo va da metà marzo a metà agosto (compreso l'involo dei nuovi nati). Vengono deposte 3 uova (range: 2-4) incubate da entrambi i genitori. L'incubazione in media è di 25-27 giorni (con schiusa sincrona delle uova). I pulli lasciano subito il nido (sono nidifughi) e il loro involo è prevedibile dopo 26-28 giorni. Il fratino può fare due deposizioni all'anno.

Sono previsti interventi di reintroduzione o di restocking?

No, non sono interventi necessari né utili per sovvertire il trend demografico negativo che interessa la specie a livello europeo. Quel che si deve fare, e che il Progetto farà, è andare ad agire e limitare, le cause antropiche che determinano il fallimento delle nidiate, il basso tasso d'involo e la mortalità degli adulti.

Un tempo la specie nidificava anche in aree fluviali, sarebbe possibile un ritorno?

La specie di Caradriforme che è maggiormente legata ai greti fluviali è il corriere piccolo (Charadrius dubius), che, insieme al fratino, utilizza le spiagge per le attività riproduttive. Il fratino si è evoluto per svolgere il proprio ciclo biologico in ambienti costieri, ogni suo adattamento è finalizzato alla vita sulla spiaggia. Altre tipologie ambientali, potenzialmente fruibili per la nidificazione, possono essere considerate sub-ottimali e utilizzabili solo in certe condizioni.

Esiste un Comitato nazionale per la conservazione del Fratino? 

Il Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino (CNCF) è stato costituito nel 2013 per invertire il trend negativo della popolazione a livello nazionale. Esso è formato dai rappresentanti delle principali Associazione ornitologiche che agiscono a scala locale e regionale, oltreché da esperti della specie che vi hanno aderito singolarmente. Gli scopi del CNCF sono coordinare la rete di associazioni locali e favorire lo scambio di esperienze, lavorare per la redazione di un Piano Nazionale per la conservazione della specie, effettuare censimenti accurati e aggiornati della popolazione italiana, elaborare strategie per la conservazione della specie, promuovere assieme agli Enti competenti iniziative per la tutela del fratino. Tali scopi sono gli stessi del Progetto LIFE ALEXANDRO che infatti collabora attivamente con il CNCF in modo da accrescerne le potenzialità e promuoverne le esperienze fatte in più di 10 anni di azioni sul territorio. Uno dei prodotti principali del Progetto saranno proprio le Linee Guida per la Conservazione della specie, che saranno redatte da ISPRA, in accordo con vari portatori di interesse e in collaborazione con il mondo scientifico e con il CNCF.

 

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