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Alta Valle Belbo: natura di Langa

"Amena conca verdeggiante", dove "fa splendida mostra di sé una flora così svariata e smagliante da farci credere ad un subitaneo passaggio dalla siccitosa Langa ad una fresca conca alpina".

  • Enrico Rivella Toni Farina
  • Maggio 2014
Lunedì, 26 Maggio 2014
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Alta Valle Belbo: natura di Langa
Alta Valle Belbo. In alto, Montezemolo e le Alpi Liguri
Foto Toni Farina
Nella Riserva delle Sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Nella Riserva delle Sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Nella Riserva delle Sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Fioritura alle sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Fioritura alle sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Le sorgenti del Belbo
Foto Toni Farina
Oservazioni botaniche nella Riserva Sorgenti Belbo
Foto Toni Farina
Dactylorhiza maculata
Foto Toni Farina
Ophrys holosericea
Foto Toni Farina
Aceras antropophorum
Foto Toni Farina

La definizione è dell'insigne botanico Vignolo-Lutati. Parole a cavallo tra scienza e poesia, appropriate per quest'angolo estremo di Langa, così poco langarolo per via della cospicua presenza d'acqua.
La zona delle sorgenti, unica zona umida di una certa rilevanza fra queste colline, è tutelata dall'omonima riserva naturale. Il Belbo prende corpo dagli apporti dei rivoli che drenano i fianchi delle colline e si impantanano nelle fini argille accumulate del fondovalle o al piede dei versanti. Si origina in questo modo una serie di fitti alneti alternati a radure a carici e prati umidi, bordate dalle chiome globose ed argentate dei salici cinerei. In questo biotopo acquitrinoso vivono vere e proprie rarità botaniche, come la carice Carex hartmanii, affiancata a un buon numero di orchidee legate ad ambienti umidi (Dactylorhiza incarnata, D. fistulosa, Orchis laxiflora, Epipactis palustris) e piccole colonie di piante tipiche delle torbiere alpine come i pennacchi (Eriophorum latifolium). Altre specie montane si incontrano sotto le volte dei settori più freschi del bosco insieme a un contingente di specie come Scilla italica, il cui areale è limitato all'Appennino ligure e poche altre stazioni in Piemonte.
Le caratteristiche di altopiano circondato da deboli ondulazioni e poco sfruttato dall'uomo si spingono anche all'esterno della riserva, almeno fino oltre Bragioli e permettono altri punti "caldi" della biodiversità come il bosco di Chiesagrande, a Camerana, biotopo di interesse regionale per la presenza nel sottobosco di specie ormai scomparse nei nostri querceti, come Blechnum spicant e Lathrea squamarla. Notevole anche l'area umida del Rio Ritoretto, in Comune di Sale San Giovanni, raggiungibile solo dall'alto dal gran bosco della Pallarea.
Scendendo verso San Benedetto la valle si fa più profonda, assumendo le caratteristiche tipiche della morfologia modellata dalle imponenti spinte che hanno inclinato la regolare sequenza di marne e arenarie delle Langhe. Sui pendii terrazzati e assolati che digradano da Mombarcaro si dispiega il ricco corteggio della flora tipica delle Langhe, con specie di ambienti secchi e quasi steppici con piante mediterranee, mentre nei più radi boschi si trovano esemplari di cerrosughera (Quercus crenata), raro ibrido tra il cerro e la sughera, facilmente riconoscibile in inverno per le sue foglie sempreverdi.
Sul fondovalle il Belbo scorre in un mosaico di prati, a volte ancora umidi e ricchi di orchidee, e ampi appezzamenti coltivati a seminativo. È questo il territorio del "Consorzio per la valorizzazione e tutela della Patata dell'Alta Valle Belbo", costituito a Mombarcaro nel 1998 e ormai realtà conosciuta a livello nazionale. La matrice limo-argillosa dei terreni favorisce il giusto tenore di umidità di questa coltura che viene praticata ancora con ritmi rispettosi della biodiversità dell'ambiente circostante, raggruppando attualmente una decina circa di soci produttori.
Il torrente scorre tra rive circondate da una cintura continua di ontani, in un letto di ciottoli di arenaria ricoperti di folti muschi acquatici, regno del noto gambero d'acqua dolce del Belbo e della sanguinerola, specie ittica di acque fresche montane. Grazie ad altre specie non comuni tra i molluschi d'acqua dolce e le libellule, a San Benedetto il torrente è segnalato come biotopo di importanza regionale.
Nelle intenzioni originali l'area protetta delle Sorgenti del Belbo doveva tutelare anche l'integrità di questo ecosistema fino a San Benedetto. Un'opportunità a suo tempo non colta: l'auspicio è che una frequentazione consapevole, e la maggiore consapevolezza locale del valore dei tesori di questa zona, possa portare a un ripensamento.
Natura, paesaggio, agricoltura tradizionale e letteratura: sono questi gli elementi inscindibili per la promozione di questo incantevole territorio.

Visitare la Riserva naturale delle Sorgenti Belbo

Nel parco informati

Ente di Gestione del parco Naturale del Marguareis
Via S.Anna 24, Chiusa Pesio (CN)
Tel. 0171 734021
www.parcomarguareis.it

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