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Specie esotiche invasive, nuove regole per contrastare la diffusione

Nuovi vincoli e nuove sanzioni per contrastare l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. Lo stabilisce un recente Decreto nazionale di adeguamento al Regolamento europeo. Anche le Regioni dovranno fare la loro parte.

  • di Matteo Massara
  • Venerdì, 9 Marzo 2018
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Senecio inaequidens fiore Pont St. Martin Senecio inaequidens fiore Pont St. Martin

Una specie, quando è introdotta in un territorio diverso da quello di origine è definita come specie esotica (o aliena /alloctona). Alcune specie esotiche una volta introdotte nel nuovo territorio possono sviluppare un comportamento invasivo e a colonizzare gli ecosistemi naturali presenti e a soppiantare le specie autoctone determinando una riduzione del livello di biodiversità oltre che impatti su agricoltura, manufatti, salute pubblica ed economia.
Nel 1992 la Convenzione sulla Biodiversità di Rio ha identificato nella diffusione di specie esotiche una delle principali cause di perdita di biodiversità sulla Terra. Da allora sono diversi gli studi e le ricerche che hanno evidenziato quali specie sono maggiormente pericolose e quali sono le metodologie più idonee di contrasto e contenimento. Ci sono tuttavia voluti diversi anni dalla Convenzione di Rio affinché venissero approvati, nel contesto italiano ed europeo, adeguati strumenti normativi per la gestione, il contrasto e la regolamentazione di tale problematica.
Un primo importante passo è stato fatto con l'approvazione del Regolamento Europeo n. 1143/2014 che mira a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. L'elemento centrale del Regolamento è la lista di specie invasive di rilevanza unionale per le quali il testo impone misure particolarmente stringenti, tra le quali il bando delle importazioni e del commercio, divieto di possesso, riproduzione, trasporto, utilizzo e rilascio in natura.

Anche l'Italia si è adeguata alla normativa europea

Recentemente il Governo italiano ha effettuato un ulteriore passo avanti e ha approvato il Decreto Legislativo n. 230/2017 di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento Europeo. Il provvedimento riprende i principi e la struttura del Regolamento Europeo e stabilisce un insieme di vincoli, misure e strumenti per contrastare l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche e prevede norme e sanzioni per la violazione delle disposizioni sia del Regolamento Europeo che del Decreto nazionale.
Così come il Regolamento Europeo è basato su un elenco di specie di rilevanza unionale, anche il Decreto Legislativo prevede l'approvazione entro 18 mesi di un elenco delle specie esotiche di rilevanza nazionale (art. 5). Per tutte le specie comprese nell'elenco unionale e nazionale, il Decreto prevede divieti (e relative sanzioni) per: l'introduzione, la detenzione, l'allevamento e/o la coltivazione, il trasporto, la vendita, l'utilizzo e il rilascio nell'ambiente.
Sono inoltre previsti sistemi di controllo all'importazione delle specie e sistemi di sorveglianza del territorio nazionale, coordinate dal Ministero dell'Ambiente, al fine di rilevare precocemente la comparsa delle specie invasive ed attuare idonee e efficaci misure di eradicazione rapida (art. 18 e 19).

Il ruolo delle Regioni

La gestione dei sistemi di sorveglianza e monitoraggio e l'applicazione delle misure di eradicazione rapida a livello locale sono a carico delle Regioni e delle aree protette nazionali che devono inoltre assicurare che l'eliminazione della popolazione di specie esotica invasiva sia "completa e permanente", garantendo interventi rapidi ed efficaci.
Per quanto riguarda invece le specie esotiche invasive degli elenchi unionali e nazionali che al momento dell'approvazione del Decreto presentano già un'ampia diffusione sul territorio nazionale, spetta al Ministero dell'Ambiente stabilire le misure di gestione in modo da renderne minimi gli effetti mentre l'applicazione delle misure di gestione a livello locale spetta alle Regioni e alle aree protette nazionali che ".....devono svolgere le attività con le risorse disponibili a legislazione vigente nei propri bilanci....".

Concluse le operazioni di eradicazione rapida delle specie di nuova segnalazione o di gestione delle specie ampiamente diffuse, le Regioni sono tenute, previo parere ministeriale e di un favorevole rapporto costi-benefici, ad adottare ".... appropriate misure di ripristino per favorire la ricostituzione di un ecosistema che é stato degradato, danneggiato o distrutto da esemplari di specie esotiche invasive...." .

Le sanzioni previste dalla normativa

Molto importante è infine l'articolo 25 che definisce un insieme di sanzioni per le violazioni ai suddetti obblighi e divieti che sono a carico delle persone fisiche o giuridiche responsabili dell'introduzione e diffusione sul territorio delle specie esotiche invasive.
A livello piemontese da alcuni anni è attivo un Gruppo regionale che si occupa delle problematiche determinate dalle specie esotiche vegetali invasive e che definisce le più idonee misure di prevenzione/gestione/lotta e contenimento da applicare sul territorio regionale. Uno dei risultati raggiunti dal Gruppo regionale è stata la redazione degli elenchi regionali (Black List) che determinano o che possono determinare particolari criticità (ultimo aggiornamento DGR del 12 Giugno 2017, n. 33-5174 )
Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro intende contribuire alla redazione della lista delle specie esotiche di rilevanza nazionale previsto dall'art. 5 del Decreto Legislativo in modo che le specie che determinano maggiori criticità sul territorio piemontese siano comprese nelle misure di contrasto previste dal Decreto Legislativo.
Per maggiori informazioni sull'argomento è scaricabile, gratuitamente, lo speciale di Piemonte Parchi 'Piante esotiche invasive' (http://www.piemonteparchi.it/cms/images/pubblicazioni/opuscolo_piante_esotiche_invasive_2017_dinamico.pdf)


*Matteo Massara, naturalista, è dipendente del settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte

 

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