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Quel fantasma del Barbagianni

Possiamo considerarci davvero fortunati se vediamo planare sopra le nostre teste questo silenzioso "fantasma" della notte, perchè la sua presenza è sempre più rara.

  • Paola Viviana Trovò
  • Ottobre2022
  • Martedì, 11 Ottobre 2022
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Foto F. Lorenzini  Foto F. Lorenzini

 

Il barbagianni (Tyto alba alba) è rapace notturno sedentario, non migratore, che svolge un ruolo importante anche in agricoltura perché, essendo un predatore, si nutre principalmente di piccoli mammiferi, come ratti, topi, arvicole e talpe che costituiscono la sua dieta base. Altre prede in aggiunta sono rane, grossi insetti, lucertole, serpenti e piccoli uccelli. Gli adulti mangiano fino a tre topi al giorno, quantità che aumenta durante l'allevamento dei piccoli. Come altri rapaci anche il barbagianni inghiotte le proprie prede intere, rigurgitando successivamente gli scarti, pelo, ossa ed esoscheletri degli insetti, sotto forma di "palline": le borre.

Se la caccia notturna non va a buon fine, lo si può osservare anche di giorno. Infatti ha un'ottima vista anche diurna, con un ampio capo visivo ampliato dalla capacità di ruotare la testa fino a 270° ma, soprattutto, ha un  udito eccezionale che lo rende un cacciatore notturno formidabile, insieme al suo volo silenzioso che consente di sorprendere le prede. Fra gli uccelli, il barbagianni è infatti quello con il volo più silenzioso di tutti perché ha un corpo piccolo rispetto a una grande apertura alare. La sua presenza è particolarmente favorita da grandi aree aperte con presenza di corsi d'acqua ed aree ecotonali, luoghi prediletti per la caccia.

Il fatto che sia un super predatore di micro-mammiferi dovrebbe essere una garanzia per la sua tutela ma, purtroppo, non è così.

Cosa minaccia il barbagianni

Il barbagianni in natura ha pochi predatori. Possono essere ricondotti principalmente a ermellini, serpenti, e gufi reali. Il suo fattore limitante naturale principale è quindi influenzato dalla presenza di habitat idonei per cacciare e riprodursi e dalla disponibilità alimentare. Infatti le popolazioni sono soggette a sensibili fluttuazioni del successo riproduttivo, più o meno regolari, in relazione della disponibilità locale di micro-mammiferi.

Eppure la popolazione del barbagianni in Europa e in Italia è in declino e in alcune aree, come la Pianura Padana, si hanno avuto riduzioni della popolazione fino all'80% negli ultimi 20 anni (fonte IUCN Italia).

Il declino è dovuto principalmente all'uso di prodotti fitosanitari, prima di tutto rodenticidi anticoagulanti di "seconda generazione" che hanno un elevato rischio di avvelenamento secondario. A tal proposito è interessante il progetto dell'associazione Burchvif, seguito in collaborazione con Novara BW, che cerca di favorire altre misure per la riduzione dei roditori o, se proprio indispensabile, l'uso di rodenticidi di prima generazione meno impattanti, e l'installazione di nidi artificiali. Tali iniziative sono sicuramente da replicare su vasta scala.

Altri fattori che incidono sul declino del barbagianni sono le collisioni con i cavi aerei, il traffico veicolare che causa una elevata mortalità e, in generale, la pressione antropica: la mancanza o il disturbo dei siti di nidificazione, con la scomparsa delle vecchie case di campagna con ampi sottotetti, sono importanti cause indirette del declino della specie.

Se originariamente i barbagianni occupavano le grasse cavità di alberi e rocce, oggi (a causa della scomparsa di habitat naturale) con l'espansione dell'agricoltura hanno iniziato a sfruttare le condizioni sinantropiche per la nidificazione, utilizzano cascinali, silos, fienili, ruderi, soffitti e travi di vecchi edifici che vengono assunti come rifugio e base per il nido, che non sarà mai veramente "costruito" ma fungerà stabilmente da luogo di riparo.
I barbagianni però, oltre a essere stanziali, sono anche abitudinari: per questo una ristrutturazione di un sottotetto può rappresentare un grave problema.

Fortunatamente, in condizioni favorevoli, questa specie riuscirebbe a recuperare anche perché, in periodi di abbondanza di prede, può riprodursi più di una volta all'anno e le sue nidiate possono arrivare sino a 9 pulli.

Come aiutare il rapace?

Primo consiglio, non usare rodenticidi, ovvero pesticidi usato per uccidere o attenuare la presenza di roditori: un accorgimento che andrà a favore anche di altri animali.

Poi, avendo a disposizione un luogo adeguato, è utile costruire un nido idoneo a accogliere il Barbagianni. Le indicazioni per costruirlo (in lingua inglese) si possono trovare sul sito dell'associazione The Barn Owl Trust che si occupa della conservazione della specie nel Regno Unito.

Curiosità sulla specie

I barbagianni, come altri uccelli e a differenza dei mammiferi, mantengono inalterato il loro senso dell'udito nonostante il tempo che passa. Come noi rimarginiamo le ferite, loro possono rigenerare le cellule sensoriali dell'orecchio interno.

Tutela legislativa

Il Barbagianni è una specie rigorosamente protetta, ai sensi della Convenzione di Berna, Allegato II e specie particolarmente protetta ai sensi della Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, art. 2.

 

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