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Storia di un pappagallo disabile

Anche gli animali possono avere delle disabilità e possono superarle nel migliore dei modi. Questa è la storia di Bruce, un pappagallo senza becco che ha conquistato gli onori delle cronache (e non solo). 

  • Alessandra Fassio
  • Gennaio 2022
  • Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Nella foto, esemplare di pappagallo kea | Credit Pixabay Nella foto, esemplare di pappagallo kea | Credit Pixabay

 

Bruce (Nestor notabilis), conosciuto come kea, o pappagallo di montagna, è diffuso in Nuova Zelanda, particolarmente sulle vette dell'Isola del Sud. Ha una taglia appena inferiore ai 50 cm, per un chilogrammo scarso di peso. E' caratterizzato da un becco molto lungo, con un ramo superiore nero e appuntito ed uno inferiore molto più corto e di colore arancione scuro. Il piumaggio si presenta a prima vista squamoso a causa della colorazione verde ma bordata di nero delle piume. È caratterizzato da una lingua dentellata che gli consente di estrarre agevolmente il nettare dai fiori, che è il suo cibo preferito durante l'estate. Durante l'inverno l'assenza dei fiori induce questo strano pappagallo a diventare persino carnivoro. Questo pappagallo è un buon volatore, ma tende a trascorrere sul terreno la maggior parte del suo tempo, dove è in grado di spostarsi velocemente grazie alle zampe robuste, con una curiosa andatura a sobbalzi. Durante la bella stagione vive tra i 1200 e i 2000 metri di altitudine, sulle montagne della Nuova Zelanda meridionale la cui conformazione, particolarmente impervia, gli consente di vivere in un habitat piuttosto tranquillo: tra cascate, gole, orridi, torrenti impetuosi e fianchi scoscesi dove si sviluppano i faggi antartici, il kea trova numerosi rifugi tra i dirupi e le numerosissime cavità naturali che favoriscono la nidificazione, e dove soprattutto non viene disturbato dall'uomo. D'inverno poi, a causa della scarsità di cibo, l'uccello scende di quota. Il nestore è un pappagallo piuttosto socievole ed i branchi appaiono estremamente uniti, tanto che se uno dei componenti è ferito o in difficoltà, i compagni gli svolazzano intorno gridando nel tentativo di proteggerlo e favorirne la fuga. Questo pappagallo dà confidenza all'uomo, tanto da spingersi sovente ad intrufolarsi nelle case e nelle baite: spesso gruppi di nestori si avvicinano alle località turistiche in cerca di cibo, fino ad introdursi sfacciatamente in campeggi e parcheggi.

Un pappagallo kea senza becco

Nel 2013 un giovane ricercatore ha trovato Bruce senza la metà superiore del becco. Molto probabilmente la lesione è stata provocata da un incidente con una trappola posizionata per catturare ratti e altri mammiferi invasivi della zona. È stato portato al South Island Wildlife Hospital, dove è stato curato e ora vive in una grande voliera presso la Willowbank Wildlife Reserve. È qui che gli scienziati hanno osservato come Bruce affrontava la propria disabilità utilizzando piccoli strumenti. Sebbene i custodi somministrino a Bruce cibi morbidi che possono essere mangiati senza il becco superiore, lui ha anche imparato a mangiare cibi più duri premendoli contro oggetti. Inoltre pulisce il proprio piumaggio usando una sottile pietra, scelta appositamente.

Un gruppo di ricercatori neozelandesi ha dimostrato, quindi, in uno studio la straordinaria capacità di usare strumenti e l'abilità nella risoluzione di problemi.

Bruce e il problem solving

Bruce supera la propria disabilità adoperando uno strumento che può manipolare tenendolo tra la lingua e la mandibola inferiore. Dal punto di vista scientifico ciò che è stato osservato in questo particolare pappagallo è importantissimo perchè è un passo in più per comprendere i meccanismi cognitivi delle altre specie che potrebbero aiutarci a capire meglio anche l'evoluzione dell'intelligenza in noi, Homo sapiens.
Diverse prove sono state svolte con altri 12 kea presenti nella voliera, che non solo non utilizzavano le pietre per pulirsi, ma interagivano con oggetti di forme e grandezze diverse rispetto agli strumenti scelti dal nostro pappagallo senza becco. Un comportamento veramente raro dimostrato da Bruce che è un'ulteriore prova della grande flessibilità dei kea nelle abilità di risoluzione dei problemi.

Per il 90% delle volte Bruce ha preso una pietra l'ha usata come strumento per la pulitura del piumaggio; per 95%, quando il pappagallo ha lasciato la pietra, l'ha recuperata o cambiata per continuare a pulirsi.
Le pietre non erano scelte a caso ma selezionate con una specifica dimensione, adatte al compito da svolgere. Bruce ha selezionato ciottoli di una dimensione specifica per pavoneggiarsi anzichè campionare casualmente i ciottoli disponibili nel suo ambiente. Nei pappagalli domestici esistono esempi sull'uso di strumenti di auto-cura, ma è molto rara in natura e questa è la prima volta che viene osservata in un kea ed è anche la prima osservazione scientifica di un pappagallo che usa un sassolino per prendersi cura di sé. Le prove effettuate hanno messo in evidenza l'intelligenza di questa specie di pappagalli alpini. Il comportamento di Bruce era coerente e ripetuto, e quindi è considerato intenzionale e innovativo. 

Le incredibili capacità mostrate da Bruce dimostrano non solo che le abilità cognitive dei kea e dei pappagalli in generale sono straordinarie, ma anche che l'utilizzo innovativo di strumenti può dipendere anche dalle necessità ecologiche dell'individuo. Quasi certamente Bruce non avrebbe mai iniziato a utilizzare i sassolini se non avesse perso parte del becco, ed è questo forse il dato più interessante che emerge da questo studio.

 

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