Il teatro della natura
Eccola: sembra volare senza toccare il terreno, il suo movimento è elegante, leggero, un dolce volteggio ondulato. Poi, stanca del continuo movimento, si quieta e si ferma. Si guarda attorno, poi accenna a un passo di corsa. Ecco spuntare dietro a lei un secondo ballerino. È giovane, e segue le movenze dell'adulto, sembra quasi corrergli dietro. Parrebbe di essere a teatro, durante una danza, in cui viene rappresentato un tema primaverile. Invece, i coprotagonisti di questo spettacolo siamo noi, seduti non in poltrona, ma su un'asciutta roccia, in mezzo a una prateria. Il palcoscenico si sviluppa tutto attorno a noi, anzi, siamo proprio vicino al suo centro, e chi ci volteggia attorno è un uccellino che, grazie al suo curioso nome, ci ha indotto nella nostra mente l'idea del teatro. Si tratta, infatti, della Ballerina bianca (Motacilla Alba, L.).
Giovani e adulti
La Ballerina bianca è lunga circa 18 centimetri, con una apertura alare di 25-30 centimetri. Presenta un disegno alternato bianco e nero sul capo, mentre il dorso appare grigio e il ventre chiaro. Sulle ali sono presenti delle striature alternate chiare e scure, così come sulla coda. Il giovane, di corporatura più minuta, non ha ancora sviluppato la tipica colorazione nera, e appare più marroncino-grigio. Questo passeriforme si nutre di insetti, ragni e piccoli molluschi. Il periodo riproduttivo coincide con la primavera. La femmina depone mediamente cinque o sei uova. La cova dura circa due settimane, in seguito, per altre due settimane, i genitori si occupano dei pulcini.
Il giovane segue l'adulto, impara come muoversi nell'ambiente. Noi abbiamo avuto l'opportunità di osservare da vicino quest'azione, un ripetersi ciclico di un gesto millenario. Aspettiamo con calma che i danzatori si allontanino verso nuove esibizioni, poi, con altrettanta tranquillità, riprendiamo la nostra via.
