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Camuffarsi per sopravvivere

C'è una scena esilerante del film della Pantera Rosa nella quale l'ispettore Clouseau si muove lungo una parete a strisce verticali chiare e scure, ruotando sul ventre e sulla schiena grazie al suo abito bi-colore e passando assolutamente inosservato, almeno apparentemente. L'attento ispettore non fa altro che utilizzare un adattamento che si è diffuso in molti animali e viene comunemente chiamato mimetismo criptico o di camuffamento. Molte specie infatti, per sfuggire ai predatori o, al contrario, per sorprendere le loro prede, si confondono perfettamente con l'ambiente che li circonda, nascondendosi alla vista. Sono infiniti i camuffamenti presenti in natura, con cui gli animali hanno adattato la forma del loro corpo all'ambiente circostante: ad esempio l'insetto stecco, che da fermo è impossibile distinguere dai rametti secchi.

  • Stefano Camanni
  • maggio 2010
  • Mercoledì, 12 Maggio 2010
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Ci sono poi animali che durante la loro vita hanno un colore mimetico che li rende quasi invisibili nell'ambiente. Pensiamo soltanto ai gechi, che nelle sere d'estate stanno immobili sui muri di pietre delle case in attesa di un insetto di cui nutrirsi, oppure alla seppia, che adagiata sul fondale sabbioso del mare diventa irriconoscibile, o ancora al bellissimo cavalluccio pigmeo dell'Oceano Pacifico, la cui pelle colorata di rosa-viola con grosse verruche rosse lo rende assolutamente "invisibile" sui coralli dove vive.
Molti altri animali cambiano invece la loro colorazione.
Basta pensare alle nostre Alpi dove l'ermellino, la lepre variabile e la pernice bianca si sono perfettamente adattati all'ambiente estremo: durante l'inverno, quando le montagne sono ricoperte di neve, il pelo e le piume di questi animali diventano del tutto bianchi in modo da mimetizzarsi con la neve; quando arriva la primavera il bianco si trasforma in colori più vicini al marrone e al grigio, in modo da confondersi con le rocce e il terreno. Ma forse l'esempio più eclatante è quello del camaleonte, la cui pelle è in grado di modificare il proprio colore anche nel giro di pochi secondi, in modo da passare inosservato negli ambienti che man mano attraversa.
Cambio maschera
Il camaleonte riesce a cambiare rapidamente il suo colore, meccanismo che sembra controllato dal sistema nervoso, grazie allo strato esterno della sua pelle che è trasparente. Al di sotto si trovano due strati di cellule che contengono pigmenti colorati. Ancora più in profondità si trovano cellule in grado di riflettere la luce e fare apparire via via diversi i colori superficiali. Le cellule possono di volta in volta diventare più piccole o espandersi, esaltando alcuni colori più di altri.
Che colore ha il tuo uovo?
Non sono soltanto il piumaggio, la pelle o il pelo degli animali a mimetizzarsi con l'ambiente, ma anche ad esempio le uova degli uccelli. Le sterne o i corrieri nidificano sui greti dei fiumi e depongono le loro uova direttamente a terra, senza costruire un vero e proprio nido. Per evitare l'attacco dei predatori le uova assumono una colorazione molto simile ai sassi che le circondano, tanto che può capitare di passarci a fianco senza accorgersene.
Una storia fantastica
C'è un caso di mimetismo che è diventato un esempio classico di evoluzione. In Inghilterra una piccola farfalla, la Biston betularia, si mimetizzava perfettamente sui tronchi chiari delle piante grazie alla sua colorazione. Solo poche farfalle erano scure e venivano catturate più facilmente dai predatori. Con l'avvento della rivoluzione industriale, che iniziò a colorare di fuliggine nera le piante, le poche farfalle scure diventarono quelle più mimetiche e in pochi anni sparirono quasi del tutto quelle chiare. Solo più recentemente, con l'introduzione dei filtri e dei depuratori, sono tornate a vedersi facilmente anche quelle bianche.

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