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Cos’è la convergenza evolutiva?

Così uguali, così diversi: nonostante appartengano a gruppi sistematici diversi, piante e animali convergono utilizzando le stesse strategie di adattamento funzionali e ambientali.

  • Testo e foto di Federico Crovetto
  • Maggio 2023
  • Lunedì, 29 Maggio 2023
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Gli insetti e lo sviluppo delle zampe raptatorie - Foto F. Crovetto Gli insetti e lo sviluppo delle zampe raptatorie - Foto F. Crovetto

La convergenza evolutiva è quel fenomeno per cui animali o piante facenti parte di gruppi sistematici differenti, usano lo stesso adattamento per ottenere una determinata funzione o sopravvivere in un determinato ambiente.

Vi sono diversi grandi esempi, come il caso delle piante grasse.
La maggior parte delle specie di piante che vivono in zone desertiche e quindi con precipitazioni scarsissime, hanno sviluppato caratteristiche morfologiche comuni, come spine al posto delle foglie per diminuire la dispersione di acqua e corpi carnosi per immagazzinarne il più possibile: è il caso delle Cactaceae e delle Euphorbiaceae, famiglie differenti, morfologia identica.

Un caso ancor più banale è lo sviluppo di ali per lo spostamento aereo; qui addirittura l'adattamento ha interessato classi animali differenti, come la classe degli insetti, dei mammiferi (rappresentati dai chirotteri) e la classe degli uccelli.
Cambiando elemento, se ci spostiamo in acqua, qui la convergenza non solo ha interessato i pesci ed i cetacei (mammiferi) con lo sviluppo di pinne, ma anche gli uccelli come i pinguini, che hanno perso totalmente la capacità di volare, a favore di una morfologia corporea idrodinamica e delle ali atte al nuoto.
Se esploriamo il micromondo scopriamo che anche qui il fenomeno è ricorrente, ne sono un esempio i millepiedi del genere Glomerys sp. che hanno la stessa identica morfologia dei, volgarmente chiamati, porcellini di terra, che sono invece dei crostacei. Diventa spesso molto difficile distinguerli per chi non è avvezzo a queste osservazioni.

Un caso, sempre legato agli artropodi, è qullo dello sviluppo delle zampe raptatorie.
Le zampe raptatorie hanno il semplice scopo di catturare la preda, è quindi una caratteristica che hanno sviluppato i predatori. L'insetto maggiormente conosciuto che presenta questa struttura anatomica è senza dubbio la mantide. Tutte le specie di mantidi hanno il primo paio di zampe con questa funzione.
Come loro però vi sono anche altri animali evolutisi allo stesso modo, è il caso ad esempio dello scorpione d'acqua. Come si capisce già dal termine usato vive in acqua ma, nonostante il suo nome comune, non ha niente a che spartire con gli scorpioni, bensì è un insetto della famiglia dei Nepidae; erroneamente venne chiamato scorpione per la presenza di un appendice posteriore che in realtà non è altro che un sifone, atto alla respirazione sott'acqua, proprio come un boccaglio.

Un altro animale dotato di zampe raptatorie è la Phymata sp. genere appartenente all'ordine degli Emitteri, come lo scorpione d'acqua. Di dimensioni ridotte, non raggiungendo nemmeno un centimetro di lunghezza, la possiamo osservare in zone prative, in prossimità di fiori, dove attende la sua preda, anche ben più grande di lei, pronta a fare un balzo e a catturarla con le sue incredibili zampe anteriori.

 

Esempio di zampe raptatorie nella Mantide Religiosa
Lo scorpione e le zampe raptatorie

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