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L’Oasi ornitologica di Sant’Albano Stura

Un nuovo video di Gianni Valente, collaboratore della nostra rivista, ci dà occasione di tornare a parlare di un piccolo paese del pianalto cuneese che punta a uno sviluppo sostenibile valorizzando l'Oasi ornitologica di sua proprietà, frutto di un accordo tra interesse pubblico e privato, e conosciuta come 'Oasi della Madonnina'

  • Aldo Molino
  • marzo 2010
  • Martedì, 30 Marzo 2010
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 Cormorano in volo. Foto Pixabay Cormorano in volo. Foto Pixabay

Vista da lontano, ricorda le torri delle fortificazioni romane ai confini dell'impero, così come racconta la finzione cinematografica, con paludi e brume che si innalzano inquietanti dal velo d'acqua. Una volta salite le scale che ancora odorano del buon profumo del legno ecco la sorpresa: il colpo d'occhio sui laghi è straordinario, una coppia di giovani svassi manovra incurante della nostra presenza proprio sotto di noi, un airone bianco maggiore apre le sue ali nel cielo, così vicino da percepire il vibrare dell'aria.

I legionari romani sono presto dimenticati e messa mano al binocolo può iniziare un'emozionante e appassionata "caccia". Ecco un cormorano in posizione ieratica sul suo trespolo, più in là un movimentato gruppo di paperette: si tratta di alzavole, ci spiega una delle guide. E poi ancora la canapiglia, la volpoca, la moretta, il codone, il fistione turco, tutte anatre, ma ci sono anche limicoli come la pittima reale e ardeidi come il raro tarabuso. Occasionalmente compaiono anche autentiche rarità come l'oca delle nevi. Sono 199 le specie la cui presenza è stata finora accertata.

La storia dell'Oasi naturalistica

L'altana, situata sull'istmo tra i due stagni principali è l'ultima, per ora, delle realizzazioni dell'Oasi naturalistica della Madonnina di Sant'Albano Stura in provincia di Cuneo.
Nata a metà degli anni Novanta del Novecento, la riserva è frutto della collaborazione tra amministrazione comunale, iniziativa privata e volontariato. Si tratta infatti di una cava di pietrisco che una volta esaurita (lo strato utile commercialmente ha una potenza di soli pochi metri) dovendo comunque per legge essere ripristinata è stata rinaturalizzata rimodellando le sponde e adattata alle esigenze dell'avifauna.

L'area che ha una superficie di trecentomila mq (30 ettari)è stata donata al comune dalla proprietà, la ditta Unical (Gruppo Buzzi Unicem), subentrata nella coltivazione delle cave ancora attive alla F.lli Napoli. Una zona umida di origine artificiale che è diventata in poco tempo una delle più importanti del Piemonte tanto da essere inclusa nella direttiva Habitat della UE e classificata come ZPS ed entrata nel novero delle aree protette regionali come estensione del Parco Fluviale Gesso Stura.

La Stura di cui parliamo è quella di Demonte che scende dal Colle della Maddalena, bagna Cuneo e poi incide il pianalto prima di confluire nel Tanaro a Cherasco. La gestione dell'Oasi è per ora affidata all'Associazione di volontari "La Madonnina", che è l'appellativo con cui è familiarmente indicata da quelli di Sant'Albano Nostra signora del Pilone, una chiesetta di campagna situata ai margini della strada che scende al greto della Stura e tradizionale luogo di scampagnate e matrimoni.
Sant'Albano, il Comune dell'oasi, si trova non lontano da Fossano in prossimità di antiche vie di comunicazioni romane (Benevagienna, l'Augusta dei Bagienni è situata pochi chilometri più a nord).

Circa l'origine del toponimo il dibattito è ancora aperto: Albano oscuro martire della legione tebea o Albano primo martire cristiano in terra d'Inghilterra? Dal centro del paese, un percorso guidato conduce all'area naturale e al greto della Stura. Si tratta di un anello percorribile con tutta tranquillità in un paio d'ore di cammino, segnalato e dotato di bacheche informative che raccontano delle principali emergenze naturalistiche della zona.

Zona di passaggio per le specie migratorie

Apprendiamo così che gli uccelli utilizzano per orientarsi oltre che il campo magnetico terrestre anche le stelle i profumi e gli odori dei luoghi che conoscono e che sono in grado di trovare anno dopo anno. La principale direttrice migratoria che va dall'Europa settentrionale ai paesi caldi del sud segue una rotta nord/est sud/ovest, che nel Piemonte meridionale coincide con l'orientamento del Fiume Stura che viene così a costituire un'autentica autostrada utilizzata da migliaia di uccelli durante la migrazione. E lungo questo percorso arriva d'estate a nidificare il più affascinante ed esotico uccello della fauna piemontese: il coloratissimo gruccione.

Oltre agli stagni e ai canali artificiali, ci sono anche risorgive naturali, habitat di interessanti piante acquatiche dove ancora si può rinvenire quel curioso pesce primitivo che assomiglia tanto a un grosso verme che è la lampreda, un tempo componente obbligata delle fritture di fiume e oggi quasi scomparsa per via delle alterazioni ambientali e dell'inquinamento.
L'oasi vera e propria è recintata, normalmente è aperta la domenica, un'altana esterna consente comunque di sbirciare all'interno.
E mentre ci allontaniamo uno dei volontari responsabili ci spiega altri progetti: un museo del territorio in paese e l'intenzione di realizzare un'area faunistica per la lontra. Il mustelide più raro e a maggior rischio di estinzione che nel secolo scorso in queste zone era sicuramente presente.

Informazioni: l'Oasi si trova nel Comune di S. Albano Stura sulla sponda destra del fiume. Il casello autostradale più prossimo dell'autostrda TO-SV è quello di Fossano. Comune di S. Albano Stura: tel. 0172 67142; Associazione Naturalistica "La Madonnina", tel.338 7683132.
L'Oasi è visitabile gratuitamente il sabato e la domenica. Negli altri giorni ci si può rivolgere all'associazione. Chiusa nel periodo di attività venatoria.

Sito internet con informazioni aggiorante: www.oasimadonnina.eu


Il video di Gianni Valente

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