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Un fundraising per le orchidee del Piemonte

L'Atlante al riconoscimento delle orchidee del Piemonte sintetizza decenni di indagini, consultazioni bibliografiche, disamine di fogli d'erbario confluite in uno sforzo di raccolta, informatizzazione e revisione critica di oltre 16.000 dati, confluiti nella Banca Dati Regionale. Uno lavoro premiato dalla disponibilità di appassionati e interessati che hanno deciso di investire nella stampa del volume

  • di Amalita Isaja, Lorenzo Dotti, Daniela Bombonati
  • Febbraio 2018
  • Venerdì, 23 Febbraio 2018
  • Stampa
Un fundraising per le orchidee del Piemonte
Da sinistra: Dactylorhiza savogiensis e Ophrys apifera
Illustrazioni tratte dal volume 'Le orchidee del Piemonte'
Da sinistra: Ophrys apifera e Orchis purpurea
Illustrazioni tratte dal volume 'Le orchidee del Piemonte'

E' uscita a luglio 2017, edita da Edizioni Boreali, giovane casa editrice monferrina, la guida-atlante delle Orchidee piemontesi, opera a cui si lavorava da molti anni con grande passione. Tra le tante famiglie vegetall, quelle delle Orchidacee occupa un posto speciale sia nell'immaginario e nella cultura popolare, sia nell'interesse scientifico, già a partire dal nome attribuitole per la forma dei rizotuberi, due tubercoli ovoidi del tutto simili a testicoli.

L'interesse per le Orchidacee si perde nella notte dei tempi

Scienziati e medici, a partire da Plinio il Vecchio (23 – 79 a.C.), ispirati da quell'aspetto attribuirono loro poteri magici e afrodisiaci. Il meccanismo di riproduzione, legato alle forme e ai colori affascinanti e insoliti dei fiori, rimase misterioso fino a che Charles Darwin tra i primi ne intuì il legame con gli insetti, pubblicando nel 1862 uno studio determinante dal titolo: "I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti".

Il grande motore dell'interesse per le orchidee successivamente divenne di natura economica e rivolto verso le specie tropicali, portando alla "caccia alle orchidee" che generò e tuttora genera un colossale giro d'affari. Tuttavia anche le più modeste ma non meno attraenti e interessanti orchidee spontanee delle nostre latitudini esercitarono un grande fascino sui botanici e gli appassionati, passione che è via via cresciuta e affinata nella ricerca condotta sul campo e nei dibattiti tra sistematici.

Gli ultimi studi sulle orchidee

Gli studi e le ricerche riguardanti questa meravigliosa famiglia soprattutto negli ultimi vent'anni hanno portato a una maggiore conoscenza: è stato determinato un numero crescente di entità, ad oggi oltre 230 in Italia.
Se il paradiso delle orchidee italiane è localizzato in Puglia e nel Meridione in generale, il Piemonte, con le 84 entità finora conosciute, si rivela un territorio ricco di habitat favorevoli alla presenza delle Orchidacee, e non potrebbe essere altrimenti vista la grande varietà ambientale che lo contraddistingue, dai pascoli alpini ai rilievi collinari interni fino alla fascia appenninica al confine con la Liguria, ondulate colline ricche di biodiversità in cui penetrano e fioriscono le specie mediterranee.

Un volume che sintetizza le precedenti pubblicazioni

Quest'opera, preceduta da altre guide a carattere locale (Guida alle orchidee spontanee delle Langhe di Cavallo O., Cavallo R., Dellapiana G., 1993 - Amici del Museo F. Eusebio, Alba; Le orchidee spontanee della valle di Susa di Isaja Amalita e Dotti Lorenzo, 2003 - Alzani Editore, Pinerolo; Le orchidee spontanee della Provincia di Asti a cura di Dotti Lorenzo, Isaja Amalita, 2010 - Comunecazione, Bra; Orchidee spontanee tra Marcarolo, la Val Lemme e il Piota" di Gola G., Martini E., 2010 - Sagep editori, Genova, nonché da innumerevoli articoli su riviste scientifiche), sintetizza decenni di indagini sul terreno da parte di botanici, floristi e semplici appassionati, consultazioni minuziose di bibliografie e disamine di fogli d'erbario – tra tutti il prezioso Herbarium Pedemontanum conservato all'Orto Botanico di Torino – e uno sforzo grandissimo di raccolta, informatizzazione e revisione critica di oltre 16.000 dati, confluiti nella Banca Dati Regionale, alla quali si è attinto secondo un ben preciso codice deontologico per arrivare alla redazione delle cartine su maglia 10 x 10 km che corredano il libro, redatte da Alberto Selvaggi e Daniela Bombonati, che offrono un'immediata lettura della presenza delle orchidee sul territorio regionale e della loro distribuzione storica.

A fianco dell'atlante distributivo si è scelto di offrire ai numerosi appassionati anche una guida al riconoscimento sul campo, che si avvale di chiavi di determinazione innovative, di un importante impianto iconografico composto dalle tavole originali ad acquerello di Lorenzo Dotti e da centinaia di fotografie scattate quasi esclusivamente in Piemonte. Sono infine proposti cinque itinerari di scoperta in alcuni siti tra i più ricchi di valori ambientali, paesaggistici e naturalistici della regione, che invitano i lettori ad un viaggio di scoperta non soltanto dedicato alle orchidee ma a un territorio straordinario talvolta poco conosciuto.

Com'è stata finanziata la pubblicazione

Autentica peculiarità del libro è il mezzo scelto dagli Autori e da Edizioni Boreali per sostenere economicamente i costi della stampa: forse per la prima volta un'opera scientifica e divulgativa può essere realizzata attraverso una raccolta pubblica di fondi con lo strumento del fundraising sulla piattaforma mondiale Kickstarter, cui hanno aderito 137 backers ai quali va il principale ringraziamento degli Autori.

Grazie anche alla Regione Piemonte, all'IPLA - all'Istituto Piante da Legno e Ambiente – ai coordinatori della Rete Floristica piemontese, ai numerosissimi appassionati che hanno aderito al Progetto Atlante Orchidee Piemontesi, agli esperti italiani e stranieri: ognuno, singolo o istituzione, ha dato un imprescindibile apporto a questo lavoro.
Come tutti gli Atlanti, sarà ben presto superato da nuove scoperte: tuttavia la sua uscita non solo arricchisce il ventaglio di pubblicazioni che riguardano le Orchidacee, ma vuole essere uno stimolo a immergersi nei tanti e diversificati ambienti di questa regione bellissima, a comprendere che le orchidee fanno parte di un sistema complesso di diversità biologica che pur essendo sotto i nostri occhi spesso non siamo in grado di vedere.

 

 

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