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Verso Téte du Cou, sull'antica mulattiera napoleonica della Valle d'Aosta

Gli antichi sentieri risalenti all'epoca napoleonica,che si snodano nelle valli alpine del Nord d'Italia, offrendo uno spaccato della storia militare e culturale di quel periodo, sono spesso immersi in paesaggi sorprendenti. Mantenuti nel tempo, oggi molti di essi sono stati riqualificati per l'escursionismo e per gli amanti del trekking. La valorizzazione di queste vie non solo preserva la storia militare, ma offre anche la possibilità di esplorare aree naturali emozionanti e di comprendere il patrimonio culturale delle regioni montane.

 

  • Testo e foto Alessandra Corrà
  • Dicembre 2024
  • Martedì, 7 Gennaio 2025
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La chiesetta della Borgata Verale La chiesetta della Borgata Verale

In Valle d'Aosta esiste un sentiero davvero speciale, sia dal punto di vista paesaggistico sia storico, che da Albard di Bard, sull'area del Monte Avic arriva a Tète du Cou, una sommità molto importante dove, a inizio del 1800, passarono i soldati di Napoleone.

Le tattiche di guerra, durante le campagne napoleoniche, nel secolo XIX, che prevedevano manovre rapide e sorprese strategiche, richiedevano una buona conoscenza della montagna e delle vie di comunicazione. Questo portò a un uso intensivo dei sentieri e delle strade minori, che spesso si rivelarono decisive nel corso delle battaglie. 

Una di queste famose battaglie avvennero nei pressi del Forte di Bard, un complesso fortificato, riedificato nel XIX secolo da Casa Savoia, sulla rocca che sovrasta l'omonimo borgo. Oggi in questo edificio vengono organizzate mostre di pitture e fotografiche e conferenze.

 

L'itinerario.

La partenza avviene dal villaggio di Albard, nel Comune di Bard, a quota 760 metri, raggiungibile in auto salendo da Donnas.

Il cammino inizia dentro un meraviglioso bosco di castagni secolari e prosegue sulla medesima mulattiera, seguendo le indicazioni per Verale e Cou, sul fondovalle regalando una vista singolare sul fondovalle e sul sorprendente Forte di Bard.

In circa mezz'ora, si giunge alla piccola Borgata Chesal dove si trova una bella fontana e un'altalena. Dopo una breve sosta ristoratrice, si prosegue il tragitto, che però diventa più ripido rispetto il tratto precedente, fino a quando si giunge a dei vecchi casolari di pietra, ormai abbandonati.

Anche se non più abitate, a causa dell'emigrazione verso le città, avvenuta nel secolo scorso, queste capanne evocano ancora un fascino del tutto particolare. Forse perché ci portano indietro nel tempo, evocandoci le storie di tutti quegli uomini e di quelle donne che vissero e lavorarono in ambienti difficili, cercando di trarre il massimo dalle risorse naturali disponibili.

A questo punto, mantenendosi sullo stesso sentiero, evitando tutte le deviazioni che si incrociano, si arriva alla borgata Verale, a quota 1230 metri, con la sua caratteristica chiesa, fondata nel 1753, dedicata alla Trasfigurazione di Nostro Signore.

In passato i fedeli andavano in processione al vicino e trecentesco santuario di Machaby il 5 agosto per la ricorrenza della Madonna delle Nevi, e al ritorno, il giorno seguente, si fermavano a Verale per celebrare la Trasfigurazione. Ancora oggi la festa si svolge, ogni anno, il secondo sabato di agosto.

Dopo aver ammirato la graziosa borgata, in cui si ritrova anche un forno comunitario usato per la cottura del pane, si può riprendere il cammino seguendo le indicazioni, vicino alla chiesa, per il Col de la Cou.

In circa trenta minuti, si raggiungono degli alpeggi, utilizzati per il pascolo del bestiame durante i mesi estivi, dove sono ancora presenti dei ruderi dei baraccamenti militari.

A questo punto, attraversando gli ampi prati adibiti a pascolo, ci si inoltra sopra l'ampia cresta, che in breve tempo ci porta alla sommità de la Tète du Cou, a quota 1425 metri.

Da qui si ammira un panorama sconfinato e bellissimo sulle cime verso il Gran Combin e la Valtournanche, dove le montagne si ergono maestose, spesso avvolte da una leggera nebbia che ne esalta la bellezza.

I colori del cielo si mescolano con quelli delle vette, creando un quadro mozzafiato che invita alla contemplazione. Le valli sottostanti, punteggiate di verde e, nei mesi primaverili, di fiori selvatici, si estendono fino all'orizzonte, mentre il canto degli uccelli, che sorvolano in mezzo alle nuvole, accompagna il silenzio della natura.

Un luogo perfetto per riflettere su quanto la natura sia importante per il nostre benessere e per ricaricare l'anima. 

 

Dati tecnici:

 

Scala di difficoltà: E - Escursionistico

Quota di partenza: 760 m, Albard di Bard (AO)

Quota di arrivo: 1425 m, Tète du Cou

Dislivello positivo: 750 m

Lunghezza a/r: 8 km -

Durata a/r: 5 ore

Cani: Ammessi

 

Baita abbandonata sul sentiero
Forte di Bard visto dal sentiero
Vista dalla cima
Veduta con la cagnolina Maya

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turismo sostenibile valle d'aosta

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