Descrizioni, informazioni e curiosità sull'andare in montagna nel passato ci arrivano dalle numerose memorie lasciate da ingegneri militari che, tra Seicento e Settecento, frequentarono assiduamente le Alpi Cozie.
I racconti di La Blottière
Tra questi spicca La Blottière, ingegnere francese al servizio di Luigi XIV, che nel 1700 ottenne il grado di ingegnere ordinario e fu incaricato più volte di ispezionare le frontiere alpine. La sua è dunque un'esperienza diretta dell'ambiente alpino, che traspare dai numerosi scritti giunti fino a noi. Il suo obiettivo era quello di fornire uno strumento operativo agli ufficiali francesi, ma oggi, quei testi, attraverso una rilettura e reinterpretazione moderna, possono essere accostati, senza forzature, a vere e proprie guide di montagna, ricche di dettagli sui percorsi, sulle modalità di percorrenza e sui tempi di spostamento.
Prendiamo, ad esempio, alcune indicazioni relative alla "val Pragelato", corrispondente all'odierna alta val Chisone. Per raggiungere l'abitato di Sestriere (Borgata) da Cesana occorrono due ore e mezza di cammino. Da Oulx al villaggio pragelatese di Duc, passando per il colle Basset, occorrono quattro ore. Dal Puy a Salbertrand, in alta val Susa, occorrono tre ore, transitando per il colle Blegier.
Un'escursione a cavallo di oltre trecento anni fa
Lasciamo ora la parola all'ingegnere: "Partendo da Cesana, salendo sulla montagna di San Sicario si può, seguendo le creste, arrivare fino al colle delle Vallette. Io sono passato a cavallo con la precauzione di mettere piede a terra qualche volta nei luoghi peggiori; e, senza la montagna della Vecchia [Ciantimplagna], che è inaccessibile, si sarebbe potuto arrivare fino al colle delle Finestre tenendosi sempre sulle sommità. Questo dettaglio dà l'idea che è possibile salire su questa catena di montagne da tutti i versanti e dai colli".
Proseguendo lungo la dorsale, si raggiungono i colli dell'Orsiera
, del Sabbione e di Malanotte. Ecco quali particolari La Blottière consegna alla storia: "Fra i passaggi di Malanotte e del Sabbione si trova una montagna sulla quale c'è del cristallo di roccia, ma non si può salire, è inaccessibile. Nel 1692 si è provato a prenderne alcuni, portando dei piccoli pezzi di cannone a dorso di mulo. Si sono abbattuti dei cristalli con le palle, ma i frammenti erano così piccoli che non se ne è potuto fare nulla. Vicino a questi luoghi si trova il lago di Malanotte che ha circa 200 tese di circonferenza ed è molto profondo. Gli abitanti dei dintorni mi avevano raccontato più volte che, gettando delle pietre nel lago, allorché il tempo era bello e sereno, nel giro di poco si alzava una nebbia sopra di loro che si trasformava in pioggia e, in qualche occasione, in grandine. Ho fatto gettare delle pietre con delle fionde in diversi punti del lago e ho fatto sparare con i fucili caricati a palla, in presenza di coloro che mi avevano assicurato di aver visto piovere e grandinare: non si levò neppure la più piccola nuvola!"
La Blottière ricorda come nel Settecento, in generale, sulle montagne con queste altezze, in ogni stagione, fosse normale trovare neve e ghiaccio.
Gli animali delle terre alte
In questi luoghi, in alto, domina incontrastato lo stambecco: "Un animale con la fisionomia di un grosso caprone che ha il sangue straordinariamente caldo, salutare per la pleurite". Accanto a lui, vivono altri ungulati: "I camosci sono delle capre selvatiche che stanno ordinariamente in branchi; quando pascolano, uno è sempre di vedetta e guarda lontano. Quando si accorge di un pericolo, dà il segnale ai suoi compagni soffiando quasi come un uomo. Allora tutto il gruppo si mette in allerta e fugge a grande velocità per precipizi davvero paurosi".
Le praterie alpine ospitano anche altri abitanti: "Ho fatto dissotterrare delle marmotte alla fine del mese di ottobre: ne ho trovate tre nella stessa tana, così addormentate che non si sono svegliate neanche gettandole per terra. Le ho messe vicino al fuoco e, dopo circa mezz'ora, si sono svegliate tutte".
L'ingegnere testimonia inoltre la presenza diffusa di molti animali, tra i quali troviamo orsi, lupi, linci, fagiani e aquile, restituendoci l'immagine di un ambiente alpino ricco di fauna selvatica.
Dalle osservazioni del La Blottière ricaviamo ancora un'ultima suggestione: tutti gli abitanti della montagna sanno leggere e scrivere in quanto in ogni comunità è presente almeno un maestro di scuola.
Insomma, un ingegnere militare che non si limita a misurare, progettare e fortificare, ma osserva la montagna nella sua interezza, cogliendone aspetti naturali, umani e culturali, peculiarità che oggi forniscono preziosi spunti di riflessione.
Ah, a proposito: se vi trovate sulle sponde di un piccolo lago alpino ... meglio non gettare nulla nelle sue acque ... non si sa mai!
