Per secoli, alimentati dal mito della creazione e dalla convinzione dell'unicità umana, abbiamo considerato la nostra specie come il vertice dell'evoluzione e l'unica capace di trasformare il mondo attraverso la tecnica, la scienza e l'invenzione. Dalla rivoluzione industriale alle tecnologie più sofisticate del presente, il progresso umano sembra confermare questa convinzione: una successione ininterrotta di scoperte e innovazioni apparentemente senza precedenti in natura.
Eppure è proprio questa apparente ovvietà che Giorgio Volpi mette provocatoriamente in discussione nel suo affascinante saggio La natura lo fa meglio (e prima) (Aboca Edizioni). Pagina dopo pagina, il chimico e naturalista cuneese dimostra come molte delle idee di cui l'umanità va più fiera non siano affatto nate con noi. Molto prima dell'ingegno umano, infatti, è arrivata la natura. O, più precisamente, l'evoluzione, che attraverso milioni di anni di tentativi, errori, adattamenti e selezione ha elaborato soluzioni efficaci ai problemi della sopravvivenza e dell'interazione con l'ambiente.
Il libro si sviluppa come una ricca raccolta di esempi che mostrano come numerose invenzioni moderne abbiano in realtà antecedenti naturali. Dalle lenti dei trilobiti paleozoici alle fragranze prodotte dagli organismi viventi, dai materiali vetrosi presenti in alcune specie vegetali e marine ai complessi processi di catalisi, fino alla fotosintesi condivisa, alla bioluminescenza e alle sorprendenti "bussole" biologiche utilizzate da alcuni batteri. Fenomeni spesso poco noti che rivelano una realtà inattesa: ciò che consideriamo innovazione è talvolta una reinvenzione.
Volpi possiede il raro talento di rendere accessibili argomenti complessi senza sacrificarne il rigore, ma il valore del libro va oltre la divulgazione. Il confronto tra tecnologia umana e soluzioni sviluppate dalla natura produce un salutare ridimensionamento della nostra specie. Non si tratta di negare i meriti dell'intelligenza umana, bensì di riconoscere che molte delle nostre conquiste affondano le proprie radici in processi che ci precedono di milioni di anni. L'evoluzione ha avuto a disposizione tempi e possibilità che nessun laboratorio potrà mai eguagliare, scartando gli errori e conservando le strategie più efficaci.
Si percepisce in ogni pagina il senso di stupore che anima l'autore. Una meraviglia che non appartiene soltanto all'infanzia, ma che può trasformarsi in metodo di osservazione, ricerca scientifica e divulgazione. Ed è forse proprio questa la qualità più preziosa del libro: ricordarci che la natura non è semplicemente il palcoscenico sul quale si svolge la storia umana, ma una protagonista che da miliardi di anni sperimenta, inventa e innova.
La natura lo fa meglio (e prima) è un saggio brillante, originale e ricco di spunti. Un'opera che insegna, sorprende senza artifici e invita il lettore a esercitare una virtù oggi sempre più necessaria: riconoscere che l'uomo non detiene il monopolio dell'inventiva e che la natura rappresenta da sempre il più straordinario laboratorio di ricerca esistente sulla Terra.
Giorgio Volpi, La natura lo fa meglio (e prima). Le sorprendenti invenzioni tecnologiche che la natura suggerisce all'uomo, Aboca Edizioni, 309 pagine, € 22,00.
