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Il richiamo del Tilacino

La presunta estinzione di un mitico animale dell'emisfero australe costituisce l'espediente narrativo grazie al quale l'autore piemontese costruisce una favola dai toni surreali sulle orme del grande Buzzati

  • Daniele Pesce
  • febbraio 2021
Giovedì, 11 Febbraio 2021
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Il richiamo del Tilacino

"...spodestata dal sistema delle specie ora estinte, l'altra fauna tornava alla luce..."

(Italo Calvino, Le città invisibili)

Cosa sia stato un tilacino, detto anche tigre della Tasmania, ognun lo sa... così non la pensa l'autore de "Il richiamo del tilacino", Fabio Nesticò, che, da buon docente, dedica un intero capitolo del suo romanzo a chiarire di che cosa si stia parlando.

Per i lettori di PiemonteParchi, invece, dovrebbe bastare un rapido promemoria: Thylacinus cynocephalus, ovvero cane marsupiale, predatore apice in Nuova Guinea e Australia ma già estinto all'arrivo degli europei, eliminato poi metodicamente e legalmente dagli allevatori in Tasmania (IUCN lo dichiara formalmente estinto nel 1982).

Ora, come sappiamo, del defunto, meglio, del caro estinto, non si può parlare che bene. Per questo in patria il tilacino è protagonista popolare di vari romanzi e serie a fumetti, nonché della produzione di gadget tipo giocattoli e peluche.

Toccava ad un piemontese l'onere di introdurre il genere in lingua italiana e quindi approfittiamo dell'occasione per porgli qualche domanda.

PiemonteParchi: Fabio, qui abbiamo a che fare con un romanzo a tutto tondo, perché "Il richiamo del tilacino" è avventura, basata sulla scienza, sulla cronaca e sulla fantasia.

Autore: "Dimentichi l'amore? Il protagonista si chiama Glover, ora, togli la g... tuttavia non si tratta di amore romantico quanto di pura passione verso un animale simbolo di tutte le specie scomparse a causa dell'uomo."

PiemonteParchi: In effetti il tilacino è un'icona, almeno in patria, e merita attenzione anche agli antipodi. Intanto non si è così sicuri che sia scomparso. Gli avvistamenti in natura, mai controllati, giungono fino al 2020. Questo certo non significherebbe un bel nulla se non fosse che i dati aggregati di tutte gli avvistamenti sembrano possedere una certa coerenza, cosa che non succederebbe se fossero tutti falsi. Insomma, una probabilità minima, una su un milione, o un miliardo, ancora c'è.

Autore: "C'è giusto spazio per impostare una storia sulla caccia disperata all'ultimo esemplare e per fare luce, almeno un po', sugli interessi che possono esserci dietro. Ma non ho mai avuto intenzione di scrivere un poliziesco, piuttosto una favola grottesca, una favola che da un inizio plausibile, anzi realistico, finisse nel surreale. Mi ispiro molto ai racconti di Buzzati, per fare un esempio."

PiemonteParchi: Di certo non troviamo in questo libro un'avventura semplice, con i buoni da una parte, i cattivi dall'altra e il lieto fine di serie. La natura descritta, soprattutto, è... natura e basta! Né buona né cattiva, né bella né brutta, come ci sforziamo da sempre di comunicare. Casomai il brutto, l'orrido, sta tutto in un neologismo: de-estinzione.

Autore: "Una volta si parlava solo di clonazione, ora che le possibilità tecnologiche paiono esserci, ci troviamo di fronte veramente a scenari da Jurassic Park. Io ho provato a presentare nel libro i pro e i contro di tali pratiche, per suscitare il dibattito, senza prendere posizione. Posso però dire che la possibilità di riavere qualcosa che da un certo punto di vista è un'irrepetibile opera d'arte e che si pensava perduto per sempre, è affascinante."

PiemonteParchi: Mi spiace, noi invece su questo punto siamo piuttosto tranchant, si veda ad esempio

Solo la bellezza ci salverà dai (cripto) mammuth (su Piemonte Parchi del 3/5/2012)

Del caro de-estinto, insomma, non ce ne facciamo nulla, anche perché le lancette della storia non si riportano indietro (scusate la frase fatta).

Ma è poi così brutta l'estinzione? Ricordiamo che l'estinzione è sempre avvenuta e che senza l'estinzione non ci sarebbe evoluzione. Quindi neanche noi.

Grazie, Fabio, e al prossimo libro!

"Il richiamo del tilacino" di Fabio Testicò, ed. Europa, 2020; 108 pp; 12,90 EUR.

 

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