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Studiare il cambiamento climatico nei geoparchi

Grazie al progetto internazionale GEOclimHOME-PRO gli studenti delle scuole superiori di tre Geoparchi Unesco hanno potuto approfondire le problematiche connesse ai cambiamenti climatici, imparando il significato della parola resilienza, lascito della Pandemia da Covid-19.

  • Ilaria Selvaggio*
  • Febbraio 2022
  • Giovedì, 17 Febbraio 2022
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Misurazioni nel Geoparco di Rokua  - Foto I. Selvaggio Misurazioni nel Geoparco di Rokua - Foto I. Selvaggio

GEOclimHOME PRO - Geoheritage and climate change for highlighting the professional perspective è stato un progetto Erasmus+ rivolto agli studenti delle scuole superiori di tre Geoparchi UNESCO europei, quello piemontese Sesia Val Grande, quello di Rokua in Finlandia e Chablais in Francia.

Il progetto, realizzato tra il 2018 e il 2021, è nato da una precedente collaborazione quadriennale del Geoparco Sesia Val Grande con il Geoparco di Rokua, già focalizzata sullo stesso argomento e di cui è stato la prosecuzione ideale. Sul fronte italiano altri partner sono stati l'Istituto di Istruzione Superiore Lorenzo Cobianchi e l'Università degli Studi di Torino.

Uno degli obiettivi, promuovere una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici e migliorare la comprensione da parte degli studenti del ruolo sia attivo che passivo dell'uomo nell'ambiente. Altra finalità delle attività educative sono state fare acquisire ai ragazzi maggiore coscienza sulla responsabilità sociale legata ai cambiamenti globali, per stimolare la cittadinanza attiva e fare scoprire nuove opportunità di lavoro, in grado di soddisfare le esigenze di un futuro stile di vita sostenibile: ciascun incontro infatti è stato costruito intorno a uno o più Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SGDs) dell'Agenda 2030.

Resilienza concreta 

Nessuno avrebbe tuttavia immaginato di dare così tanta concretezza alla parola "resilienza", anche se sarebbe un obiettivo auspicabile per un progetto sui cambiamenti climatici.

Il punto di forza del progetto è stato un approccio educativo, consolidato nei quattro anni precedenti, improntato su un forte coinvolgimento dei partecipanti; gli studenti sono stati profondamente coinvolti attraverso gli scambi internazionali, durante i quali hanno partecipato a conferenze e sono stati protagonisti di esperienze pratiche con ricercatori, lavorando in lingua inglese in gruppi di nazionalità miste. A conclusione di ogni settimana di scambio hanno condiviso i risultati delle attività con un pubblico di studenti, insegnanti, educatori dei geoparchi e famiglie.

Com'è facile immaginare, la pandemia di Covid-19 ha però trasformato questo approccio vincente in un punto debole. È diventato improvvisamente difficile, quando non impossibile, spostarsi fra paesi Europei e incontrare persone; è stato quindi urgente trovare strategie efficaci per portare avanti il programma avendo a disposizione risorse ben diverse rispetto a quanto immaginato durante la progettazione.

Durante il primo lockdown del 2020 le attività sono state sospese e rinviate. Allo stesso tempo è stata richiesta una proroga del progetto: viste le regole diverse in ogni Paese e la grande incertezza sui mesi futuri era necessario mettere a punto un nuovo piano d'azione. In questa fase gli insegnanti e gli educatori coinvolti hanno riprogrammato le attività, ipotizzando scenari diversi e diverse soluzioni per essere pronti a ogni evenienza.

Sono state considerate tre situazioni: impossibilità totale nello svolgere attività in presenza, possibilità di incontro almeno all'interno delle singole nazioni e possibilità di tornare a viaggiare e svolgere gli scambi transnazionali come da programma originale, che prevedevano comunque incontri fra due sole nazioni per volta, con la partecipazione della terza nazione in remoto.
Sulla base della nuova programmazione tutte le attività con gli studenti sono state rinviate al 2021 e si è ripreso a febbraio, con un incontro tra Finlandia e Italia in modalità mista. Fortunatamente entrambe le scuole hanno potuto lavorare in presenza con i propri studenti, unendo i momenti di esperienza reale con quelli di condivisione virtuale con i partner lontani.

Secondo lo schema usuale nella giornata introduttiva sono stati presentati i Geoparchi e gli studenti hanno presentato le proprie scuole; è seguita una conferenza online comune sul turismo sostenibile e infine ciascuna scuola ha svolto attività di sperimentazione, come la costruzione di un satellite climatico, oppure di ricerca con il confronto dei dati climatici per diversi intervalli di tempo o ancora incontri con esperti sull'utilizzo sostenibile del territorio montano.

Finalmente, in presenza!

Ottobre ha regalato invece la possibilità di ospitare in Italia i partner Finlandesi. Anche se complicato da limitazioni, precauzioni e controlli l'incontro è stato entusiasmante, denso di lavoro di laboratorio e di campo: dalla valutazione del dissesto idrogeologico nei vigneti dell'Alto Piemonte alla visita al CNR-IRSA di Pallanza, dalla misurazione delle caratteristiche tecniche dei Graniti dei Laghi al loro valore storico e culturale, valutandone le ricadute sul mondo del turismo sostenibile.

È stato invece di nuovo a distanza, l'evento conclusivo: previsto per metà dello scorso dicembre nel Rokua Geopark con la partecipazione di tutti e tre i partner è stato annullato poco prima della partenza poiché la situazione dei contagi nella cittadina ospitante ha reso impossibile l'accesso di esterni alle scuole e lo svolgimento delle attività previste.

E così anche l'ultima settimana di scambio, con quel valore aggiunto di straordinaria esperienza umana sperimentato purtroppo solo in pochi incontri, ha dovuto trasformarsi in incontro virtuale, dove conferenze e seminari online aperti a tutti i partecipanti si sono alternati ad attività svolte in autonomia dalle singole scuole.

Una conclusione un po' amara ma che ha comunque dietro di sé tre anni di splendido lavoro di squadra, in cui tutti si sono arricchiti in termini di conoscenza scientifica e rapporti umani: un progetto dove è stato necessario rendere concreta proprio quella resilienza che si voleva incoraggiare, in vista dei futuri cambiamenti globali.

 

* Naturalista, si occupa di didattica e divulgazione scientifica, è guida escursionistica ambientale e realizza attività geoturistiche, collaborando con aree protette e realtà locali.

 

Analisi delle acque nel Geoparco dello Chablais, 2019 - Foto: I. Selvaggio
Attività su velocità e flusso, Geoparco dello Chablais - Foto I. Selvaggio
In campo nel geoparco di Rokua - Foto I. Selvaggio
Camminando sul lago di Mergozzo, Geoparco Sesia Val Grande - Foto I. Selvaggio
Foto di gruppo al Geoparco Sesia Val Grande - Foto M. Giardino

 

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