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Ai Laghi di Bellagarda tra abeti e larici secolari

Uno dei modi migliori per vivere la stagione dell'autunno è intraprendere un cammino in un bosco di montagna, meglio se abitato da castagni, aceri, betulle e larici. Ognuno di questi alberi, in questo periodo dell'anno, ci fa dono di calde tonalità, dal rosso al giallo intenso, rendendo il paesaggio simile a un dipinto.

  • Alessandra Corrà
  • Ottobre 2024
  • Lunedì, 21 Ottobre 2024
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I laghi di Bellagarda - Foto A. Corrà I laghi di Bellagarda - Foto A. Corrà

Tra i tanti percorsi realizzabili, abbiamo scelto di proporvi una località davvero toccante. Ci troviamo nella frazione Ghiarai di Ceresole Reale, comune immerso nella splendida Valle d'Orco, situata nelle Alpi Graie e confinante con la Valle d'Aosta.

Questo luogo, uno tra i più suggestivi del Piemonte, offre tanti itinerari, alcuni anche all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Ma noi oggi, ci inoltreremo in un sentiero, segnavia 517, che, in realtà, si sviluppa al confine del parco senza mai accedervi. Una buona notizia anche per chi ha un amico a quattro zampe, perché questo tratto è aperto ai cani, meglio se tenuti al guinzaglio. I paesaggi di confine hanno sempre gran fascino perché, non avendo una specifica identità, sono una sorta di non-luogo, che hanno l'ampiezza di donarci narrazioni mai banali.

L'itinerario dalla Frazione Ghiarai ai laghi di Bellagarda

Posteggiata l'auto nel parcheggio di Ghiarai, vicino al centro sportivo "Lilla", in prossimità di un ponte di legno, ci si immette nel sentiero che si dirige verso la Bocchetta Fioria. Il percorso incomincia su una strada sterrata fino a quando non si incontra sulla destra un bosco di larici e abeti secolari.

Il larice è un albero che si fa notare per la sue eleganza e per il suo portamento longevo. Può raggiungere delle dimensioni imponenti, anche 50 metri di altezza. Sebbene appartenga alla famiglia delle Pinacee, di cui fanno parte anche l'abete e il pino, a differenza dei suoi familiari, che sono sempreverdi, lui va controcorrente e perde gli aghi in autunno e in inverno. Questa sua caratteristica permette alla pianta di sopportare basse temperature e di resistere anche a meno 50 gradi. La sua maggiore dote è, infatti, la resilienza: mescolando dolcezza, elasticità e fermezza è capace di adattarsi alle condizioni più estreme e a svariati tipi di suolo.

Dopo aver ammirato i larici, continuiamo a seguire il sentiero, che si arrampica per un'ora sotto lo sguardo delle conifere, si giunge all'Alpe Pian Pesse, e qui il panorama si apre sulla vista incantevole del lago di Ceresole Reale.

La diga di Ceresole Reale venne costruita tra il 1927 e il 1930 per permettere la regolazione annuale dell'energia producibile nella centrale di Rosone e in quelle a valle sull'asta del torrente Orco. Quest'anno la diga, grazie alle precipitazioni della primavera, ha ripreso la sua originaria attività, dopo che nel 2022, a causa dei cambiamenti climatici, con il perdurare della siccità, si era prosciugata quasi interamente.

Riprendendo il tragitto, sulla destra, si entra nel Vallone dominato dai Monti Bellagarda e Unghiasse e si attraversa l'Alpe Ciarbonera, dove si trova una baita ormai abbandonata.

A questo punto, dopo poco meno di mezz'ora, si incontra il primo laghetto, a quota 2.157 metri. Non è molto ampio, ma essendo paludoso e circondato dalle Levanne, che si specchiano sull'acqua, regala sempre grandi emozioni.

Salendo fra balze rocciose e rododendri si incrocia il secondo lago, che emerge dentro una conca, sotto il sentiero che bisogna percorrere per arrivare al terzo lago, il più suggestivo per le sue acque trasparenti, raccolto e intimo.

Rimane ancora un quarto lago, che si guadagna seguendo il medesimo tracciato, anche se il percorso non è più molto riconoscibile.

Chi ha ancora fiato, potrebbe decidere di proseguire fino alla Bocchetta Fioria, che è un bel punto panoramico situato a quota 2.400, ma la salita, che avviene sul versante che separa il Monte Unghiasse e Punta Pelous, è molto ripida, e in alcuni punti, leggermente esposta.

Per la via del ritorno, si può decidere di ripercorrere la stessa strada dell'andata oppure scegliere una via alternativa, anche se più lunga rispetto alla precedente.

Invece di proseguire verso l'Alpe Ciarbonera, si svolterà a destra verso all'Alpe Lillet.

 

Informazioni utili: 

Partenza/quota: B.ta Lilla – Località Ghiarai, Ceresole Reale (1480 m)
Arrivo/quota: Laghi di Bellagarda (2157 m)
Tempo di salita: ore 2,30 circa
Tempo di discesa: ore 1,30 circa
Grado di difficoltà: E (escursionistico)
Dislivello: 770 m circa
Periodo consigliato: maggio-novembre
Guide e carte: segnavia 517

Previsioni meteo: www.nimbus.it

Note: i cani sono ammessi.

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