Sul confine meridionale del Monferrato astigiano, in riva al Belbo, si trova Canelli, la capitale piemontese dello spumante. Qualche chilometro più a nord, in cima a una collina di 352 m di altezza (e con più di 150 metri di prominenza, niente male davvero!) c'è la Torre dei Contini
. Si tratta di una struttura a pianta ottagonale costruita forse a fine Cinquecento - o forse più tardi – come torre di avvistamento. Su una delle pareti è inciso "1626"
. Non ci sono molte notizie storiche sull'edificio, che probabilmente veniva anche usato come magazzino. Il nome attuale lo ha preso da una famiglia di possidenti che nell'Ottocento fu proprietaria del terreno, oggi coperto in buona parte di vigneti
. Al contrario di altre strutture fortificate della zona, malandate e/o non visitabili - e a volte neanche visibili da fuori, perchè magari si trovano in vasti appezzamenti chiusi al pubblico - in questo caso sulla torre si può tranquillamente (e gratuitamente) salire. La porta di accesso è infatti chiusa con un semplice "frui" ("catenaccio", ricordarsi di richiuderla all'uscita) e una lunga e robusta scala a chiocciola permette di arrivare nel sottotetto. Qui si aprono due balconcini, uno affacciato a sud verso le Langhe e l'Appennino ligure, l'altro a nord verso il Monferrato e, in lontananza, le Alpi. Alla base della scala c'è un libro firme e, volendo, si può lasciare il proprio nome, qualche considerazione, un saluto, una preghiera, uno o più cuoricini ... Il panorama da lassù, se il tempo è bello, è vastissimo. Particolarmente consigliate per la visita sono le giornate soleggiate dell'autunno, quando le vigne sfoggiano le tinte accese del foliage.
La mia salita
Alla torre si arriva per viottoli sterrati percorribili a piedi o in mountain bike. Oltre che naturalmente in trattore, che io purtroppo non ho, mentre dispongo invece di una C3. Volendo si può posteggiare poco lontano, con il tempo di salita che si riduce a pochi minuti. A me però piace camminare, e l'auto l'ho lasciata a Canelli. Di lì sono salito alla torre per stradine sterrate e sentieri tra le vigne; a fianco dei classici vigneti sono anche passato a fianco di un oliveto
. Il tempo era umido e freddo e aveva piovuto da poco, e quindi c'era un bel po' di fango
. Prima di iniziare il ritorno alla macchina, già che c'ero, sono salito anche sul Bric Roma, una collina un po' più bassa di quella su cui si trova la torre e che ha in cima il serbatoio dell'acquedotto. Lì mi sono mangiato una scatoletta di sardine con un pacchetto di cracker e un'arancia, per me un classico. La discesa su Canelli l'ho fatta poi quasi tutta su una stradina secondaria asfaltata e con pochissimo traffico. Nel complesso un bel giro, anche se dalla cima della torre il panorama non era così ampio a causa della foschia. Mi è rimasta la voglia di ripassare di lì, magari in compagnia, con il bel tempo.
Collezionisti d'inverno
In Piemonte spesso d'inverno fa freddo, il tempo magari è brutto e (sempre) le ore di luce sono pochine. Come conseguenza di questa dotta considerazione climatologica, un collezionista di cime piemontese tra dicembre e febbraio farebbe bene a trasferirsi in Sicilia o alle Canarie. Però c'è anche il bicchiere mezzo pieno: le condizioni dell'inverno, se continui a girare a caccia di cime più o meno alte, ti incoraggiano a scoprire zone della regione che d'estate tenderesti a ignorare. Quando le montagne sono piene di neve, magari instabile e a rischio valanghe, camminare in collina è una bella alternativa. Partendo da Torino in un'oretta di macchina si può arrivare sulle colline moreniche del Canavese, in buona parte del Monferrato, nel Roero e sulle Colline del Po. E le Langhe sono appena più lontane. Negli ultimi mesi, con l'inverno che sta comportandosi davvero da inverno, ho frequentato parecchio queste zone, direi quasi sempre con soddisfazione. Dal punto di vista del peakbagger la scelta delle mete collinari non è del tutto banale, nel senso che non tutte le colline hanno una prominenza degna di nota. Ma con un po' di attenzione si riescono a individuare mete piacevoli e interessanti anche da un punto di vista collezionistico. Raramente però sulla cima di una collina c'è una qualcosa che, come la Torre dei Contini, ti fa dire "sono arrivato". Spesso anzi la parte più alta dei vari "brich" monferrini o langaroli è occupata da un paese, che magari sulla sommità ospita un castello, la parrocchiale o, a volte, il cimitero. In altri casi sono invece i vigneti a spingersi fino alla cima della collina, di solito solo sul lato esposto a sud, mentre i pendii meno soleggiati sono lasciati a bosco o a prato. E altre volte ancora, qui sopratutto sulle colline del Po, i cocuzzoli sono gelosamente custoditi dalla boscaglia, spesso fitta e spinosa. Ce n'è quindi per tutti i gusti, e il collezionista che frequenta la nostra bellissima regione può sbizzarrirsi con gioia anche in pieno inverno.
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* Ascent of Torre dei Contini on 2026-01-22 – Peakbagger.com
