Per l'Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore è fondamentale l'ausilio di personale volontario nell'espletamento delle attività ordinarie, non solo attraverso convenzioni con associazioni di volontariato impegnate in attività di pulizia, conservazione, prevenzione incendi e promozione culturale delle Aree Protette amministrate, ma anche attraverso la creazione di un proprio specifico corpo di volontari denominato "Sentinelle della natura", composto da un eterogeneo gruppo di appassionati che vanno dallo studente universitario al pensionato, dall'ex operatore del servizio civile volontario all'ex guardiaparco, ma anche da totali neofiti semplici appassionati della vita a contatto con la natura senza esperienze specifiche nel campo.
Abbiamo intervistato una delle figura più esperte di questa recente istituzione, Giorgio Farinetti, ex guida, per farci raccontare i diversi aspetti della sua "nuova" attività.
Identikit di una 'Sentinella della natura'
Sono una Guida escursionistica ambientale dal 2006 con un passato di guida ufficiale per il parco dell'Alta Valsesia, ma sono anche fotografo naturalista (ho pubblicato diversi libri fotografici) e esplico attività di bibliotecario. Dopo il Covid ho deciso di chiudere l'esperienza professionale di Guida, lavoro affascinante ma anche molto impegnativo e faticoso, e il raggiungimento della pensione mi ha permesso di dare spazio solo alle attività che più mi interessano. La figura di "sentinella della natura" mi offre la possibilità di occuparmi delle tematiche ambientali senza doverne per forza ricavare un ritorno economico, nonchè una occasione di crescita personale tramite la frequentazione di corsi di aggiornamento tenuti da esperti e la condivisione di esperienze con altri appassionati della materia.
Come vedi il ruolo del volontario nelle attività di un Ente gestore di un'Area protetta?
Il ruolo dei volontari è fondamentale per una corretta divulgazione e comunicazione delle informazioni tramite messaggi chiari, semplici e, soprattutto, basati su fatti scientifici incontrovertibili e suffragati da prove evidenti, che vadano a contrastare le fonti non accreditate e le informazioni contraddittorie, sbagliate, fuorvianti che vengono continuamente propinate da sedicenti esperti ad un pubblico pronto ad assimilarle e farle proprie.
Hai qualche episodio particolare del tuo passato da raccontare?
Potrei raccogliere tutti gli episodi capitati nella mia onorata carriera e pubblicare un romanzo umoristico, in quanto spesso ho dovuto avere a che fare con "appassionati naturalisti" spiegando che "le vacche non sono dei distributori automatici di latte e che il parto di un vitellino è fondamentale perché si possa mangiare pane e formaggio", oppure che la maggior parte delle piante non sopravviverebbe senza un bombo che vola di fiore in fiore, e cose di questo genere.
Ricordo un'esperienza in particolare: una domenica di gennaio, reduce dal primo livello di un corso LIS (Lingua italiana dei Segni), mentre stavo accompagnando un gruppo di disabili in Valle Antrona, ho dovuto spiegare ad una coppia di sordi cosa fosse un lichene, cercando di far comprendere ai miei svantaggiati interlocutori che non si trattava di una foglia ma di una "simbiosi mutualistica" tra un fungo e un'alga.....me la sono cavata spiegando in qualche modo che fungo ed alga sono "sposati" tra di loro.
Consigli di intraprendere questo percorso di volontariato?
Direi che è una straordinaria possibilità di imparare cose nuove e di condividere un percorso con persone competenti e preparate, con le quali crescere e fare esperienze che solo il lavoro di squadra può permettere di vivere.
Qual'è il ruolo degli Enti nell'attività di preservazione della biodiversità con l'ausilio dei volontari?
Credo che l'EGAP debba creare un pool di persone competenti e preparate dal quale attingere per rafforzare la difesa del territorio e della sua biodiversità in modo sempre più efficace e costruttivo, e una forte base di volontari è indispensabile per questo obiettivo. Vorrei che in futuro i volontari avessero maggiore possibilità di partecipare a corsi di studio e aggiornamento su qualsiasi argomento naturalistico nonchè di praticare escursioni sul campo con esperti, ed organizzare incontri culturali periodici, anche conviviali ed informali, dove le sentinelle più esperte possano trasmettere le conoscenze acquisite ai neofiti ed ai più giovani.
Sarebbe anche interessante stimolare la nascita di gruppi di ricerca su argomenti specifici (ambienti, habitat, specie) in modo da permettere una raccolta di dati dati utili per fornire una fotografia più dettagliata delle problematiche ambientali del nostro territorio.
