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Un viaggio artistico nella natura autentica

In esposizione a Susa una mostra dell'artista cuneese Tino Aime, che trai i suoi temi preferiti ha messo al centro la raffigurazione dei paesaggi montani e in particolare della neve. 

  • Alessandra Corrà
  • Dicembre 2023
  • Martedì, 12 Dicembre 2023
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Opera di Tino Aime, particolare - Foto p.g.c. Associazione Tino Aime Opera di Tino Aime, particolare - Foto p.g.c. Associazione Tino Aime

«Dipingo tutto ciò che mi dà un senso di poesia e di armonia. E tutto quello che dipingo è ricollegabile ai ricordi e alle emozioni che vengono dalle mie montagne e dalle mie radici occitane»

Tino Aime

 

Un ampia selezione di dipinti, acquerelli e disegni che, non solo affascinano per il loro splendore, ma accompagnano dentro i paesaggi invernali della montagna, nel silenzio del giorno che preannuncia la notte.

"Pensieri di neve", cosi si chiama la mostra in esposizione a Susa, incentrata sulle opere di Tino Aime, che a grande richiesta torna, dal 8 dicembre al 7 gennaio, nelle sale del bel Castello della Contessa Adelaide, edificio simbolo della città, nel quale ha sede il museo archeologico e civico sulla storia della Valle.

I disegni, che l'artista ha realizzato guardando dalla finestra dello studio di Gravere, sono carezze per l'anima, tanto sono in grado di prendersi cura degli oggetti, degli animali e dei voltidi coloro che ancora abitano la parte più autentica delle terre alte.

Tra i temi preferiti c'è la neve, Aime infatti lo si può descrivere come il "pittore di nature silenziose, di soli freddi, di fiori senza profumo, di paesaggi immoti dove tetti innevati disegnano compiute geometrie e soltanto qualche nero uccello zampetta o contadini montanari si portano addosso la fatica di esistere".

Chi è Tino Aime

Tino Aime, oggi riconosciuto tra i massimi maestri incisori, è nato a Cuneo nel 1931 e ha vissuto a Gravere in Val di Susa. Dopo aver frequentato la Libera Accademia di Torino sotto la guida di Idro Colombi ha iniziato a esporre come scultore per poi dedicarsi alla pittura e alla grafica. Al suo attivo più di milleduecento lastre incise, si dedica da sempre alla scultura con opere in bronzo, legno e pietra, sapientemente fatte dialogare con le antiche porte-finestre recuperate.
Dal 1963 a oggi sono state realizzate molte esposizioni che gli hanno fatto conseguire molti riconoscimenti in Italia, Francia, Romania e Stati Uniti.

Tino Aime a Sampeyre

Forse pochi sanno che un'impronta di Tino Aime la possiamo trovare anche a Sampeyre, piccolo e incantevole borgo incastonato nella bellissima Val Varaita.

Qui, nel cuore del centro storico, in Via Roma, si trova il laboratorio artistico di Erica Agazzani, uno strore che presenta un'ampia gamma di prodotti esclusivi dedicati all'artigianato locale, espresso attraverso pezzi unici realizzati con cura e attenzione ai dettagli.

Ma il laboratorio di Erica non è solo una bottega dove poter acquistare gli oggetti che Erica stessa realizza con gran maestria, sperimentando continue evoluzioni stilistiche, e utilizzando materiali di alta qualità che assicurino processi produttivi sostenibili ed ecologici, ma anche un centro di animazione culturale. Qui, infatti, vengono spesso allestite delle mostre di alcuni artisti, ed esposte permanentemente alcune stampe, riproduzioni originali, dell'artista piemontese Tino Aime, con cui Erica in passato aveva instaurato una profonda amicizia.

Chi e Erika Agazzani

La formazione artistica di Erica incomincia da bambina seguendo le orme di suo papà, un grafico molto creativo e poliedrico, per poi proseguire nella giovinezza quando scopre la passione di lavorare il vetro. Un'attività creativa poco conosciuta in Italia, che spinge l'artista a cercare delle scuole all'estero per poter perfezionare la sua tecnica.

Fu così che approda a Londra nel 1982 per seguire un corso a finaco di David Wasley, allievo del più noto artista paesaggistico John Piper.

Tornata in Italia per un periodo si sposta in alcune regioni del nord, allestendo dei banchetti dove espone i suoi primi lavori, fino al 2012 anno in cui un'associazione torinese, di cui fa parte da alcuni anni, decide di affittarle una bottega nel Comune di Sampeyre.

Nel laboratorio, aperto dal vengono realizzate su commissione le creazioni di Erica, oggetti unici e irripetibili, come orologi, cornici, specchi, quadretti, medaglioni di vetro, targhe.

In passato i laboratori dove si creavano delle manifatture su ordinazioni erano la norma; oggi invece, che il commercio deve soddisfare soprattutto i bisogni di una moltitudine di persone, ha perso il suo valore originario: purtroppo la quantità e il buon mercato hanno preso il posto rispetto alla qualità.

Seguendo le orme dei laboratori artigianati del passato, Erica è stata molto coraggiosa a creare un luogo dove tradizione, innovazione e eco-sostenibilità ancora si incontrano per dare vita a prodotti esclusivi e personali.

Ma non solo, visitando la borgata di Sampeyre, e le sue frazioni, possiamo riconoscere l'impronta di Erica anche nelle vetrate di alcune chiese, come nella chiesetta della borgata Stentivi dove l'artista ha realizzato una vetrata in mosaico in ricordo dell'amica Lidia Martino, o nelle vetrate della cappella della Casa diocesana albese, o ancora nei vetri della cappella della frazione Durandi, località dove Erica vive da qualche anno insieme al suo compagno, un artista del legno.

Una visita alla bottega a questo punto è quasi d'obbligo: resterà aperta tutti i giorni fino all'8 gennaio (chiuso il 25 e 31 dicembre e l'1 gennaio) con il seguente orario: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30; continuato il sabato e la domenica.

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