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Le Aree protette del Po piemontese aiutano le api solitarie

L'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese è parte attiva nei progetti per il monitoraggio e la valorizzazione degli impollinatori come UrbanBEE e MoVITo, che combinano la ricerca sulla biodiversità urbana con la citizen science, al fine di arrestare il declino numerico di insetti utili come le api solitarie.

  • Raffaella Amelotti
  • Febbraio 2026
Lunedì, 23 Marzo 2026
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Foto dal sito del progetto myurbanbee.com Foto dal sito del progetto myurbanbee.com

Da alcuni anni l'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese supporta MoVITo - Monitoraggio e Valorizzazione degli Impollinatori, un progetto di Citizen Science dell'Università di Torino, per il monitoraggio degli insetti impollinatori (api selvatiche, farfalle, sirfidi...).

L'impegno del parco a favore degli impollinatori 

MoVITo analizza l'andamento degli impollinatori dell'area metropolitana di Torino, appoggiandosi alla piattaforma iNaturalist.org, sito e app di riconoscimento, tramite immagine, di animali e piante.

Oggi, l'Ente Parco aiuta le api solitarie anche attraverso UrbanBEE, un progetto internazionale (Biodiversa+ , European Biodiversity Partnership) - che studia la diversità e l'abbondanza delle api solitarie in ambiente urbano attraverso l'installazione di hotel per api solitarie (bee hotels) sul territorio della città di Torino, di cui Piemonte Parchi si è già occupato a gennaio con un articolo di Francesca Cochis.

L'obiettivo è comprendere se e come le variabili ambientali e socioeconomiche influenzano l'occupazione dei bee hotels da parte delle api solitarie nei diversi quartieri delle città coinvolte.

È ormai noto che gli ecosistemi urbani di tutto il mondo stanno vivendo il preoccupante declino delle popolazioni di impollinatori. Per studiare questo fenomeno, il progetto si basa sulla ricerca di interventi concreti, adattabili a contesti diversi e che garantiscano risultati efficaci e sostenibili.

Un progetto internazionale che vive grazie ai volontari

UrbanBEE risponde a questa sfida introducendo "hotel" per api solitarie in sette città del Nord e del Sud del mondo - Vienna, Torino, Budapest, Lund, in Europa, e Johannesburg, Cape Town e Harare, in Africa – per un totale di 1.400 rifugi per api.

Combinando la ricerca sulla biodiversità urbana con la citizen science, il progetto permette una comprensione approfondita delle dinamiche della biodiversità nei paesaggi urbani, integrando la ricerca scientifica con il coinvolgimento della comunità locale. UrbanBEE promuove dunque interventi locali di rilevanza globale.

A Torino, sono coinvolti 180 volontari ai quali è stato consegnato un bee hotel. La prima consegna è avvenuta lo scorso martedì 17 febbraio presso il Museo Regionale di Scienze Naturali e la seconda venerdì 20 febbraio a Cascina Le Vallere, presso la sede dell'Ente Parco del Po piemontese.

Gli hotel artificiali si ispirano alla natura, realizzati in legno massello di pino naturale e dotati di fori di diverso diametro che imitano le cavità naturali, proprio perché nelle nostre città si riducono sempre più le opportunità di nidificazione per le api solitarie a causa della cementificazione crescente, delle potature frequenti e dell'assenza di legno morto. Sono strutture leggere, installabili tramite un piccolo gancio posteriore su superfici verticali, a circa 1,5 m di altezza, in posizione riparata dalla pioggia e dal sole diretto nelle ore pomeridiane estive.

Le api solitarie

La maggior parte delle api - circa il 90% - sono solitarie e selvatiche, e insieme a molti altri insetti, sono impollinatori fondamentali per la salute degli ecosistemi e dell'uomo.

Le api solitarie non hanno una regina né una colonia: ogni femmina vive da sola e, fin dai primi giorni di primavera, cerca una piccola cavità nel legno in cui deporre le proprie uova, lasciando accanto una provvista di polline e nettare che consente alle larve di crescere da sole.

Il progetto prevede anche l'installazione di 20 rifugi in diverse aree verdi di Torino, che saranno utilizzati per il monitoraggio genetico delle api solitarie, attività coordinata dal partner austriaco del progetto.

Attorno a ciascuno di questi alberghi nei giardini urbani sono previsti rilevamenti che consentano di valutare l'esistenza di una relazione tra l'occupazione dei bee hotels e la biodiversità complessiva dell'area.

I monitoraggi includono punti di ascolto per gli uccelli, punti di conta per le farfalle, transetti per apoidei domestici e selvatici, censimenti delle risorse floreali e rilievi vegetazionali. Il progetto trasforma gli abitanti delle città in custodi attivi dell'ambiente, coinvolgendoli nel monitoraggio dell'hotel per api che prendono - per così dire - in gestione, come spiegato dettagliatamente nell'articolo "Cercasi albergatori per api solitarie".

È un passo importante volto al miglioramento della cultura ecologica e a una maggior consapevolezza del valore sociale della biodiversità.

 

Per approfondimenti e per candidarsi a volontario del progetto:

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Museo regionale di Scienze Naturali

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educazione ambientale ecologia animale

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