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Un’estate al Colle del Nivolet con più auto che nuvole?

Dopo 20 anni, l'estate 2024 vedrà una sospensione del progetto "A piedi tra le nuvole" che – fino al 2023 – ha chiuso al traffico il Colle del Nivolet. Un triste ritorno al passato, oppure un'occasione di monitoraggio del traffico?

  • Daniela Scavino
  • Luglio 2024
Martedì, 2 Luglio 2024
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Nelle immagini, il Colle del Nivolet con e senza auto  | Foto archivio PNGP Nelle immagini, il Colle del Nivolet con e senza auto | Foto archivio PNGP

Il progetto non ha bisogno di molte presentazioni: con l'iniziaitiva "A piedi tra le nuvole", nata nel 20023, il Parco nazionale Gran Paradiso ha sposato l'idea di una mobilità dolce e alternativa verso la natura e la montagna, limitando il traffico automobilistico nelle domeniche estive di luglio e agosto al Colle del Nivolet e favorendo, nel contempo, gli spostamenti a piedi, in bici e con navetta.

Una scelta di rottura

Il progetto, condiviso da Città Metropolitana di Torino, Regione Valle d'Aosta e dai Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche, non ha raggiunto però negli ultimi due anni un pieno accordo tra i due Comuni per un suo ampliamento e, di conseguenza, l'Ente parco ha deciso di aprire al traffico di auto e moto la strada del Colle nelle domeniche estive 2024.

A fronte di una notizia che ha stimolato reazioni preoccupate, dal mondo dell'ambientalismo ma anche da semplici appassionati, il parco ha replicato che "talvolta, sono necessarie scelte di 'rottura' per arrivare a smuovere posizione di arroccamento", si legge in un suo comunicato. L'obiettivo, quindi, sarebbe uscire dallo stallo e stimolare una riflessione di governace del territorio: per questo, tutte le domeniche estive "saranno effettuate misurazioni puntuali dei flussi automobilistici e dei loro impatti, sull'ambiente e sulla fauna, allo scopo di acquisire dati utili per arrivare alla definitiva regolamentazione della strada, a seguito della concertazione con gli Enti di riferimento", si legge sul sito del parco.

Le misure da adottare

Negli ultimi vent'anni, la chiusura del traffico ha riguardato il tratto di strada Serrù – Nivolet di 6 km, per otto domeniche di luglio e agosto, dalle 9 alle 18, per un totale di 72 ore all'anno, in cui otto navette alimentate a gasolio risalivano e scendevano senza interruzione per consentire l'accesso al colle dei turisti. Una situazione che sarebbe stata di basso impatto in termini di miglioramento delle condizioni ambientali, e in fondo finalizzata a stimolare future regolamentazioni.

La proposta per questa stagione, peraltro considerata "transitoria" e funzionale alla raccolta dati sulla viabilità e sugli impatti del transito veicolare lungo tutta la stagione estiva, prevede invece cinque giornate di chiusura totale ai mezzi motorizzati, con orario dalle 6 alle 21 per un totale di 75 ore di chiusura e con soltanto quattro navette che da Ceresole Reale raggiungeranno il Colle del Nivolet. Giornate che saranno dedicate ai ciclisti, ai camminatori e ai praticanti di Nordic-walking, in collaborazione con altri enti sportivi.

La prima di queste giornate è stata sabato scorso 29 giugno, con un evento ciclistico, le altre seguiranno tra luglio e agosto. L'obiettivo è "rendere possibili monitoraggi puntuali dei transiti automobilistici, degli relativi impatti e analizzare il valore dei servizi ecosistemici dell'area del Nivolet, in collaborazione con l'Università di Torino". Aspetti fondamentali per poter formulare una proposta di regolamentazione degli accessi veicolari al Colle e superare le onerose chiusure spot attuate sinora nel progetto "A piedi fra le nuvole", compiendo un effettivo passo in avanti anche dal punto di vista della tutela dell'ambiente, fa sapere il parco.

Quello di quest'anno, quindi, potrebbe rivelarsi un esperimento utile per guidare le amministrazioni verso future decisioni basate sui dati della mobilità e della fruizione turistica e il Colle del Nivolet potrebbe diventare addirittura il primo test per una sperimentazione analoga su larga scala. E voi, come la pensate?

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