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Valsesia, il rilancio di un parco 'vulcanico'

Geologia, paesaggio e tradizione: le chiavi per la valorizzazione delle Aree ptotette della Valsesia.

  • Emanuela Celona
  • Settembre 2016
Venerdì, 2 Settembre 2016
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Valsesia, il rilancio di un parco 'vulcanico'
Escursioni guidata con i guardiaparco Parco Alta Valsesia
Foto E. Ghelma
Giardino botanico del Parco all'Alpe Fum Bitz Parco Alta Valsesia
Foto E. Ghelma
Didattica al Parco del Monte Fenera
Foto E. Ghelma

Oltre 10mila ettari di territorio naturale protetto, senza contare i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS). Questi sono i numeri che l'Ente di gestione delle Aree protette della Valsesia gestisce, suddivisi tra Parco naturale del Monte Fenera e Parco Alta Valsesia e Valstrona.
Un ente che ha annunciato il proprio 'rilancio' qualche settimana fa in conferenza stampa, partendo dagli aspetti del tutto unici e di particolare interesse che sono costituti dalla caratteristiche "geo-paleo- archeologiche" del Monte Fenera che rappresentano un unicum a livello mondiale.

Soltanto negli Anni '90 è stata documentato che il territorio su cui insiste l'area protetta è uno dei punti di maggiore rappresentatività e di interesse documentario del "Supervulcano della Valsesia", una struttura geologica ormai fossile che espone le parti più nascoste e profonde del sistema magmatico sottostante un vulcano, in genere inaccessibili. L'area del supervulcano fa parte del "Sesia Val Grande Geopark" riconosciuto dall'Unesco nel 2013 e inserito nel 2015 nella lista "UNESCO Global Geoparks".

Le rocce sedimentarie che sovrastano quelle di origine vulcanica sono di particolare interesse speleologico per la presenza di un vasto sistema di grotte dove si è sviluppata una fauna specializzata e dove hanno trovato rifugio comunità del paleolitico e del neololitico che sono state approfonditamente studiate e i cui reperti sono stati raccolti e organizzati nel Museo di Archeologia e Paleontologia Carlo Conti di Borgosesia.

L'importanza del patrimonio speleologico e archeologico del Monte Fenera che ne fanno uno dei siti più significativi d'Italia e d'Europa richiede una attenta e significativa valorizzazione e una attività costante di manutenzione e di adeguamento dei percorsi, della segnaletica, delle strutture informative, di accoglienza e documentarie che sarà svolta - assicura l'Ente parco in un comunicato stampa -  in stretto raccordo con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte e ricercando la stretta collaborazione del Museo di Archeologia e Paleontologia Carlo Conti di Borgosesia , della Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi e del Gruppo Speleologico e Mineralogico Valsesiano.

La riorganizzazione dell'impiego del personale e l'acquisizione di specifiche professionalità consentirà di garantire una migliore efficienza manutentiva sia ordinaria che straordinaria, l'integrazione e l'ulteriore sviluppo delle aree, delle strutture e delle infrastrutture di competenza dell'Ente: aree attrezzate, segnaletica, strutture informative/documentarie, sentieristica, aree e percorsi naturalistici (botanici, geologici-mineralogici- morfologici-glaciologici), ecc. Per un corretto sviluppo di queste attività l'Ente produrrà uno specifico programma di interventi che definirà priorità, tempi di attuazione e modalità di collaborazione e coordinamento con le attività che potranno essere svolte e che sono di competenza delle amministrazioni locali.

Un aspetto particolare e qualificante che l'Ente di gestione intende curare e sviluppare con particolare urgenza è quello della comunicazione, per cui, sentite le Agenzie Turistiche e di accoglienza competenti per territorio, le Amministrazioni locali, il Club Alpino Italiano (CAI), le guide di alagna, intende riprogettare l'immagine coordinata dell'Ente, i materiali di comunicazione ed informativi, il sito web..

La nuova immagine dell'Ente, che sarà declinata per ogni area protetta per evidenziarne non solo simbolicamente le caratteristiche e le peculiarità, accompagnerà la ripresa delle attività di pubblicazione, di studio, di documentazione e di comunicazione a fini scientifici, didattici, divulgativi delle peculiarità non solo naturalistiche di questi territori, ma anche della storia delle comunità locali che li hanno abitati, trasformati, arricchiti dei segni materiali e immateriali della loro presenza.

L'obiettivo è sistematizzare, integrare e rendere disponibili le conoscenze degli aspetti naturalistici e delle complesse relazioni tra le attività umane e ambiente che rappresentano una componente di grande valore a fini didattici, turistici, dell'area valsesiana; la valorizzazione, l'implementazione e la gestione della rete dei musei e delle raccolte locali saranno strategie fondamentali di tale processo al cui sviluppo sarà importante il coinvolgimento con funzioni di coordinamento del Museo di Storia naturale "Calderini" di Varallo Sesia .

I Consorzi forestali hanno poi preservato e garantito la conservazione di un patrimonio boschivo unico, oltre a essere espressione concreta e rara di una corretta, sostenibile ed equa gestione delle risorse naturali. Il paesaggio delle vigne e dei boschi che negli ultimi anni si è arricchito e diversificato per il recupero dell'interesse della coltivazione della vigna è un bene unico e una attrattiva turistica di rara bellezza tale da essere stato recentemente proposto per l'inserimento nel "Registro dei paesaggi rurali storici" costituito presso il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

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