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Piemonte Parchi

Grotte di Ara, giardino minerale

Natura scolpisce, plasma, e il calcare è il materiale per eccellenza, il migliore sulla "piazza". Fantastici i risultati del lavoro: forme disparate, incredibili, di ogni foggia e dimensione. Nelle grotte in particolare la sua opera millenaria e incessante produce effetti sorprendenti, tali da confondere a volte un regno naturale con un altro. Tali da far apparire fiori le rocce, da trasformare agglomerati minerali in giardini.
Così accade lungo il corso del Rio Magiaiga, nei pressi di Ara, frazione di Grignasco. Nel Parco naturale del Monte Fenera.

  • Associazione 3P - Progetto Preistoria Piemonte, Toni Farina
  • Aprile 2015
Venerdì, 27 Marzo 2015
  • Stampa
Il Monte Fenera Foto Toni Farina Il Monte Fenera Foto Toni Farina
Il Monte Fenera
Foto Toni Farina
Il Monte Fenera visto da Ara
Foto Toni Farina
La Casa delle Grotte
Foto Toni Farina
Sul sentiero del Rio Magiaiga
Foto Toni Farina
Il Rio Magiaiga
Foto Toni Farina
In visita alle grotte
Foto Toni Farina
Le Grotte di Ara
Foto Toni Farina

Non sempre per smarrirsi in mezzo alla natura e trovare un luogo accogliente è necessario fare molta strada. A volte posti del genere si trovano a due passi dai centri abitati. E a due passi da Ara, piccolo borgo all'imbocco della Val Sesia, si trova Il Giardino delle Grotte, uno degli angoli più interessanti, e allo stesso tempo accessibili, del Parco Naturale del Monte Fenera.
Un luogo che sembra uscito da un racconto fatato di altri tempi. Al centro del giardino scorre il Torrente Magiaiga che scende impetuoso da una parete di roccia. Superato un imponente arco di pietra, il torrente scorre placido in morbide anse, prima di riprendere la sua corsa verso l'incontro con la Sesia.
In tempi antichi l'arco di pietra era l'ingresso di una grande grotta, crollata da tempo. Accanto al torrente si trova la statua di Santa Barbara, patrona dei minatori, posizionata qui dai lavoratori di una vicina cava. Testimonianze archeologiche suggeriscono che il culto della santa si sia sovrapposto a quello di un antico culto delle acque. Ancora oggi gli abitanti della zona sono soliti raccogliere dal Torrente Magiaiga una coppia di quarzi, uno dei quali viene deposto come offerta ai piedi della santa, mentre l'altro è conservato come portafortuna.
Le frequentazioni umane di questo luogo sono molto antiche, risalenti alle profondità della preistoria. Le prime attestazioni della presenza dell'uomo sul Monte Fenera risalgono infatti a 80 mila anni fa quando l'Europa era popolata dell'Uomo di Neandertal e la specie Homo sapiens non era ancora apparsa. La presenza di Homo neanderthalensis sul Monte Fenera è nota fin dagli anni '60 del secolo scorso, attestata dal ritrovamento di numerosi manufatti e strumenti di pietra . A quei tempi l'ambiente era molto diverso, come diversi erano gli animali che lo frequentavano. Fra questi, l'orso delle caverne (Ursus spelaeus) un gigantesco plantigrado oggi estinto. Tra le specie rinvenute l'orso è sicuramente la più abbondante e rappresentativa. Sul Fenera gli facevano "compagnia" il leone delle caverne, il leopardo e il rinoceronte; insieme a fauna meno "esotica" e "attuale"come cervo, camoscio, lince, lupo e tasso.
Una vocazione naturalistica che il Monte Fenera ripropone anche ai giorni nostri, avvalorata dalla presenza di specie rare quali la cicogna nera, nidificante dal 1994.

 

Nuove esplorazioni

Uomini antichi e animali approfittavano degli ottimi ripari costituiti dalle grotte, che tra l'altro continuano a fornire svariati spunti di interesse per archeologi e antropologi. Dal 2009 un team di ricerca dell'Università degli Studi di Ferrara ha ripreso a scavare nella Grotta della Ciota Ciara  portando alla luce testimonianze di epoche remote. Le indagini condotte hanno permesso di ricostruire l'ambiente in cui l'Uomo di Neandertal ha vissuto. É stata indagata l'economia e la tecnologia utilizzata da questi antichi gruppi umani di cacciatori raccoglitori .
La presenza di una particolare specie di roditore, Pliomys coronensis, ha inoltre permesso di datare il deposito archeologico finora indagato a 80.000 anni fa. Nel periodo invernale la grotta della Ciota Ciara era frequentata dall'orso delle caverne che qui trascorreva il periodo di letargo, mentre durante la primavera/estate la grotta era occupata dall'Uomo di Neandertal.
Il deposito archeologico della Ciota Ciara è il risultato di frequentazioni ripetute nel corso del tempo da parte di gruppi neandertaliani che la utilizzavano come luogo di produzione degli utensili in pietra scheggiata e di macellazione delle carcasse animali per il prelievo della pelliccia e il consumo di carne. Tra le grotte del Monte Fenera non è solo la Ciota Ciara ad aver restituito testimonianze della presenza dell'Uomo di Neandertal, ma anche le vicine Grotte del Ciutarun e del Riparo Belvedere, indagate tra gli anni 50' e '70 del secolo scorso. Testimonianze di frequentazioni umane risalenti all'Età del Bronzo provengono invece dalla Grotta dell'Eremita, attualmente in corso di indagine da parte di un'equipe di ricercatori dell'Università di Ginevra.
Le grotte sono di nor5ma chiuse. Sono però possibili visite guidate consigliabili in particolare durante a inizio estate, tra i mesi di giugno e luglio, periodo in cui sono attivi gli scavi archeologici alla Ciota Ciara e alla Grotta dell'Eremita.

Come arrivare ad Ara

Con mezzi propri
Grignasco, località in sinistra Sesia, fra Romagnano e Borgosesia. La frazione Ara si trova su un terrazzo sul versante ovest del Fenera, a circa 1 chilometro di strada dalla SP 75 subito dopo Grignasco, direzione Borgosesia (deviazione presso il sotto passo della ferrovia).
Con mezzi pubblici
In treno a Grignasco, linea Novara-Varallo Sesia. Dalla stazione ad Ara a piedi calcolare un'ora.
Oppure Bus Baranzelli linea Romagnano Sesia - Varallo, che ferma proprio davanti al sotto passo della ferrovia, a 15' di cammino da Ara.

Nel parco informati

Ente di gestione delle Aree protette della Valle Sesia

Info e visite guidate

In zona è attiva l'Associazione culturale 3P - Progetto Preistoria Piemonte, gruppo di giovani archeologi che collabora con l'ente di gestione del parco. L'associazione è attiva sia nella ricerca scientifica in ambito preistorico sul territorio piemontese, sia nella divulgazione delle conoscenze. Per le scolaresche in particolare sono disponibili laboratori archeologici e naturalistici strutturati in modo tale che gli scolari possano riscoprire la manualità dei gesti compiuti dagli antichi antenati. Dedicate a tutti, adulti, ragazzi e bambini, sono invece le escursioni guidate http://casagrotteara.com/percorsinaturalistici/) e le attività culturali e ludiche (http://casagrotteara.com/news/).
L'Associazione 3P gestisce tra l'altro il centro visite all'interno del Giardino delle Grotte di Ara, punto info e ristoro.

Il museo

Per approfondire ancora di più la conoscenza e osservare i numerosi reperti portati alla luce da archeologi e paleontologi si può approfittare del Museo di Archeologia e Paleontologia "Carlo Conti" di Borgosesia.

Itinerari

Le Grotte di Ara e le altre grotte del Monte Fenera

 

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