#piemonteparchi

Salta al contenuto
Logo Piemonte Parchi
  • Home
  • Parchi Piemontesi
  • Parchi nel mondo
  • Territorio
  • Natura
  • Ambiente
  • cerca
  • facebook
  • twitter
  • instagram
  • rss

Piemonte Parchi

Incisioni rupestri in Valtellina

Se la Valcamonica offre la maggior concentrazione di incisioni rupestri di tutte le Alpi, Grosio paesone della media Valtellina, può far vanto della più grande singola roccia istoriata di tutta la catena alpina

  • Aldo Molino
  • Aprile 2017
Giovedì, 13 Aprile 2017
  • Stampa
Incisioni rupestri in Valtellina
Incisioni rupestri sulla Rupe Magna
Foto A. Molino
Rupe Magna e Giroldo
Foto A. Molino
Castello visconteo
Foto A. Molino
Incisione didattica
Foto A. Molino

Si tratta della "Rupe magna", emergenza rocciosa situata in posizione dominante sul dosso dei castelli a circa ottocento metri di quota. E' questa la più grande singola roccia istoriata di tutte le Alpi.
La bancata litica dal classico aspetto a dorso di balena modellato dai ghiacciai quaternari, è lunga una ottantina di metri e alta poco più di trenta che si distende a poche decine di metri dal castello visconteo e da quello più antico di San Faustino, ospita almeno 5.000 incisioni tra coppelle, vaschette, croci, antropoformi, animali, spirali e altre non meglio definite figure. Ma ulteriori campagne di scavo per mettere in luce la parte di superficie ancora sepolta (che hanno visto al lavoro anche degli esperti piemontesi) potrebbero rivelare altre sorprese.

E sul limitrofo Dosso di Giroldo, si possono trovare altre rocce con raffigurazioni davvero straordinarie come "il dosso degli armigeri".
Le incisioni rupestri di Grosio, furono scoperte e pubblicate per la prima volta una cinquantina di anni fa da Davide Pace che riesaminando le poche emergenze già note e andando a grattare sotto lo strato di muschio e terriccio che ricopriva la grande roccia individuò i primi nuclei figurativi attribuibili ad un periodo compreso tra la fine del neolitico e l'età del ferro.

La parte superiore della "Rupe magna" riserva poi un'altra sorpresa. Una insellatura particolarmente liscia e inclinata, utilizzata dai ragazzini in epoche più recenti per le scivolate ludiche, in realtà non sarebbe che uno di quegli scivoli della fertilità dove l'elemento femminile poteva incontrare quelle energie ctonie che scaturendo dalla terra potevano contribuire alla procreazione.
I due castelli che sovrastano la parte terminale del colle risalgono a epoche diverse ma entrambi in parte anno obliterato sovrapponendosi alla prosecuzione verso est della rupe.

Il "Castello nuovo" fu edificato dai Visconti di Milano nel 1350 per tutelare i propri interessi valtellinesi, il più antico, quello di San Faustino e Giovito risale invece all'anno 1.000 ed è rimasto attivo sino al XVII secolo. Alla base del campanile romanico si possono ancora vedere due sacelli scavati nella roccia.
Grazie alla donazione di parte delle aree da parte della Contessa Venosta e all'interessamento di Sovraintendenza ed enti pubblici, nel 1978 è stato istituito il Parco delle Incisioni rupestri di Grosio, parco le cui attività sono andate ampliandosi con la ricerca scientifica e le attività didattiche e che ha portato nel 2006 all'inaugurazione dell'Antiquarium, collocato nell'edificio della Ca'del Cap, dove si trova anche il Centro visita e il book-shop. Il parco non senza qualche problema è gestito da un consorzio di Enti che devono fare i conti con le difficoltà della finanza locale.

Grosio si trova una ventina di chilometri oltre Tirano, l'area protetta è facilmente individuabile per la presenza dei castelli in cima alla collina: basta alzare lo sguardo. Non è necessario entrare in paese ma basta costeggiare la centrale elettrica e seguendo le indicazioni svoltare a sinistra. A fianco della centrale è possibile parcheggiare. Si segue per un breve tratto la strada asfaltata per poi imboccare una larga mulattiera sulla sinistra che sale costeggiando la Rupe di Giroldo. In pochi minuti si perviene al centro visita. L'area della "Rupe magna" è recintata e l'accesso è regolamentato. Un sentiero, il "Sentiero dei Castelli", consente invece aggirando la roccia di giungere ai due castelli. Un secondo sentiero, il percorso didattico naturalistico si inoltra invece pianeggiando in un rado castagneto fiancheggiando la sponda sinistra orografica del rio Roasco.

Le incisioni sono, tranne le poche medioevali, molto antiche e molto consumate è necessario quindi se si vuole salire sulle rocce togliersi le scarpe. Se si sceglie l'ora sbagliata o giornate piovose si può rimanere delusi perché si vede molto poco. Appena prima del tramonto quando la luce del sole è radente, ecco invece che i massi magicamente si animano con centinaia di omini che danzano o che lottano, misteriose spirali e rastrelli e anche i goviera di coppelle prendono forma. Il reale significato di tutto questo però forse non lo capiremo mai.

Altro sull'argomento

Augusta Bagiennorum, la metamorfosi di una città

Augusta Bagiennorum, la metamorfosi di una città  

I Celti di Dormelletto

I Celti di Dormelletto  

ll Parco della Sila tra biodiversità e vestigia archeologiche

ll Parco della Sila tra biodiversità e vestigia archeologiche  

Montalto Dora, un sentiero archeologico al Lago Pistono

Montalto Dora, un sentiero archeologico al Lago Pistono  

Tags

archeologia Incisioni rupestri

Potrebbe interessarti anche...

Flussi turistici nei parchi, l’esperienza francese

Flussi turistici nei parchi, l’esperienza francese Flussi turistici nei parchi, l’esperienza francese  
La gestione dei flussi di visitatori delle aree protette è una sfida centrale che va oltre la se ...

Un ettaro di vigneto per conservare l'usignolo d'Africa nel Parco di Doñana

Un ettaro di vigneto per conservare l'usignolo d'Africa nel Parco di Doñana Un ettaro di vigneto per conservare l'usignolo d'Africa nel Parco di Doñana  
Una campagna di autofinanziamento ha permesso all'ong spagnola SEO/BirdLife di acquistare una par ...

Quando il suono dei cetacei racconta il clima che cambia

Quando il suono dei cetacei racconta il clima che cambia Quando il suono dei cetacei racconta il clima che cambia  
La temperatura del mare si sta innalzando, e molto velocemente. Ma cosa ci raccontano le frequenz ...

Dal Senegal al Po piemontese, un incontro per la biodiversità

Dal Senegal al Po piemontese, un incontro per la biodiversità Dal Senegal al Po piemontese, un incontro per la biodiversità  
Anche i parchi africani devono fronteggiare il cambiamento climatico, l'invasione delle specie in ...
Tutti gli articoli

Iscriviti a Piemonte Parchi News

Ogni settimana, nella tua posta elettronica, l'informazione sui parchi del Piemonte (e molto di più!)
Per te, il numero speciale 'A piedi nella natura piemontese - Nuova edizione!' (formato pdf) subito scaricabile.

 

Iscriviti gratis

Tutte le categorie

  • Agricoltura
  • Alimentazione
  • Ambiente
  • Animali
  • Archeologia
  • Architettura e Paesaggio
  • Arte
  • Biodiversità
  • Biologia
  • Boschi e Foreste
  • Clima
  • Divulgazione
  • Ecologia
  • Ecomusei
  • Educazione ambientale
  • Enogastronomia
  • Etnografia
  • Fotografia
  • Geologia
  • Giardini botanici
  • Itinerari
  • Il Segna-Libro
  • Microcosmo
  • Miti, leggende, racconti
  • Musei
  • Musei delle Meraviglie
  • Natura
  • Natura 2000
  • Outdoor
  • Paleontologia
  • Parchi da gustare
  • Parchi nel mondo
  • Parchi piemontesi
  • Photostory
  • Piante
  • Ricerca
  • Salute
  • Scienze della Terra
  • Sentieri provati
  • Storia
  • Sviluppo sostenibile
  • Territorio
  • Turismo
  • Personaggi
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Pubblicazioni
  • Archivio
  • Copyright
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Privacy Policy e Cookie
  • Trattamento dei dati
Editore Regione Piemonte - Piazza Piemonte, 1 - Torino | Registrazione Tribunale di Torino n. 5944 del 17/02/2006
Creative Commons
I contenuti del sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia eccetto dove diversamente ed espressamente specificato.
Torna su