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Beigua: sentiero Natura della Val Gragassa

A due passi dalla Autostrada A26 Voltri – Sempione (a due passi da un'autostrada!) un microcosmo selvaggio davvero. Dove la natura si esprime nel senso più completo del termine, e dove l'evoluzione geo-morfologica (e quindi naturale) ha prodotto risultati sorprendenti.
Natura crea e in Val Gargassa ha dato prova di ragguardevole fantasia.

  • Toni Farina
  • gennaio 2014
Mercoledì, 19 Marzo 2014
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Beigua: sentiero Natura della Val Gragassa
Conglomerati della Val Gargassa - Roccia e acqua in Val Gargassa
Foto: Toni Farina - Cristiano Queirolo
Un tratto di bosco sul sentiero natura - Vista sulla gola dal crinale destro
Foto: Toni Farina
Conglomerati della Val Gargassa
Foto: Toni Farina
Euphorbia spinosa in Val Gargassa
Foto: Monica Saettone
Giochi di luce in Val Gargassa
Foto: Toni Farina
Il volto agreste della Val Gargassa
Foto: Toni Farina
Sui crinali della Val Gargassa
Foto: Toni Farina
Val Gargassa
Foto: Toni Farina
Val Gargassa
Foto: Cristiano Queirolo

Uno straordinario laboratorio per il geologo, un forziere di suggestioni per tutti.
Allo stesso tempo un libro aperto sulla storia delle "forme del territorio".
Questo è la Val Gargassa. Dove, per agevolare la lettura, è stato predisposto un "Sentiero natura" corredato di pannelli: Il Sentiero Natura della Val Gargassa, dedicato in particolare agli aspetti geologici e geomorfologici.
Un sentiero ad anello: un anello a due volti. Il primo è di roccia e di acqua. La roccia dei conglomerati e l'acqua del torrente ideale per alleviare la calura dei giorni d'estate.
Il secondo volto è di orizzonti. Quelli che si dilatano una volta guadagnato lo spalto nei pressi del Balcone della Signora. Da lassù la gola è una fenditura ombrosa, in contrasto con la corona eterea e luminosa della catena alpina. Liguri, Marittime, il Monviso: sono lontane le Alpi, un altro mondo.
Ma un altro mondo soprattutto è l'autostrada. Una volta guadagnato il crinale, l'eco dei tir rombanti ne ricorda la presenza. Un mondo vicino, ma lontanissimo nel tempo. Ere geologiche in mezzo...

Geoturisti in Val Gargassa

In questo settore del Parco del Beigua, le rocce ofiolitiche, diffuse sia negli altri settori dell'area protetta, sia nel vicino Parco delle Capanne di Marcarolo, cedono il passo ai conglomerati: rocce favorevoli all'infiltrazione dell'acqua che vi ha scavato forme erosive di grande suggestione.
Al pari delle ofioliti, i conglomerati determinano condizioni ambientali molto selettive, dove possono sopravvivere solo poche essenze come pini ed eriche.
Il paesaggio si presenta quindi in gran parte spoglio, ma appena usciti dalla gola, i boschi hanno la meglio.
Capolinea dell'anello è la località Veirera, toponimo che tradisce l'antica vocazione della borgata quale luogo di produzione del vetro. E, a proposito di attività umane, al termine della camminata si sfiorano i pascoli, l'aperta distesa di pascoli al limite del crinale. Un momento agreste dopo tanta roccia: se se queste valli sono dette "del latte" una ragione ci sarà.

Come arrivare

Rossiglione, uscite Ovada o Masone della A26. Oppure sulla SP 456 del Turchino. Dal paese ci si dirige sulla SP 41 per Tiglieto. Dopo 3 km, passata la Cappella di S. Bernardo, si svolta a sinistra per il vicino campo sportivo.

Con mezzi pubblici

In treno, stazione di Rossiglione. Quindi Autobus AMT Extra, Linea Genova-Tiglieto-Vara Superiore (oppure Masone-Tiglieto-Vara Superiore). Fermata lungo la SP 41 in Località Burei. Oppure mezzi pubblici ATP – Linea Genova – Masone – Vara Superiore (www.atpesercizio.it). A piedi in 10 minuti al punto di partenza
A piedi dalla Stazione di Rossiglione: 1 h.

Il percorso

Una premessa a lievi saliscendi in un bosco misto di castagni, querce, aceri montani e noccioli. Poi si entra in "ambiente Gargassa": il sentiero si avvicina al rio e mostra subito le sue credenziali. E fin da subito si nota la differenza di vegetazione tra i due versanti, entrambi molto acclivi. Il versante destro orografico (alla propria sinistra), più fresco, è ricoperto da un bosco misto di latifoglie. Una vegetazione più rada, con pini ed eriche, interessa invece il più solatio versante opposto.
Ma qui è la geologia l'elemento di attrazione, e l'occhio è fatalmente attirato dalle forme bizzarre delle formazioni di conglomerati. A fornire un saldo sostegno al piede sono però serpentiniti, dalle tipiche venature verdi.
Un altro sostegno giunge dalle catene che agevolano un passaggio suggestivo ma un po' esposto (stop 1/20')
Poi c'è l'acqua limpida del rio. Uno sinfonia di cascatelle e di pozze limpide, tempi "allegro con brio" e "adagio" in sequenza. Musica per gli occhi che accompagna per un lungo tratto il cammino. In piano si giunge a una zona distinta da rimboschimenti a pini neri, ma, ancora una volta sono i torrioni rocciosi bruno-nerastri che movimentano le ripide pareti del canyon a monopolizzare l'attenzione. Nella stagione calda le pozze affiancate da spiaggette sabbiose sono un occasione di refrigerio, un invito che non si può rifiutare. Così come non si può rifiutare l'invito a godere del panorama offerto dalla seconda stazione, un piccolo balcone con vista sulla gola (stop 2/40').
E non da meno è lo scorcio offerto dalla successiva stazione (stop 3/1h).
Poco dopo è il momento del primo guado, sotto un torrione roccioso il cui aspetto giustifica l'appellativo di "Muso del Gatto". Giunti in sponda destra, si supera una breve salita con begli scorci sul lato opposto ai torrioni della Rocca dra Crava e della Rocca Giana. Ridiscesi al rio, in breve si affronta un altro guado.
È la premessa a un netto cambio di paesaggio: pochi passi e si esce in un'ampia spianata oggi erbosa, con radi alberi da frutta inselvatichiti. A monte, al margine della radura, alcuni edifici rurali sono la prossima meta: Case Veirera (448 m; stop 4/1,5 h). L'antico borgo in abbandono (già luogo di fabbricazione del vetro) costituisce il capolinea dell'anello. Tuttavia non si può perdere la puntata alla sorgente sulfurea: un'ora andata e ritorno, ma ben impiegata. Dalle Case Veirera si continua a monte su un sentiero senza segnavia specifico ma evidente. Superato un rio affluente (da non risalire!), si continua lungo la boscosa sponda sinistra del Gargassa. La sorgente, poco visibile, si trova sulla destra del sentiero, sul bordo del rio (le tipiche concrezioni e l'odore di zolfo agevolano il compito). (stop 5/2 h).

Ritorno

Sulla via di andata fino alle Case Veirera, poi si cambia. Primi comodi passi in direzione nord attraverso la spianata erbosa. Poi si sale. Un'erta consente di guadagnare rapidamente quota nel bosco, giungendo così alle Rocca dra Crava (512 m). Un bosco rado di pini marittimi e pini neri consente scorci sul "Balcone della Signora", frattura verticale originatasi in un bastione di roccia bruno-rossastra. Un tratto breve ma molto esposto conduce quindi a una panoramica sella: il colpo d'occhio sulla gola e sui torrioni rocciosi compensa la fatica dell'ascesa (stop 6/3 h).
Si scende. La meta sono le Case Camilla, la parte agreste, bucolica, della camminata. Dove si apprezza il contrasto, davvero forte, tra le rocce scabre della gola e le dolci forme collinari delle Valle Stura.
È il momento del bosco (stop 7/3, 5 h). Il tipico bosco misto di latifoglie (rovere, roverella, acero, sorbo) accompagna gli ultimi passi discendenti. Un tratto finale su strada sterrata riporta al campo sportivo, punto di partenza.

Variante "speculare"

Sul versante orografico destro. Una bella alternativa per quanti già conoscono il sentiero natura. Caratteristiche simili: dislivello, lunghezza, tempo.
Subito a monte delle Case Veirera si attraversa il ponte in ferro sul Gargassa con indicazione "Rossiglione". Si guadagna quota nel bosco sulla sinistra di un erto valloncello seguendo il sentiero con segnavia cerchio giallo barrato. Al termine la salita si attenua si inizia a traversare a sinistra con scorci che si vanno via via ampliando sul versante opposto della valle.
Gli scorci si spingono anche a oriente una volta giunti a una sella, crocevia di sentieri presso Colla dra Zucca (565 m).
Primo piano sui monti del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo (www.parcocapanne.it) e sulla A26 che taglia brutalmente la Valle dello Scrivia.
Lasciata a destra la discesa diretta a Rossiglione ci si dirige a sinistra (lato Gargassa; sentiero con segnavia rombo giallo) per affrontare un lungo traverso in leggera discesa su ripidi pendii di rocce e detriti. Un lungo tratto balcone sul lato opposto della valle (dove corre il ritorno del sentiero natura) con i pascoli di Cascina Camilla in evidenza. In basso il profondo canyon del Gargassa.
Superati con brevi risalite due promontori ci si affaccia su un bel prato accanto a una abitazione isolata. Un cambio di ambiente e di impegno: scesi ad attraversare al prato, un fitto bosco di querce e castagni accompagna la discesa finale al punto di partenza.

In sintesi

Il Sentiero Natura si snoda ad anello attorno alla valle del Torrente Gargassa.
Andata lungo le due sponde del torrente, con due guadi. Ritorno sul versante orografico sinistro.
Sentieri con segnavia gialli della FIE (Federazione Italiana Escursionisti). Andata, sino a Case Vereira, segnavia due XX. Ritorno, segnavia tre bolli disposti a triangolo.
Sette (7) sono le "stazioni di lettura" (stop) individuate. Ma in realtà gli spunti di sosta non si contano...
Il sentiero presenta qualche punto esposto attrezzato con catene. Nessuna difficoltà particolare, tuttavia è bene evitare di mettersi in cammino con rocce bagnate.
Evitare anche le giornate dopo piogge abbondanti: i guadi in particolare sarebbero impraticabili

Punto di partenza: Rossiglione, Campo Sportivo in località Gargassino.
Dislivello: 250 m. Lunghezza: 7 km (con variante sorgente sulfurea).
Tempo: 5 h.

Nel parco informati

Sede amministrativa e operativa del Parco in Via G. Marconi 165, Arenzano (GE). Tel. 010 8590300
Centro visite Palazzo Gervino a Sassello (SV). Tel. 019 724020
www.parcobeigua.it; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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