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Piemonte Parchi

Salagon

Un antico priorato benedettino divenuto un importante centro per studiare e conoscere l'etnobotanica

 

  • Mino Lodola
  • Giugno 2015
Mercoledì, 10 Giugno 2015
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Il pozzo del Priorato di salagon foto A.Molino Il pozzo del Priorato di salagon foto A.Molino
uno dei giardini di salagon
foto A.Molino
il Priorato e la chiesa
foto A.Molino
peonia nel giardino medievale
foto A.Molino
un ospite delle fontane del parco
foto A.Molino
acopppiamento di libellule
foto A.Molino

A un paio di chilometri da Forcalquier la capitale storica dell'Haute Provence, nell'antico villaggio di Mane, il priorato di Salagon è uno dei luoghi più interessanti del Parco Regionale del Luberon.
Il Luberon è la catena di montagne prealpine collocate tra le Alpi provenzali e il mare. Si caratterizzano per l'elevatissima biodiversità e che culminano nei 1.100 m (circa) del Mourro Negre.
Salagon è rinato recentemente dopo secoli di abbandono, ma la sua storia è almeno bi-millenaria. Situato sulla romana Via Domizia fu dapprima una fattoria indigena e poi una villa gallo-romana. Abbandonata con la grande crisi del V secolo rinasce tra la fine del XI e l'inizio del XII secolo quando Forcalquier diventa la capitale feudale dell'Alta Provenza e l'abbazia benedettina di Saint-Andrè vi impianta nei pressi un proprio priorato. Si costruiscono la chiesa, il campanile, le celle dei monaci e gli edifici accessori finalizzati allo sfruttamento agricolo. Alla fine del XV secolo il cenacolo si trasforma in residenza di campagna per il nuovo priore. Nel 1700 l'edificio e i poderi sono secolarizzati e si alterneranno periodi in cui sarà ancora utilizzato come luogo di culto con fini residenziali o agricoli.
Nel 1984 è il Dipartimento che acquista l'edificio e con la collaborazione dell'associazione Alpi di Luce, crea un museo etnografico che raccoglie centinaia di oggetti relativi alla vita rurale e alla sua evoluzione. L'aspetto più significativo di Salagon però sono i suoi giardini. Dopo un esordio in sordina si sono trasformati non solo in attrazione turistica ma in un vero e proprio laboratorio di etnobotanica e in un centro di ricerca sul sapere popolare circa il mondo vegetale L'attenzione è posta soprattutto sul rapporto tra piante e mondo sociale.
Il primo ad essere creato è stato il "Giardino dei semplici e della piante paesane" facendo seguito al convegno "Memoria delle erbe quotidiane". Il giardino dei semplici mescola piante spontanee e coltivate, distribuite in funzione dell'uso che ne facevano i villani: le piante spontanee medicinali sono quelle utilizzate comunemente dalle comunità pastorali tra Durance e sommità de la Lure.
Di poco successivo è la creazione del Giardino medievale. In un'area ad orto a nord della chiesa attorno ad un vecchio pozzo, sono state messe a dimora e in parte recuperate, specie e varietà che costituivano il complesso delle piante alimentari, medicinali, e magiche antecedenti alla scoperta dei nuovi mondi. L'acquisizione di nuovi terreni ha portato alla creazione invece di un Giardino dei tempi moderni" dove organizzati per continenti troviamo un campionario di specie giunte in Europa con esploratori e conquistatori e che hanno "globalizzato le produzioni agricole del vecchio mondo.
Nel 2011 infine è stato inaugurato il "Giardino delle sensazioni. Questo giardino privilegia le specie di interesse olfattivo organizzate per tipologie similari.
Altri spazi sono dedicati ad antiche varietà di viti, e alle associazioni tra flora spontanea provenzale con la pianta più emblematica dell'area: la quercia e una intero settore è lasciata all'evoluzione spontanea della vegetazione senza intervento umano.
Complessivamente i differenti giardini di Salagon ospitano oltre 1.700 specie vegetali o varietà indigene od esotiche. Nel semenzaio, vera banca del seme, sono custoditi oltre 2.500 varietà di sementi, in parte raccolte, acquisite o prodotte a Salagon per lo scambio con altre realtà analoghe. I giardini di Salagon voglione essere di volta in volta giardini di studio ma anche giardini di piacere in modo da rendere comprensibile e partecipativa sia la ricerca scientifica che un approccio formativo dei visitatori. Le visite guidate si propongono proprio di attuare questo momento simbiotico. Ogni anno un seminario tematico di etnobotanica permette di mettere a confronto e in relazione le molte realtà attuali del fenomeno. All'ingresso del giardino, una moderna e recente costruzione ospita la fornita biblioteca, un book store i laboratori didattici ed è possibile acquistare piante e semi.

Salagon si raggiunge percorrendo la Valle della Durance deviando per Forcalquier qualche chilometro prima di Manosque nei cui pressi si trova il complesso storico-naturalistico.

 

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