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Un'escursione al Monviso datata 1860

Cronaca dell'escursione ottocentesca al Monviso di un gruppo di inglesi. Goliardia ma anche serietà, con osservazioni botaniche e barometriche, perchè all'epoca l'esplorazione della montagna era un'occasione di studio scientifico.

  • Testo e foto di Bruno Usseglio
  • Febbraio 2026
  • Lunedì, 2 Febbraio 2026
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Il Monviso dal colle Armoine  Il Monviso dal colle Armoine

Nella seconda metà dell'agosto 1860 l'inglese William Mathews effettua una ricognizione attorno al Monviso, uno dei massicci alpini che attirarono l'attenzione degli alpinisti dell'epoca e di oggi.

Una gita tra capre e bottiglie di vino

Dopo aver esplorato le pendici meridionali del monte, Mathews e la sua piccola comitiva sono costretti a dirigersi verso la pianura. Decidono di scendere su Torino passando dalla val Pellice, attraverso il colle Seilliere. Gli alpinisti e le guide, dopo aver trascorso la notte in un fienile, dove il riposo sarebbe stato tranquillo se non fosse stato per la musica incessante delle campanelle delle capre, partono verso il passo con un certo ritardo causato dal brutto tempo. Giunti nell'alta val Pellice, si concedono comunque il tempo per effettuare alcune osservazioni botaniche e barometriche, segno di come l'esplorazione della montagna fosse allora anche occasione di studio scientifico.

Prima di affrontare il colle, il gruppo procede a ridistribuire fra tutti il materiale rimasto. L'inventario rivela un dato significativo: è rimasta una sola bottiglia di vino. Viene assegnata a Hawkshaw, altro alpinista che accompagna Mathews.

Uno stile di discesa particolare

Raggiunto il passo, la discesa avviene in modo tutt'altro che convenzionale. I due inglesi iniziano infatti a sfruttare le lingue di neve rimaste, lasciando attonita la guida Peyras, non abituata a vedere un simil modo di procedere. Mathews e Hawkshaw si divertono a scivolare lungo i piccoli nevai in un'andatura davvero bizzarra. Hawkshaw, in particolare, non si lascia sfuggire neppure una macchia di neve. In un'occasione però inciampa, perde l'equilibrio e cade, iniziando a scivolare a testa in avanti. A causa degli scossoni, il contenuto del suo zaino inizia a fuoriuscire e a scivolare accanto all'uomo. Mathews, resosi immediatamente conto della situazione, con un rapido movimento, in due balzi si porta al fianco dell'amico, riuscendo a mettere in salvo il bene più prezioso della spedizione: l'ultima bottiglia di vino rimasta.

Hawkshaw, intanto, riesce a fermarsi e a rimettersi in piedi e a proseguire la discesa in modo decisamente più dignitoso.

La comitiva raggiunge in seguito il fondovalle e Torino.

Questo simpatico episodio non impedirà a William Mathews, l'anno successivo, di ritornare in zona e di conquistare per la prima volta la vetta del Monviso camera-2112207 960 720 (Veduta sull'arco alpino occidentale dalla cima del Monviso), entrando così nella storia dell'alpinismo.

Va però ricordato che studi recenti condotti da Oliver Joseph, Paul Billon-Grand, Alexandre Nicolas, con il contributo di Eugenio Garoglio, hanno preso in esame antiche carte che potrebbero portare a retrodatare di oltre un secolo la prima salita al Monviso, aprendo nuovi scenari sulla frequentazione storica di questa montagna iconica.

 

 

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