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Vent'anni di Gipeti in Alpi Marittime

Nel Parco regionale piemontese prosegue l'ambizioso progetto internazionale di reintroduzione del gipeto con il rilascio di due nuovi esemplari.

  • Aldo Molino
  • giugno 2012
  • Lunedì, 4 Giugno 2012
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Malizia, o meglio il Malizia, non è il titolo di un celebre film con Laura Antonelli, e neppure una marca di profumi. E' invece il nome di uno dei due gipeti, rilasciati nel mese di maggio nel classico sito del Vallone della Barra sopra San Giacomo di Entracque. 8 Gennaio 1297. Un gruppo di religiosi penetra nella notte all'interno della Rocca di Monaco. Una volta oltrepassati i cancelli con un abile colpo di mano il falso francescano e i suoi compari si impadroniscono del castello. A guidare il manipolo di temerari è il capo dei guelfi Francesco Grimaldi, figlio di Guglielmo e rampollo di una nobile casata genovese (discendente di Grimaldo il console nella seconda metà del XIII secolo), con lui c'è il cugino Ranieri I già signore di Cagnes. Sarà proprio Ranieri a iniziare la dinastia che governa da più di settecento anni questo lembo di Costa Azzurra, il più piccolo stato laico del mondo. Lo stesso stemma del principato ricorda quei lontani avvenimenti raffigurando due monaci armati. Per la sua abilità e furbizia Francesco Grimaldi venne soprannominato "il Malizia". E proprio per ricordare il lontano antenato, la fondazione Alberto II di Monaco (uno dei partner del progetto di reintroduzione) ha voluto che uno dei due nuovi inquilini delle Alpi del sud fosse chiamato così. La fondazione è nata nel 2006 per volere del Principe che ha dichiarato a un quotidiano: "Sentivo l'urgenza di agire sul terreno in maniera più diretta e concreta di quanto non facessero già altre organizzazioni. Magari lavorando insieme, cercando collaborazioni efficaci, per arrivare a risultati più incisivi rispetto a ciò che fino a quel momento aveva fatto il Principato in molti Paesi del mondo e con la cooperazione internazionale. Bisognava andare oltre, con un approccio più coinvolgente e di più lunga prospettiva". La fondazione ha come obiettivo quello di offrire spazi di riflessione sulle problematiche ambientali più attuali, sulla protezione della biodiversità, sull'accesso all'acqua, sui cambiamenti climatici sulle energie rinnovabili. Da qui l'impegno a favore del grande avvoltoio. Impegno anche finanziario considerando che una coppia di gipeti vale all'incirca 15.000 euro 19 maggio 2012. Un gruppo di ragazzini, tira a sorte per decidere chi avrà l'onore di portare i nuovi ospiti verso il nido. Sono saliti quassù nonostante l'inclemenza del tempo i Junior Rangers Pietro, Aldo e gli altri. Sono coinvolti in un progetto della Federazione Europarc, iniziativa che ha avuto avvio nel 2002 volta a coinvolgere i giovani residenti nei territori delle aree protette nelle attività delle stesse. Questo anche al fine di formare una nuova classe locale di futuri gestori di parchi e riserve naturali, costituita da ragazze e ragazzi residenti nei comuni interessati dall'area protetta e di età compresa fra i 12 e i 16 anni. Questi, durante l'anno, partecipano a una serie di iniziative che in genere prevedono incontri con uscite sul terreno e un campo estivo dove si acquisiscono informazioni sul parco, sulle sue caratteristiche, e sulle sue attività. "Junior Ranger", è l'altro ripeto che farà da compagno al "Malizia." I due giovani gipeti hanno circa 90 giorni e sono già piuttosto grandicelli. Non si può certo dire che siano una gran bellezza con quei beccacci e il piumino arruffato che li fanno più simili a grossi tacchini che ai temuti signori del cielo. Nel nido dove saranno collocati verranno alimentati artificialmente e sorvegliati per una trentina di giorni sino a che stenderanno le ali e inizieranno a prendere possesso del grande spazio alpino. Quello del 2012 è il ventesimo rilascio in quest'area delle Alpi: ad oggi, in totale, ce ne sono stati 41. Il progetto congiunto Alpi Marittime-Mercantour, parte di un'iniziativa internazionale che coinvolge l'intero arco alpino, è iniziato nel 1993 e da allora ogni anno – alternativamente - i rilasci vengono effettuati in Valle Gesso e nella Valle francese della Tineè. I pulli nati in cattività provengono dagli zoo europei (c'è anche un partner privato) che hanno disponibili coppie riproduttive di gipeti. Il Malizia e Junior Ranger, un maschio e una femmina, sono nati rispettivamente a Praga e a Ostrava nella repubblica Ceca. Sono giunti a Entracque dopo un lungo viaggio in auto. Sebbene la popolazione alpina sia ormai quasi in grado di autosostenersi, esistono preoccupazioni per la variabilità genetica. Di qui la necessità di continuare con le reintroduzioni e di realizzare corridoi di intescambio con le residue popolazioni della Corsica e con quelle pirenaiche. In quest'ottica le Alpi Marittime rappresentano una cerniera importante. Ma se come nursery l'Argentera sembra avere un buon indice di gradimento, come domicilio definitivo sembrano ancora esserci dei problemi. Coppie nidificanti le troviamo nella vicina Ubaye, ma nelle valli cuneesi soltanto un maschio di gipeto, chiamato Paolo Peila, sembra avere un comportamento territoriale. Fino a ora, però, non è ancora riuscito a mettere su famiglia. Si è reso comunque utile prendendosi in qualche modo cura dei nuovi arrivati. Molto tempo è passato da quando il gipeto veniva chiamato l'"avvoltoio degli agnelli" ed era raffigurato sulle figurine di cartone (siamo negli anni '50) con negli artigli un grosso ovino: un'immagine che ne esaltava la pericolosità. Oggi sulle Alpi volano oltre 150 gipeti e ogni anno sono una ventina i nuovi nati in natura. Le incognite sono ancora molte come pure le perdite, ma seppure lentamente, il numero appare in espansione. Il Parco regionale delle Alpi Marittime con questa e con altre iniziative è impegnato in un ambizioso progetto transfrontaliero che vede negli spazi naturali protetti un forte fattore di attrattività per il turismo. Un turismo, come fanno notare i responsabili dei parco, la cui offerta deve evolversi e adattarsi alla domanda. E per rispondere alle incertezze climatiche e alle altre problematiche ambientali, deve diversificarsi e proporre prodotti innovativi appoggiandosi in modo particolare sulla scoperta dei patrimoni naturali e culturali. Occorre, per garantire lo sviluppo armonioso di questo territorio, trasformare una economia turistica stagionale di massa in un'economia basata su una gestione ragionata delle risorse, ripartita lungo tutto l'anno. Questa valorizzerà le specificità del territorio che si caratterizzerà per un'accoglienza di qualità.

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