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Salticidi, i ragni danzanti che amano il nettare

La famiglia dei salticidi è una delle più vaste nel mondo dei ragni, contando più di cinquemila specie diffuse in tutto il mondo, esclusa l'Antartide. Si tratta di ragni dalla curiose peculiarità, come quella di poter vivere a elevatissime altitudini, quella di saltare o quella di amare il nettare delle piante.

  • Federico Crovetto*
  • Ottobre 2023
  • Venerdì, 20 Ottobre 2023
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Foto F. Crovetto Foto F. Crovetto

Incredibile ma vero, esistono ragni che vivono oltre i 6.000 metri di altezza!  E' il caso dell'Euophrys omnisuperstes che è possibile incontrare sulla catena montuosa hymalaiana: si tratta di una specie adattata al clima estremo di queste altitudini, che sopravvive nutrendosi per lo più di collemboli (un tipo di artropode), riuscendo così ad essere in cima alla catena alimentare.

Uno stile di vita dinamico 

L'Euophrys omnisuperstes è una specie di salticide (il nome deriva dall'aggettivo latino salticus, cioè danzante o saltellante, per il suo muoversi continuamente a piccoli saltelli). I salticidi sono facilmente riconoscibili perchè presentano due grossi occhi frontali, utilissimi per il loro stile di vita. Difatti sono predatori abilissimi: cacciano di giorno, compiendo salti da record o muovendosi in modo frenetico sul suolo o sulle piante; in più grazie al loro sofisticato apparato visivo sono in grado di calcolare con precisione le distanze e, in caso di errori di calcolo, ci pensa la tela prodotta dalle filiere a salvarli dalla caduta, tela che viene sempre ancorata prima di ogni salto.

Un ragno goloso

Alcuni studi hanno dimostrato che, come avviene anche in altre famiglie di ragni, molte specie di salticidi si nutrono occasionalmente di nettare e di altre parti di piante, come polline, semi ecc.
Nello specifico uno studio inglese del 2001 ha approfondito nel dettaglio questo fenomeno: su 90 specie di salticidi esaminate i risultati sono stati sorprendenti, poichè tutte e 90 le specie si sono nutrite di nettare.
Le tecniche di approvvigionamento sono le più disparate: dall'appoggiare l'apparato boccale direttamente sul liquido, oppure inzuppare i palpi nelle gocce di nettare per poi spremerli tra i cheliceri facendo gocciolare il prezioso fluido direttamente in bocca. In altre occasioni inseriscono direttamente i cheliceri per suggere il liquido ricco di nutrienti. Durante queste sessioni alimentari le diverse appendici usate vengono pulite frequentemente.
Per confutare l'ipotesi che il ragno si serva del nettare solo per reidratarsi, sono state messe a disposizione delle gocce d'acqua in contemporanea al nettare per tutta la durata dello studio, e la scelta del ragno ha eliminato ogni dubbio.
Si ritiene dunque che integrare la dieta abbia l'obiettivo di aumentare la longevità, ipotesi già avanzata da studi precedenti su ragni di famiglie differenti; questo liquido infatti non contiene solo zuccheri bensì anche amminoacidi, sali minerali e vitamine, senza tralasciare il fatto che il costo energetico per il consumo del nettare sia notevolmente inferiore rispetto al costo energetico della caccia.

 

Foto F. Crovetto
Foto F. Crovetto

*Naturalist and Wildlife Photographer

Web: www.federicocrovetto.it
Instagram: @federico.crovetto
Facebook: Federico Crovetto Naturalist and Wildlife Photographer

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