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Bioblitz, benvenuti nel mondo dei ragni!

Da un'idea nata negli Stati Uniti nasce il Bioblitz nostrano: un progetto di citizen science che - nel 2020 - ha consentito agli studenti di una scuola lombarda relegati in DAD di vivere un'avventura di esplorazione "domestica". Il risultato? Hanno trovato ben 65 specie diverse di ragni e hanno condiviso le loro scoperte grazie all'app iNaturalist e alla pubblicazione di un opuscolo che racconta la loro esperienza.

  • Nadia Faure
  • Ottobre 2021
  • Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Tetragnatha - Foto A. Pane Tetragnatha - Foto A. Pane

I Parchi Lombardi dal 2016 propongono e organizzano il Bioblitz Lombardia, importante iniziativa naturalistica che cerca di coinvolgere i cittadini di tutte le età, più o meno esperti, nell'affascinante esplorazione della biodiversità. L'obiettivo è coinvolgere tutti nel monitoraggio delle specie viventi, attraverso un evento di divulgazione e ricerca scientifica, per censire e ampliare la conoscenza di tutte le forme di vita, animale e vegetale, che ci circondano.

Il Bioblitz è di importazione americana e consiste nel ricercare, trovare e possibilmente classificare, in una determinata area e per almeno 24 ore consecutive, tutte le forme di vita presenti, con il supporto e l'aiuto di esperti. E' un monitoraggio allargato basato su tre semplici azioni: esplora, impara e registra. Tutti i dati raccolti sono memorizzati sulla piattaforma iNaturalist, il social network naturalistico che connette le persone alla natura e che permette a naturalisti, scienziati, biologi - ma soprattutto ai cittadini - di mappare e condividere osservazioni, creando dibattito e confronto.

Possono partecipare tutti i cittadini e normalmente vengono accompagnati nelle loro esplorazioni da esperti e specialisti di Università, Enti e Associazioni scientifiche. I primi Bioblitz in Italia sono stati realizzati, rispettivamente, nel 2012 nella Riserva naturale Bosco Trentani (Comune di Mentana, Roma) e nel 2013 nel Parco Pantanello-Monumento Naturale Giardino di Ninfa: oltre 500 le specie individuate e determinate dagli specialisti che hanno accompagnato più di 1.500 partecipanti.

Nel 2020 la pandemia ha necessariamente modificato il format del Bioblitz Lombardia che, per evidenti ragioni, ha ripiegato su una forma a distanza, ossia "da casa", riproposta anche nel 2021 accanto agli appuntamenti in presenza. Nell'edizione 2021 il Bioblitz Lombardia è stato inoltre dedicato al tema degli insetti impollinatori dando supporto alla loro ricerca, cui è dedicato il progetto Life 4Pollinators coordinato dall'Università di Bologna.

Ma l'invito delle Aree protette lombarde a guardarsi attorno, osservare e contribuire alla ricerca scientifica, è stato seguito anche dalla Scuola secondaria di primo grado "G. Denti" di Cingia de' Botti, piccolo comune della pianura lombarda, in provincia di Cremona che sorge lungo la napoleonica strada Giuseppina che collega Cremona a Casalmaggiore. Qui il professore di Scienze Fabrizio Lanfredi, nell'anno scolastico 2019/2020, poi sconvolto dalla pandemia, aveva aderito al programma Bioblitz, con l'uscita in un'area protetta, poi annullata. Finiti tutti in lockdown e in "DAD" il progetto si è sviluppato in un'avventura casalinga dove gli eroi cercatori (gli studenti), accompagnati dall'aiutante (prof. Lanfredi) partono per esplorare un universo misterioso intorno a casa.

Il mondo dei ragni

Appartenenti alla grande famiglia degli aracnidi hanno otto zampe, suddivise in ben sette parti: coxa, trocantere, femore, patella, tibia, metatarso, tarso con artigli terminali. Il corpo si divide in due parti, dette tegmata. La parte anteriore è chiamata prosoma (capo e torace) o cefalotorace, quella posteriore detta opistosoma o addome. Tra gli aracnidi, oltre ai ragni, troviamo opilioni, scorpioni e acari (più comuni) oltre a amblipigi, palpigradi, pseudoscorpioni, ricinulei (ragni-zecca), schizomidi, solifugi e uropigi.

Nel mondo si contano 50mila specie di ragni (1.600 in Italia), suddivise in 120 famiglie (50 in Italia) oggetto di continui aggiornamenti.

Tutti i ragni sono predatori e - a seconda delle specie o delle famiglie - adottano tecniche di caccia differenti le une dalle altre, talune curiose: alcuni tessono ragnatele, altri cacciano a pelo d'acqua (ossia galleggiando stanno in ascolto delle onde create dalle prede che cadono in acqua) oppure cacciano al laccio o stanno in agguato. Esistono anche specie che imitano le formiche per poi catturarle e mangiarsele!

La straordinaria capacità di produrre la seta è dovuta alla presenza, nell'addome, di ghiandole sericigene. Queste, collegate alle filiere, producono la seta sia per la creazione delle note ragnatele, sia per creare il bozzolo dove il ragno si rifugia nei momenti di riposo, sia per avvolgere le prede e sia per raccoglie e custodisce le uova. I ragni nascono difatti da uova deposte (generalmente) in sacchetti di seta, detti ovisacchi, in inglese cocoon.

La lavorazione della seta è un capolavoro della natura: ci sono ragnatele a spirale verticale oppure orizzontale, altre disposte come un groviglio tridimensionale, a cupola o ad amaca; altre ancora sembrano un lenzuolo con una via di fuga posteriore, simile ad un imbuto... insomma un mondo infinitamente interessante e sorprendente da indagare.

Il progetto che ha coinvolto gli studenti e i suoi risultati

Introdotti al mondo dei ragni, i ragazzi dell'istituto "G. Denti" di Cingia de' Botti hanno cominciato l'esplorazione a scuola e attorno a casa, sui muri, su strutture come pali della luce, cartelli stradali, nei prati, nei giardini, nell'erba bassa, tra i cespugli, sulle siepi, nei rovi, nei terreni brulli, sui muretti a secco, tra la ghiaia, sulle rocce, sugli alberi... Insomma gli stessi habitat che frequentiamo anche noi!

A fine anno scolastico sono state 65 le specie diverse di ragni trovate, identificate e documentate dagli studenti.  

"Ogni racconto d'avventura porta con sé un racconto di formazione", scrive la Dirigente scolastica, Paola Premi, nell'opuscolo che restituisce il risultato della grande esplorazione, "Alla ricerca dei ragni casalinghi. Avventura a distanza". "Il viaggio e l'incontro con il misterioso ci cambia, ci fa diventare grandi e tali appaiono i ragazzi che raccontano la loro esperienza".

Come Jacopo, che scrive che "l'osservazione lo rilassa e lo fa sentire in armonia con ciò che lo circonda".

"A causa del Coronavirus", spiegano altri due studenti, Federica e Nicholas, "non siamo andati a scuola e, come gli insetti che devono restare lontano dalle ragnatele per non essere catturati, anche noi abbiamo dovuto adottare un diverso metodo di studio a distanza".

Durante le osservazioni e la stesura dell'opuscolo, il prof. Lanfredi è stato supportato da naturalisti e da esperti di ragni tra cui il guardiaparco delle Aree protette delle Alpi Cozie, Andrea Pane.

I risultati dell'esplorazione sono inserite su iNaturalist dove è presente anche il progetto scolastico "A space for living spicy species" creato nel settembre 2017 dal prof. Lanfredi con l'obiettivo di monitorare, in uno spazio limitato e antropizzato (i comuni di Cingia de' Botti, Motta Baluffi, Scandolara Ravara, S. Martino del Lago, Derovere) la variazione nel tempo delle specie presenti. L'intento è di valutare, almeno qualitativamente, come possa cambiare un piccolo ambiente introducendo, nei 7 micro-habitat presenti, piccole modifiche: mangiatoie, risorse invernali di cibo, possibili siti di nidificazione, posatoi per insetti, bat-box.

Il mondo dei piccoli ragni, dei "minuscules" (dal titolo del famoso film-documentario), è importante e affascinante quanto quello di qualunque forma di vita e - purtroppo - nel 2020 un altro "minuscule" ovvero il virus del Covid-19 ha sconvolto il mondo intero. I ragazzi del prof. Lanfredi però ci invitano a pensarla alla maniera del Piccolo Principe: "Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle"!

 

Alopecosa accentuata o farinosa - Foto A. Pane.
Araneus diadematus epigino - Foto A. Pane
Argiope bruennichi femmina che tesse la tela - Foto A. Pane
Pardosa sp - Foto A. Pane
Pardosa sp - Foto A. Pane
Tetragnatha - Foto A.Pane
Tetragnatha - Foto A. Pane
Tetragnatha - Foto A. Pane

 

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ragno aracnidi biodiversità citizen science

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