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La banca della biodiversità genetica forestale

E' la rete dei popolamenti forestali piemontesi per la raccolta dei semi, nata per proteggere la biodiversità e il patrimonio genetico dei nostri boschi e garantire un futuro al territorio.

  • Alessandro Paolini
  • Maggio 2026
  • Lunedì, 4 Maggio 2026
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Uno scorcio del Bosco della Partecipanza - Foto L. Camoriano Uno scorcio del Bosco della Partecipanza - Foto L. Camoriano

In un'epoca segnata dai cambiamenti climatici, piantare un albero non basta: occorre piantare quello "giusto" nel posto giusto. Una piantina nata da un seme raccolto in una valle alpina e messa a dimora in quell'ambiente ha infatti molte più probabilità di sopravvivere rispetto a una proveniente da contesti diversi. Conservare la diversità genetica significa inoltre garantire che i boschi del futuro siano composti da piante di specie autoctone con una adeguata variabilità genetica, capaci di adattarsi ai cambiamenti ambientali, e mantenere l'equilibrio ecologico del territorio.

La Regione Piemonte ha recentemente approvato l'aggiornamento del Registro regionale dei Materiali di base per la vivaistica forestale, contenente un elenco strategico di 142 popolamenti, per lo più boschi, selezionati per la loro qualità, nei quali sono presenti i materiali di base delle singole specie arboree. Ma vediamo di capire insieme di cosa si tratta.

Popolamenti da seme e materiali di base per la vivaistica forestale: che cosa sono?

Secondo la normativa vigente (d.lgs. 386/2003) i Materiali di Base (MB) sono fonti di seme (filari e singole piante in aree aperte anche molto vaste), boschi e arboreti (piantagioni realizzate appositamente), individuati per la raccolta di frutti e semi delle singole specie arboree, ma anche i cloni selezionati per realizzare piantagioni da legno (la pioppicoltura in primis).

Ad esempio per la Farnia (Quercus robur) sono iscritti nel Registro regionale ben 13 Materiali di base, quasi tutti localizzati in Aree Protette regionali o in aree Natura 2000: La Mandria, Stupinigi, Bosco del Merlino, Racconigi, Rocchetta Tanaro, Bosco della Partecipanza, Lame del Sesia, Lagoni di Mercurago,Ticino.

Ma in un singolo Popolamento (ovvero bosco) possono essere presenti più materiali di base, di differenti specie, censiti e iscritti al Registro. Ad esempio nel Gran Bosco di Salbertrand sono presenti Abete bianco e Abete rosso.

I popolamenti da seme

"A partire dagli anni Novanta, e quindi da una trentina di anni circa, in Piemonte è stato individuato oltre un centinaio di boschi adatti alla raccolta di frutti e semi di specie autoctone, sia arboree che arbustive. Non sono semplici angoli di natura, ma veri e propri scrigni genetici, preziosi per garantire la sopravvivenza delle foreste di domani" spiega Lorenzo Camoriano, Settore Foreste, Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte. 

Il lavoro è stato condotto dal Settore Foreste della Regione Piemonte, con il supporto tecnico dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente (IPLA SpA) e con la collaborazione del Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università di Torino (DISAFA), in particolare per la caratterizzazione genetica delle specie arboree più interessanti.

L' attività di ricerca è confluita nel Registro regionale dei materiali di base per la vivaistica forestale, periodicamente aggiornato, che contiene ad oggi 142 "popolamenti da seme" al cui interno sono stati censiti i "materiali di base" delle singole specie arboree autoctone. 

Nell'ultimo aggiornamento sono stati inseriti anche i materiali di base costituiti dai cloni di pioppo selezionati e conservati in Piemonte per produrre piantine (pioppelle) per le piantagioni di arboricoltura da legno, già iscritti al Registro nazionale, portando così a 368 il totale dei materiali di base del Registro della Regione Piemonte.

"Riguardo alle specie autoctone, una delle ricerche più importanti riguarda la Farnia, la quercia di pianura, relegata dall'urbanizzazione e ancor più dall'agricoltura a suoli poco fertili, dove siccità e alte temperature estive hanno causato negli ultimi decenni estesi fenomeni di deperimento e moria " prosegue Camoriano.

"Con la collaborazione di IPLA, CNR e DISAFA – UniTO, e collegandosi a un'attività in corso in Veneto e Lombardia, si è provveduto ad identificare delle coppie di farnie nei boschi planiziali, in particolare all'interno di Aree protette, costituite da un esemplare in buone condizioni di salute e da uno in stato di evidente deoerimento. Su queste piante sono state prelevate carote dal fusto, per verificare il reale accrescimento negli ultimi decenni -  anche in relazione all'andamento climatico - e campioni di foglie per effettuare analisi genetiche di dettaglio. Scopo della ricerca è capire se la maggiore resistenza e resilienza ai cambiamenti climatici degli individui sani sia dovuta al loro patrimonio genetico. In tal caso si potrà indirizzare con più precisione la raccolta dei semi per la vivaistica forestale, in modo da produrre nuove piante con le stesse caratteristiche vincenti".

I vivai forestali della Regione Piemonte

La Regione provvede alla gestione di propri vivai forestali che producono piante forestali autoctone, controllate e certificate sia dal punto di vista fitosanitario che da quello della provenienza, e destinate a arboricoltura da legno, imboschimento, rimboschimento, rinaturalizzazione, recupero ambientale con tecniche di ingegneria naturalistica, forestazione urbana.

La l.r. n 4/2009 indica infatti, tra i compiti della Regione, la tutela della biodiversità, la diffusione delle specie arboree e arbustive autoctone indigene del territorio piemontese e la produzione di materiale forestale di propagazione per finalità di tutela e valorizzazione del patrimonio forestale.

I finanziamenti per la tutela e la valorizzazione delle risorse genetiche forestali (RGF)

Altre novità sostanziali consistono nel finanziamento dell'attività di ricerca, anche genetica, con fondi ministeriali e negli interventi per la vivaistica forestale previsti dal Complemento di Sviluppo Rurale regionale (CSR) 2023-2027 (fondo FEASR). In particolare sono stati finanziati interventi di ammodernamento dei vivai privati, premiando quelli che lavorano con le specie autoctone (azione SRD15.2 del CSR). Inoltre, per la prima volta l'Unione Europea ha previsto nell'ambito dello Sviluppo rurale una specifica misura rivolta alla conservazione delle Risorse Genetiche Forestali (intervento SRA 31). Con questo intervento sono in corso sia attività di ammodernamento dei vivai forestali regionali sia la redazione di disciplinari di gestione e l'effettuazione di miglioramenti per i boschi classificati come popolamenti da seme" conclude Camoriano.

La gestione di queste "riserve genetiche" non è un segreto per pochi addetti ai lavori: la localizzazione geografica e i dettagli tecnici di ogni bosco da seme – infatti - sono consultabili pubblicamente attraverso il Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA) della Regione Piemonte.

Un modo per rendere i cittadini e i proprietari forestali partecipi della custodia di un patrimonio che appartiene a tutti.

 

Per approfondimenti:

I vivai forestali della Regione Piemonte

Popolamenti da seme e materiali di base per la vivaistica forestale

 

Produzione di piantine di farnia in contenitore - Foto L. Camoriano
Semenzale di farnia con pane di terra - Foto L. Camoriano

 

 

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