L come LIMULO
"Il limulo"
Sara Rodeghiero e Laura Scivoli- Caissa Italia (40 pp, 18,50 euro)
Da anni osservo le nuove proposte dei "grandi" editori con sempre meno coinvolgimento perché spesso trovo titoli ripetitivi e prevedibili all'insegna di una "certezza" della vendita. Molto molto più interessanti sono i cataloghi dei piccoli editori, che osano e scommettono, con intelligenza e capacità di fare quei libri che mancano. "Il limulo", sottotitolo "Vita e prodigi di un animale ostinato" è uno di questi, un albo di divulgazione curato e scritto con grande maestria, che sceglie come protagonista un fossile vivente quasi sconosciuto, trasformandolo in guida ironica e tenace per parlare di evoluzione, resilienza e fragilità degli ecosistemi.
Il testo è una sorta di ritratto in movimento: il limulo è vecchissimo (440 milioni di anni di storia alle spalle), buffo, indistruttibile, testardo, pieno di speranze. È lui stesso a raccontarsi, accompagnando i lettori lungo una auto-biografia che attraversa mari e spiagge, cambiamenti climatici antichi e pressioni moderne, mostrando come un organismo "uguale da sempre" sia in realtà costantemente esposto a nuove minacce. L'idea di scegliere un animale marginale, lontano dai soliti "carismatici", è già una presa di posizione ecologica: la biodiversità non è fatta solo di specie famose, e la sopravvivenza di questo "arzillo vecchietto" dipende anche dalle nostre scelte.
Il registro è quello della divulgazione narrativa: informazioni su anatomia, habitat, cicli di vita e uso del sangue di limulo in ambito medico si intrecciano con immagini quotidiane, battute, piccole situazioni che rendono il protagonista quasi un personaggio da romanzo. Il tono, tuttavia, non perde mai il rigore: l'animale rimane strano, quasi alieno, ma le sue "stranezze" sono sempre ancorate a dati scientifici, dal fatto di avere occhi dappertutto alla definizione di fossile vivente. Ne nasce un testo capace di appassionare senza spettacolarizzare, che invita i bambini a farsi domande su cosa significa sopravvivere così a lungo in un mondo che cambia.
Le illustrazioni di Laura Scivoli sono decisive: un tratto che si coordina perfettamente con il testo, giocoso ma preciso, capace di dare corpo a un animale difficilmente immaginabile, rendendolo insieme realistico e simpatico. Il limulo appare eccentrico, "quasi alieno", ma mai mostruoso: è un corpo basso, vicino alla sabbia, che sgambetta con il telson, si muove tra colori marini e toni caldi di terra, abitando pagine piene ma mai sovraccariche. Questa scelta visiva sostiene l'idea che si possa amare e proteggere anche ciò che non è immediatamente bello secondo i nostri canoni, che il valore ecologico non coincide con l'estetica.
Da 7-8 anni
M come METAMORFOSI
"Cambiare"
Federica Buglioni e Francesca Ballarini – Topipittori (48 pp, 16 euro)
Fa parte della davvero ben costruita collana PiNO, Piccoli Osservatori Naturalistici, che ha la volontà di unire la divulgazione scientifica all'arte, e il sottotitolo ci introduce meglio al tema: "Trasformismi, metamorfosi e migrazioni nel regno animale". Buglioni costruisce un percorso che abbandona le classificazioni tradizionali per seguire i fili del cambiamento: pesci che passano dal mare ai fiumi, animali che mutano forma, colore, sesso, specie che scelgono di restare "sempre giovani" grazie alla neotenia. Il cuore del libro non è l'elenco di curiosità, ma l'idea che ogni trasformazione, pur essendo figlia del caso (la natura non ha una consapevole capacità analitica e progettuale) sia la risposta concreta a condizioni ambientali, predatori, disponibilità di risorse; che il cambiamento sia, letteralmente, questione di sopravvivenza. Forse una delle risposte concrete: magari ce ne sono state altre all'interno della stessa specie, ma solo questa è giunta fino a noi che oggi la studiamo.
La scrittura offre un doppio registro: rigorosa nei contenuti, ma aperta alla meraviglia, capace di accostare dati e immagini mentali, domande e inviti a osservare. Il lettore è chiamato a guardare la natura "con occhi nuovi", a farsi piccola naturalista osservatrice, a riconoscere trasformazioni anche nei contesti più quotidiani, magari organizzando un laboratorio di campo in giardino o nei prati che si incontrano durante le gite.
Le illustrazioni di Francesca Ballarini non si limitano a "decorare" i testi: mescolano le carte, come nota una libreria indipendente, creando tavole in cui specie lontane convivono per analogia di strategie, non per tassonomia. Il segno è vivace, spesso umoristico, ma attento ai dettagli anatomici; i colori e la composizione aiutano a visualizzare metamorfosi, migrazioni, mimetismi, rendendo evidente ciò che a occhio nudo, in natura, richiederebbe tempi lunghissimi. Decisamente riuscito l'uso della copertina che, aprendosi, aggiunge informazioni d'insieme attraverso un sommario parlante e una mappa concettuale.
Molto apprezzata la scelta di includere l'essere umano tra gli animali che cambiano, sottolineando che la nostra forma particolare di trasformazione è culturale e niente affatto genetica (come troppo spesso sentiamo dire, ottima scusa per parlare di diversità razziale che proprio non esiste e chi usa queste parole è o un ignorante o un manipolatore). In un'epoca di crisi ecologica, questa scelta spinge ragazze e ragazzi a interrogarsi su come cambiamo abitudini, tecnologie, organizzazioni sociali, e su quali trasformazioni siano oggi necessarie per continuare a coesistere con gli altri viventi.
Da 10-11 anni
N come NATURA & EMOZIONI
"Alfabeto temporale"
Chiara Costantini e Allegra Agliardi – Storiedichi Edizioni (60 pp, 18 euro)
"Ettie e lo stagno di mezzanotte"
Julia Green – uovonero (242 pp, 16,50 euro)
Si parla sempre più spesso di eco-emozioni, per tornare a liberare i propri sentimenti e propensioni, spesso bloccati dall'omologazione al nostro gruppo di appartenenza: la famiglia, la classe, il quartiere, la religione o lo stile di vita del paese di origine. In natura forse riusciamo ad essere più veri e più noi stessi?
"Alfabeto temporale" è' un albo costruito in forma di abbecedario che usa le lettere (tutto è scritto in maiuscolo) come piccoli finestrelle per parlare di un particolare aspetto o situazione del tempo atmosferico, con qualche piccolo extra dove il tempo è quello interiore o musicale. Ogni lettera apre una micro‑scena, sulla pagina di sinistra mentre a destra un testo talvolta una poesia oppure una filastrocca racconta della pioggia e del vento, delle stagioni o del lampo, ma anche di dubbio, istante, meraviglia, orologio... Le manifestazioni della natura si mescolano con le emozioni e gli stati d'animo. La scelta del maiuscolo aiuta i lettori più piccoli a guadagnare autonomia e voglia di esplorare le pagine, magari trasformando la lettura in un gioco: da ogni parola figli e genitori devono raccontare qualcosa di personale.
Accanto a testi brevi e ritmati, le illustrazioni di Allegra Agliardi giocano con colori morbidi, segni liberi e composizioni ariose, che danno alla pagina una dimensione fisica del passare del tempo: nuvole che scorrono, oggetti che si spostano, figure che crescono o si ritrovano. Immagini non didascaliche ma evocative.
Da 6 anni
Julia Green è autrice di oltre 20 apprezzatissimi romanzi per bambini e ragazzi e molto spesso usa la natura, i boschi, i luoghi selvatici per ambientare le sue storie dove le vicende dei protagonisti risaltano meglio grazie agli habitat con pochissimi umani. "Ettie e lo stagno di mezzanotte", è un romanzo di formazione che usa il paesaggio post‑pandemico e un laghetto di una cava dismessa come escamotage narrativi per raccontare quella zona di confine in cui un'adolescente impara a distinguere desiderio, rischio e responsabilità.
Ettie vive con la nonna in una casa isolata, circondata da boschi e da un mondo che porta ancora le cicatrici di una pandemia non meglio definita. La madre è sparita dal quadro, il padre non c'è: il loro microcosmo è fatto di storie raccontate la sera, di nuotate nel laghetto vicino, di regole non sempre esplicitate ma molto presenti. Quando Ettie scopre una cava abbandonata e uno stagno nascosto. L'attrazione per quel luogo coincide con l'incontro con Cora, ragazza misteriosa che incarna libertà, trasgressione, forse una fuga desiderata?
Green costruisce con grande finezza la tensione tra sicurezza e rischio: la nonna avverte che la cava è pericolosa, ma le parole non bastano più a contenere l'energia di una ragazza che sente il bisogno di misurarsi con i propri limiti. Le notti fuori casa, i tuffi clandestini, le bugie, il fascino ambiguo di Cora alimentano una spirale narrativa in cui lo stagno, la notte, il bosco, i rumori degli animali selvatici diventano spazio di prova e di proiezione dei fantasmi interiori. Da sottolineare che il libro funziona bene anche grazie alla traduzione di Sante Bandirali, che riesce a ricreare in italiano quel registro limpido ma non semplificato di Green: frasi brevi, immagini precise, dialoghi essenziali che lasciano spazio al non detto. Le illustrazioni in bianco e nero (di Pam Smy) sottolineano infine il ruolo del bosco, della cava, dello stagno, trasformandoli in personaggi a pieno titolo.
Da 12 anni per le ragazze, da 13-14 per i ragazzi
O come ORIGINI
"Il primo migliore amico"
Bridget Marzo – Il Castoro (40 pp, 14,50 euro)
"Alla fine mangerò anche te"
David Duff e Marianna Coppo – Il Castoro (40 pp, 14,50 euro)
Le origini sono un tema sempre interessante e a volte difficile da definire: con questi due libri esploriamo sia le origini dal punto di vista di noi sapiens che le origini di ogni forma di vita sulla terra
"Una storia dell'Età della Pietra", recita il sottotitolo di "Il mio primo migliore amico" e questa storia, che si ispira ai ritrovamenti paleontologici della grotta di Chauvet, nelle Alpi francesi usa la forma dell'albo illustrato per ricordarci qualcosa di enorme: la nascita dell'alleanza tra esseri umani e cani, trasformata in relazione affettiva tra un bambino e una piccola creatura selvatica. Mo è una bimba che deve badare al fratellino, sempre in movimento, nel tempo libero esplora in solitudine e inizia a fidarsi di un animale fino a quel momento percepito dagli adulti come minaccia. La famiglia è spaventata, il gruppo è diffidente, ma la curiosità della protagonista apre uno spazio nuovo, in cui paura e fascino si mescolano.
Il libro si ispira a un ritrovamento archeologico, una sepoltura condivisa tra umano e cane. La base scientifica rimane sullo sfondo, ma innesca la narrazione, suggerendo che quello che vediamo sulla pagina corrisponde a una possibile scena di preistoria quotidiana. Il racconto lavora su più piani. Da un lato è storia di amicizia come capita a tutti i bambini: Mo scopre cosa significa prendersi cura, proteggere, giocare con qualcuno che non parla la sua lingua ma risponde ai gesti e agli sguardi. Dall'altro è racconto di passaggio culturale: la comunità impara a guardare diversamente l'animale, che da preda o pericolo diventa compagno, alleato nella caccia, parte del gruppo. In questo senso, il libro offre una bella occasione per discutere con i bambini di come le paure collettive si trasformino, di come le regole possano cambiare quando qualcuno prova a fare qualcosa di nuovo. Soprattutto abbandonando il "si è sempre fatto così" per lasciare spazio alla curiosità intellettuale.
Le immagini, essenziali e calde, costruiscono un'Età della Pietra plausibile per l'immaginario infantile, senza eccesso di dettagli tecnici ma con attenzione ai materiali, ai paesaggi, ai fuochi, ai corpi in movimento. Il segno di Marzo sostiene bene la doppia anima del libro: archeologica ed emotiva. Gli ambienti preistorici sono immediatamente riconoscibili, ma quello che rimane sono i volti, le posture, la vicinanza fisica tra bambino e animale, che rende visibile la nascita di una relazione interspecifica destinata a durare millenni. Un bellissimo albo capace di incrociare storia, archeologia, etologia e educazione emotiva.
Da 6 anni
"Alla fine mangerò anche te" torna sul tema delle origini della vita concentrandosi sui cicli della vita attraverso un libro che affrontare il ciclo della vita e la morte con uno sguardo laterale, ironico e dolcemente dissacrante, mettendo al centro una strana amicizia nata fra un verme e un dinosauro. L'incontro fortuito fra due creature agli opposti della rete trofica diventa occasione per ripensare chi mangia chi, e soprattutto cosa resta di una relazione quando il tempo passa e i ruoli naturali si compiono. Il titolo, apparentemente minaccioso, in realtà si trasforma come promessa di continuità: nel grande riciclo della materia gli esseri viventi si trasformano, si scambiano, si "mangiano" e si lasciano, ma qualcosa del legame resiste nelle memorie e nelle tracce.
C'è moltissimo humour (cosa rara quando si parla di scienza): battute asciutte, ripetizioni dosate, una voce narrante che non consola né drammatizza, ma invita a guardare da vicino ciò che spesso resta fuori dalle conversazioni con i bambini. E Coppo, con le sue illustrazioni pulite e surreali, costruisce un mondo essenziale dove il bianco della pagina è spazio, tempo, pausa, e pochi segni bastano a rendere visibile la metamorfosi di corpi ed emozioni.
Da 4-5 anni
P come PINGUINI
"365 Pinguini"
Jean-Luc Fromental e Joȅlle Jolivet – il castoro (48 pp, 19,90 euro)
Ristampato a 20 anni di distanza delle prima edizione è un albo di grande formato che parte da una premessa surreale (un pinguino recapitato ogni giorno a casa di una famiglia) per costruire un racconto che è insieme slapstick domestico, esercizio di matematica concreta e riflessione ecologista. È vero che i pinguini non vivono alle nostre latitudini, ma le difficoltà che questi animali vivono per la crisi climatica sono le stesse che si riscontrano sulle Alpi. La struttura è rigorosamente calendariale: primo giorno dell'anno, primo pinguino; poi un secondo, un terzo, fino a 365. Ogni nuovo arrivo complica la vita dei protagonisti con spazi che si riempiono, cibo che non basta, rumori, odori, gestione dell'acqua e del freddo, e costringe lettori e personaggi a pensare in termini di quantità, proporzioni, organizzazione.
Fromental scrive con un humour secco, costruendo gag visive e verbali che dialogano strettamente con le illustrazioni di Jolivet. Il testo si appoggia su ripetizioni, accumuli, piccoli problemi aritmetici che possono diventare spontaneamente spunti didattici per una lettura in famiglia come in classe. Le tavole di Jolivet, in grande formato, sono un elemento distintivo: grafica potente, colori piatti e contrasti netti rendono possibile "vedere" la crescita numerica dei pinguini a colpo d'occhio.
E voi cosa fareste se doveste convivere con 100, 200, 300 pinguini?
Dai 5-6 anni
Q come QUANTA VARIETA'
"Che avventura l'evoluzione"
Reidar Müller e Sigbjørn Lilleeng – Editoriale Scienza (189 pp, 18 euro)
Trasformare milioni di anni di storia naturale in un'esperienza narrativa concreta, emozionante e comprensibile è sempre stata una bella sfida per gli autori scientifici. Müller, geologo e scrittore, ci riesce bene grazie alla collaborazione con Lilleeng, fumettista e illustratore, in questa graphic novel molto densa quanto vivace. Liv e Iggy sono due protagonisti che viaggiano nel tempo e nello spazio, attraversando le principali tappe dell'evoluzione. L'idea è semplice ma efficace: incarnare il punto di vista del lettore, che scopre insieme ai personaggi come da organismi microscopici si arrivi via via a ecosistemi complessi, animali terrestri, forme di vita giganti, estinzioni e nuove radiazioni evolutive. Questo espediente consente di alternare momenti narrativi puri (pericolo, sorpresa, incontri inattesi) a pause di spiegazione che mantengono un buon livello di rigore senza appesantire il ritmo.
In questo modo si riesce a dare un continuum tra scienza e racconto: non è un manuale "travestito" da graphic novel, ma un viaggio in cui concetti chiave (selezione naturale, adattamento, estinzioni di massa, origine comune degli organismi) emergono per necessità della storia e non come digressioni didascaliche. Le illustrazioni di Lilleeng lavorano in stretta alleanza con il testo, portando in scena dinosauri, libellule giganti, scorpioni enormi e altri organismi "spettacolari", ma collocandoli sempre in contesti ambientali riconoscibili, con una buona attenzione al dettaglio ecologico.
Il libro permette di ragionare sulla scala dei tempi geologici, sulla continuità tra forme di vita diverse, ma anche sul nostro posto nella storia della Terra e sulla responsabilità che deriva dal conoscere questa vicenda. L'impostazione non è antropocentrica: gli esseri umani compaiono come esito di una lunga serie di trasformazioni, non come protagonisti "superiori" è un messaggio prezioso.
Da 9 anni
