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Adamello, il respiro del ghiaccio e la storia di una montagna che scompare

Un viaggio attraverso la storia che ha plasmato questo territorio, dalla sua formazione geologica alla trasformazione in atto sotto l'influenza del riscaldamento globale. Le parole e le immagini straordinarie di questo libro si intrecciano, dando vita a un racconto che è tanto scientifico quanto storico ed emozionale.

  • Alessandra Corrà
  • Aprile 2026
Venerdì, 13 Marzo 2026
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Adamello, il respiro del ghiaccio e la storia di una montagna che scompare

"Il viaggiatore che entri in quella ghiacciata regione si sente con tale illusione trasportato in un nordico paese, che stupisce pensando d'aver abbandonato soltanto dal giorno innanzi i paesi delle sottostanti valli e dal mattino le regioni della vegetazione."

Julius von Payer

Mi è capitato, per due estati, di trascorrere alcuni giorni in Val Camonica, nel cuore del Parco dell'Adamello. Non sono mai stata a Pian di Neve, né sono salita sul ghiacciaio dell'Adamello, ma quando il mio sguardo ha incontrato il suo profilo esile stagliarsi maestoso all'orizzonte, ho provato una sensazione di meraviglia e curiosità. Era estate, e dal mio punto di osservazione, il ghiacciaio sembrava una distesa di terra, ma se cercavo di immaginare, capivo che, anni fa, quella stessa terra era completamente ricoperta di ghiaccio. Estendendosi sotto il cielo limpido delle montagne, mi ha colpito non solo per la sua bellezza, ma anche per ciò che era stato nei secoli e per la consapevolezza che stavo osservando qualcosa destinato ancora a trasformarsi e, forse, scomparire definitivamente un giorno.

È una presa di coscienza che fa male, perché il ghiaccio, che è poi acqua, è il simbolo di vita, di purezza, di essenza. Il suo declino oggi ci parla di una realtà che non dovremmo ignorare: i ghiacciai ci stanno mostrando segni inequivocabili del cambiamento che stiamo vivendo. Ogni centimetro che scompare, ogni crepaccio che si allarga, ci ricorda che, se i ghiacci svaniscono, anche noi, in qualche modo, scompariremo. La terra che ci ospita è parte di noi, e i ghiacciai, come sentinelle silenziose, ci avvertono che il nostro destino è legato a una rete complessa e meravigliosa che ci unisce a ogni altra forma vivente sulla Terra.

Ciò che è certo è che dovremmo agire. Ma prima di farlo, è necessario conoscere. Apprendere il mondo che ci circonda, comprendere le connessioni profonde che ci legano alla terra.

Per questo motivo, quando ho scoperto che il Parco dell'Adamello aveva realizzato il volume Adamello, storia di un ghiacciaio, a cura di Riccardo Scotti e Anna Maria Bonettini, dedicato al ghiacciaio più vasto e profondo d'Italia, non ho potuto fare a meno di immergermi subito nelle sue pagine.

Attraverso una copertina sorprendentemente interessante, realizzata "a scomparsa", il viaggio mi ha guidato lungo la storia che ha plasmato questo territorio, dalla sua formazione geologica alla trasformazione in atto sotto l'influenza del riscaldamento globale. Le parole e le immagini (davvero straordinarie!) in questo libro si intrecciano, dando vita a un racconto che è tanto scientifico quanto storico ed emozionale. Tra le pagine, non solo ho potuto ammirare la maestosità del ghiacciaio e scoprire le vicende che hanno segnato la sua storia, ma ho anche percepito la sua fragilità, messa a dura prova nel corso degli anni dal modo avido e spesso insensato con cui l'uomo ha interagito con la terra. Un comportamento che, se non cambia, rischia di portare all'oblio un'intera epoca.

Questa storia millenaria ci racconta anche di quando l'Adamello divenne lo scenario della "Guerra Bianca", la grande guerra combattuta tra il 1915 e il 1918 sulle cime più alte d'Italia, sul fronte più alto della storia. In questo contesto drammatico, le lettere di alcuni soldati, indirizzate ai loro cari, ci offrono uno sguardo straordinario su quel paesaggio estremo. Descrivono con le loro parole, cariche di emozioni e sofferenza, la maestosità e l'asprezza del ghiacciaio, un ambiente che diventò teatro di conflitti, ma anche di riflessioni intime e profonde sulla vita e sulla morte.

Nel volume trova ampio spazio anche l'alpinismo, con le testimonianze di coloro che, per primi, esplorarono questi luoghi, contribuendo a scrivere la storia delle ascensioni sul ghiacciaio. Ci viene ricordato che, in passato, salire su un ghiacciaio come l'Adamello suscitava un certo timore. La sua vastità, la sua posizione remota e il suo aspetto inospitale lo rendevano un luogo misterioso, quasi sovrannaturale. L'inizio delle ascensioni sulla vetta del ghiacciaio risale al 1864, quando il tenente austriaco Julius von Payer, pioniere di queste terre glaciali, riuscì a raggiungere la cima. Il suo successo fu seguito, nel 1865, dall'alpinista inglese John Ball, più noto come Freshfield, che dedicò il suo tempo allo studio della conformazione del massiccio e della sua geologia.

Con l'arrivo degli italiani, qualche anno dopo, il ghiacciaio iniziò a essere esplorato più sistematicamente, segnando la fine della fase puramente esplorativa. Tuttavia, le montagne non sono mai state luoghi facilmente comprensibili, e ci vollero anni prima che le superstizioni, che si erano radicate nel corso dei secoli, venissero completamente abbandonate. Si diceva infatti che tra le nevi perenni dell'Adamello dimorassero delle anime erranti, anime di soldati o di guerrieri perduti, che avrebbero vagato eternamente tra i ghiacci. Alcuni raccontavano persino di aver visto figure misteriose vestite di bianco e rosso, che, appena avvistate, svanivano nel nulla davanti agli occhi increduli degli alpinisti.

Un'altra sezione del libro è dedicata alla nascita del Servizio Glaciologico Lombardo, fondato nel 1922, un'organizzazione di volontariato scientifico che da allora si occupa del monitoraggio di quasi 200 ghiacciai in Lombardia. Questo impegno, che si è esteso per decenni, è il risultato della volontà di preservare e studiare questi ghiacciai, che non solo rappresentano un importante patrimonio naturale e storico, ma fungono anche da indicatori vitali per comprendere i cambiamenti climatici in atto.

Il Servizio Glaciologico Lombardo ha avuto un ruolo fondamentale nel tracciare l'evoluzione dei ghiacciai, monitorandone la superficie, il volume e i parametri fisici, fornendo dati cruciali per gli studiosi di tutto il mondo. L'analisi dei ghiacciai, infatti, ci consente di osservare da vicino gli effetti del riscaldamento globale: la loro progressiva ritrazione, il cambiamento nei cicli di fusione e accumulo della neve, e la perdita di massa ghiacciata sono tutte manifestazioni dirette di un clima che sta cambiando in maniera accelerata.

La conservazione dei ghiacciai e dell'ambiente alpino è una causa che ci riguarda profondamente, poiché questi ecosistemi sono il riflesso del nostro equilibrio con la natura. Ci insegnano l'importanza di preservare il nostro patrimonio naturale, e ci ricordano quanto sia urgente intervenire prima che i segni del cambiamento diventino irreversibili. Solo attraverso un impegno collettivo possiamo sperare di proteggere questi luoghi straordinari, custodendo per le generazioni future la bellezza e la vita che ancora vi abitano.

Non posso che esprimere la mia gratitudine alla biologa Anna Maria Bonettini, coordinatrice della ricerca scientifica e dei progetti di conservazione della biodiversità del parco, che mi ha gentilmente inviato il testo, e allo scrittore Davide Sapienza per avermelo suggerito. Grazie a loro, ho avuto l'opportunità di scoprire un libro che emoziona, fa riflettere e ci invita a guardare con occhi meravigliati le risorse naturali che abbiamo ancora la fortuna di possedere e il dovere di proteggere.

 

Adamello, storia di un ghiacciaio, a cura di Riccardo Scotti e Anna Maria Bonettini

Editore‏ : ‎ Comunità Montana di Valle Camonica

Data di pubblicazione‏ : ‎ 19 dicembre 2025

154 pagine ISBN-10‏ : ‎ 8894447723 ISBN-13‏ : ‎ 978-8894447729 

€ 30,00

 

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